Gordini Silvio

Gordini Silvio

24 dicembre 1849 - 21 giugno 1937

Note sintetiche

Occupazione: Artista

Scheda

Ancora adolescente seguì il padre Tobia nel suo lavoro di imbianchino e decoratore e studiò pittura a Ravenna fino a quando, nel 1869, poté iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si formò fino al 1874 sotto la guida dei professori Valentino Solmi, Antonio Muzzi, Giulio Cesare Ferrari, Enrico Panzacchi ed il toscano Antonio Puccinelli, e conseguendo infine il diploma di Prospettiva, Scenografia e Pittura. Brillante studente, Gordini si aggiudicò diversi premi scolastici, oltre a vincere per più di una volta il pensionato trimestrale che lo portò anche a Firenze. Cercò fin da subito di seguire la sua vocazione, l’insegnamento. Prima ancora di divenire insegnante di disegno ornamentale all’Istituto Aldini-Valeriani di Bologna prima, e di plastica all’Istituto Alberghetti di Imola poi, si dedicò al progetto, mai portato a termine, di un corso di disegno ornamentale, di cui rimane testimonianza la tavola litografica Particolare dell’arca del Monumento Tartagni in S. Domenico. Nel 1887 Gordini è il nuovo professore di Ornato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, cattedra che deterrà fino al 1921, conciliando poi l’attività di insegnamento con il ruolo di Direttore del medesimo Istituto dal 1909 al 1917.

Nonostante il suo carattere schivo, Gordini fu un protagonista della vita artistica e culturale della città: fece parte del Circolo Artistico, collaborando all’Album Unico Anche Bologna!, e fu uno dei soci della Società Francesco Francia per le Belle Arti in Bologna. Godette dell’amicizia e stima di personalità eminenti dell’ambiente culturale e artistico bolognese, tra cui Raffaele Belluzzi, Enrico Panzacchi, Tito Azzolini, Edoardo Collamarini, Adolfo De Carolis, Guglielmo Pizzirani ed anche Corrado Ricci. La sua attività artistica, che si dipana nell’arco di circa cinquant’anni, comprende opere di decorazione e scenografia, come nel Teatro di Russi (Ravenna), nel Teatro e nel Santuario della Madonna della Suasia a Civitella di Romagna (Forlì-Cesena). Sue anche le decorazioni delle volte di tre sale nella Reale Pinacoteca di Bologna e di due sale del Regio Istituto di Belle Arti, nonché del Palazzo della Musica costruito in occasione dell’Esposizione Emiliana del 1888 a Bologna. Non si può dimenticare la sua ultima grande impresa decorativa costituita da Villa Benni, a Bologna, voluta dal suo amico Alfredo Benni. Come pittore, Gordini predilesse opere di soggetto floreale ed i paesaggi, in particolare ispirati a quelli emiliano-romagnoli e talvolta popolati di castelli di fantasia, che realizzò sia ad olio, che a tempera, acquerello e matita. Realizzò anche progetti e disegni per opere in marmo, come i pavimenti del Duomo di San Pietro a Bologna commissionati alla ditta Davide Venturi & Figlio; o in metallo, collaborando anche con lo scultore e suo apprezzato allievo Arturo Orsoni.

Visse sempre in modeste condizioni economiche, fino alla sua morte avvenuta il 21 giugno 1937. Oggi riposa accanto alla sua prima moglie, Maria Argentina Bichicchi, nella corsia annessa destra del chiostro VIII.

Valentina Andreucci

Bibliografia: Valentina Andreucci, Silvio Gordini 1849-1937. Tra arte e insegnamento, con un testo di Maria Rita Bentini; con il patrocinio dell’ Accademia di Belle Arti di Bologna, Russi, Edizioni Pro Loco, 2012. Pubblicato in occasione della mostra omonima.

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Documenti
Anche Bologna!
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Anche Bologna! Albo unico del Circolo Artistico, Bologna, Zanichelli (Litografia G. Wenk), 1880. Immagini di Azzolini, Bersani, Bordoni, Brugnoli, Busi, Castaldini, De Maria, Facchini, Faccioli, Giorgi, Gordini, Guadagnini, Maccaferri, Minelli, Monari, Palazzi, Parmeggiani, Ricci, Sarti, Scorzoni, Sezanne, Tartarini, Tivoli. Testi di Altobelli, Belluzzi, Bonora, Boschi, Carducci, Gozzi, Guerrini, Panzacchi, Ricci, Roncaglia, Rubbiani, Salina.