Granatieri

Granatieri

Scheda

In origine il “granatiere” era un soldato lanciatore di granate a mano, motivo per cui venivano scelti uomini robusti e più alti della media.
La specialità dei Granatieri dell'Esercito italiano in particolare discende dall'antico Reggimento delle Guardie creato nel 1659 dal Duca Carlo Emanuele II di Savoia.
Il corpo, sciolto ed in parte integrato nell'armata francese tra il 1798 e il 1814, venne ricostituito da Vittorio Emanuele I all'atto della ricostituzione delle forze armate piemontesi, alla fine del dominio napoleonico.
Tra il 1814 ed il 1816 viene così a costituirsi la Brigata Guardie, che assorbe tutti i granatieri dell'Esercito, denominata poi “Brigata Granatieri Guardie”, ed in seguito unisce la propria storia a quella dell'attuale Brigata "Granatieri di Sardegna".
Al momento della creazione del Regno d'Italia, sorsero altre Brigate Granatieri: la Brigata "Granatieri di Lombardia" (3° e 4° reggimento) nel 1859, all'indomani dell'Annessione della regione al Regno d'Italia, nel 1861 la Brigata "Granatieri di Napoli" (5° e 6° reggimento), nel 1862 la Brigata "Granatieri di Toscana" (7° e 8° reggimento).
Nel 1871 tutte le brigate di granatieri divennero brigate di fanteria di linea (rispettivamente le Brigate "Lombardia" (73° e 74° reggimento), "Napoli" (75° e 76° reggimento) e "Toscana" (77° e 78°), ad eccezione della Brigata Granatieri di Sardegna, che mantenne le sue prerogative.
Nella Prima Guerra Mondiale i Granatieri sono in prima linea tra Monfalcone e il Sabotino, Oslavia, il Monte Cengio e il San Michele. Nel 1918 partecipano alla battaglia di Vittorio Veneto.

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