Gaiani Luigi detto/a Aldo Comaschi

26 settembre 1910 - [?]

Note sintetiche

Titolo di studio: Licenza scuola media inferiore
Occupazione: Disegnatore

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 9 settembre 1943 - 7 settembre 1944)

Onorificenze

  • Medaglia di Bronzo al Valor Militare

    Tra i primi organizzatori delle formazioni partigiane della sua zona, ne era capace e tenace animatore per tutto il periodo della resistenza. Animato da elevato spirito di sacrificio e di abnegazione, si distingueva particolarmente per la sua perizia e il suo coraggio nei combattimenti e per la liberazione di Firenze alla testa di una divisione di cui aveva assunto il comando in seguito alla morte del titolare». Toscana, settembre 1943 - settembre 1944.. Ha rievocato la sua attività in: 7 compagni di Firenze. Memorie della Resistenza (1943-1944), Firenze 1984; Un sacrificio che non sarà dimenticato.Un patrimonio che non andrà disperso, in Monterenzio nel 40° della Resistenza e nel ricordo di Edera De Giovanni e dei caduti per la libertà, 1944-1984, Bologna, 1984, pp.8-9. Testimonianza in RB3 .[AR]

Scheda

Luigi Gaiani, «Aldo Comaschi», da Mario e Maria Fantoni; nato il 26 settembre 1910 a Bologna; ivi residente nel 1943. Licenza di scuola media inferiore. Disegnatore.
Il 22 dicembre 1930 fu condannato ad 1 anno di confino per «adesione a Giustizia e libertà e diffusione di manifestini». Con sentenza istruttoria del 21 maggio 1931 fu rinviato al Tribunale speciale che, il 26 giugno 1931, lo condannò a 3 anni di reclusione per propaganda antifascista e appartenenza a un gruppo aderente a GL.
Entrò nel PCI nel 1931, durante un periodo di carcerazione nel reclusorio di Badia (Sulmona - AQ).
Nello stesso anno fu schedato. Uscito dal carcere alla fine del 1932 a seguito dell'amnistia del decennale fascista, prese immediatamente contatto con il PCI e svolse un'intensa attività come dirigente del partito nella bassa bolognese. Dall'ottobre 1936 al giugno 1937, insieme con Fioravante Zanarini, svolse funzione di dirigente nella federazione bolognese del PCI.
Venne nuovamente arrestato il 10 giugno 1937 e condannato dal Tribunale speciale il 14 ottobre 1937, senza emissione di sentenza istruttoria, a 18 anni di reclusione per costituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda comunista.
Venne altresì investìto dalle sentenze n. 15 e n. 16 del 2 settembre 1938 riguardanti i membri dell'organizzazione comunista bolognese attiva nel 1936-37 nei sindacati fascisti, tra i disoccupati e all'università.
Fu liberato il 25 agosto 1943 dal carcere di Castelfranco Emilia (MO). Dall'ottobre 1943 al marzo 1944, fu membro del comitato militare del PCI.

Organizzatore dei primi gruppi della 7a brigata GAP Gianni Garibaldi, dal 16 marzo 1944 al settembre dello stesso anno, a Firenze svolse le funzioni di comandante della delegazione di comando delle brigate Garibaldi della Toscana, di commissario politico del comando militare nel CLN toscano e di comandante della div Garibaldi Potente. Fu altresì membro del comitato regionale toscano e del triumvirato militare del PCI.
Riconosciuto partigiano con il grado di tenente colonnello, dal 9 settembre 1943 al 7 settembre 1944, giorno della liberazione di Firenze.
Gli è stata conferita la medaglia di bronzo al valor militare. 

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