Giovannini Alceste

Giovannini Alceste detto Gino

28 luglio 1908 - 24 settembre 1944

Note sintetiche

Titolo di studio: Licenza elementare
Causa della morte: Esecuzione
Occupazione: Operaio/a

Riconoscimenti

  • Partigiana/o (15 settembre 1943 - 24 settembre 1944)

Onorificenze

  • Medaglia d'Argento al Valor Militare

    Partigiano ardimentoso compiva numerosi atti di sabotaggio sulle linee di comunicazione avversarie interrompendo il traffico e provocava audacemente l'esplosione e l'incendio di un intero treno di carburante nemico. Con valore senza pari e con supremo sprezzo del pericolo dirigeva l'attacco ad un deposito di materiale di artiglieria e dopo aver eliminato il personale di guardia distruggeva con potenti cariche di esplosivo, ben 36 cannoni anticarro. Catturato durante l'esecuzione di un ardito colpo di mano, contro un Comando tedesco, benché sottoposto a disumane torture, manteneva fiero contegno e finiva massacrato per non tradire i suoi compagni di lotta.
     Bologna 8 settembre 1943-24 settembre 1944 

Scheda

Alceste Giovannini, nome di battaglia "Gino", da Ernesto ed Elvira Turrini; nato il 28 luglio 1908 a Borgo Panigale (BO). Nel 1943 residente a Bologna. Licenza elementare. Calzettaio. Divenuto comunista, nel 1936-37 svolse attività illegale. Arrestato e carcerato con sentenza del 2 settembre 1938, fu deferito al Tribunale speciale. Con sentenza dell'1 dicembre 1938 fu condannato a 4 anni di carcere per costituzione del PCI, appertenenza allo stesso e propaganda assieme ad un consistente gruppo di antifascisti bolognesi. Fu carcerato a Civitavecchia (Roma). Rientrato nella fabbrica Grassigli, dopo avere scontato la pena inflittagli, venne eletto dalle maestranze quale "fiduciario di fabbrica" secondo gli indirizzi dello stesso PCI di penetrazione nell'organizzazione sindacale fascista. All'indomani della caduta del regime fu tra gli organizzatori delle manifestazioni di esultanza e per la pace che si svolsero nella città di Bologna da parte delle maestranze delle fabbriche. A seguito di una sparatoria contro i lavoratori dell'officina Minganti in procinto di unirsi agli altri manifestanti restò ferito mentre i quotidiani del 29 luglio 1943, pur senza nominarlo, lo dettero per morto. Dopo l'8 settembre 1943 si impegnò nell'organizzazione dei gruppi partigiani che formarono poi la 7ma brigata GAP Gianni Garibaldi, nelle cui fila operò e della quale divenne anche commissario politico. Venne assassinato il 24 settembre 1944 dalle brigate nere in via della Battaglia presso il fiume Savena. Gli è stata conferita la medaglia d'argento al valor militare alla memoria. Al suo nome è stata intitolata una strada di Bologna. Riconosciuto partigiano dal 15 settembre 1943 al 24 settembre 1944.  [Luigi Arbizzani]

E' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.

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Documenti
Testimonianza di Novella Corazza
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Testimonianza di Novella Corazza da “La resistenza a Bologna, Testimonianze e documenti, V, p.887 di Luciano Bergonzini
Bibliografia
Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919- 1945)
Albertazzi A., Arbizzani L., Onofri N.S.
1985 Bologna ISB