Gli orti di guerra

Scheda

Il Podestà di Bologna dispone in agosto la semina di tutte le aree comunali. Nascono gli orti di guerra.
Tra i più estesi quelli dei giardini Margherita e di villa Putti, ma sono impegnate anche le aiuole del centro cittadino. Nei terrazzi privati si riempiono di terra - e vengono coltivati - vasi, cassette, a volte vasche da bagno.
Nei campi delle orfanelle di San Luca si coltivano ortaggi e piante di ricino, da cui si ricava l'olio medicinale e un lubrificante per i cingoli dei carri armati. Le bambine hanno composto una canzone che celebra il loro orto di guerra: "Anch'io combatto, anch'io fo la mia guerra, con fede, con amore e disciplina, desidero che frutti la mia terra e curo l'orticello ogni mattina".
Nell'estate del 1942 si trebbierà solennemente in piazza Maggiore, con l'intervento del Duce: i covoni saranno raccolti attorno al monumento a Vittorio Emanuele, ricoperti di bandiere tricolori e vessilli fascisti e saranno benedetti dal cardinale Nasalli Rocca dalla scalinata di San Petronio.

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