Focherini Odoardo

6 giugno 1907 - dicembre 1945

Note sintetiche

Causa della morte: Deportazione

Scheda

Odoardo Focherini, da Tobia e Maria Bertacchini; nato il 6 giugno 1907 a Carpi (MO).
Frequentò l'oratorio di don Armando Benatti e Zeno Saltini, con il quale, negli anni '20, lavorò nell'Azione cattolica. Fu segretario del circolo interparrocchiale di Carpi, poi della Federazione giovanile diocesana. Collaborò all'Opera Realina, fondata a Carpi nel 1923 da don Benatti e Zeno Saltini.
Nel 1924, a Mirandola (MO), si occupò degli scouts, fondati da don Francesco Venturelli. Nello stesso anno iniziò a collaborare a «L'Aspirante», fondato a Carpi dal gruppo di Azione cattolica, e a «L'Operaio Cattolico», il settimanale diocesano che difese, in quegli anni, «la posizione e gli ideali dei lavoratori cristiani».
Dopo il servizio militare a Bologna, venne nominato, nel 1927, delegato diocesano dell'Associazione scautistica cattolica italiana (ASCI) e iniziò il servizio di cronaca locale per «L'Avvenire d'Italia», proprio in quell'anno ritornato nell'alveo ufficiale della chiesa. Sciolta dal regime fascista l’ASCI, sostituì alla presidenza della Gioventù cattolica maschile diocesana Zeno Saltini, avviato al sacerdozio. Entrato nella giunta diocesana di Azione cattolica, nel 1928 tenne la segreteria del I Congresso Eucaristico Diocesano.
Sposatosi nel 1930, continuò a svolgere, particolarmente seguito dal vescovo, il bolognese mons. Giovanni Battista Pranzini, un'intensa e multiforme attività nell'Azione cattolica diocesana. In particolare, operò per la diffusione della «buona stampa» e per la «giornata del quotidiano cattolico».
Nel 1934, lasciato il lavoro nella bottega paterna, venne assunto presso la Società di assicurazioni La Cattolica di Verona (agenzia di Modena). Il 7giugno l'assemblea diocesana lo elesse presidente degli Uomini cattolici.
Due anni dopo assunse la presidenza dell'Azione cattolica diocesana, alla quale si unì il conferimento del cavalierato di San Silvestro. In questa veste, nell'aprile 1939, venne nominato membro del consiglio d'amministrazione della società anonima L'Avvenire d'Italia. In seguito, i consiglieri gli conferirono il mandato di procuratore. Come tale, contribuì in misura determinante al rinnovamento tecnico e all'espansione della diffusione a livello nazionale del quotidiano cattolico bolognese. Lo stretto sodalizio con Raimondo Manzini costituì l'inizio di un'altra attività: quella di procurare rifugio e assistenza agli ebrei.
Nel 1942 mise in salvo due ebrei polacchi, affidati a Manzini dall'arcivescovo di Genova.

Dal 1943 la preparazione dei viaggi verso la libertà, insieme con l'aiuto prestato ai prigionieri del campo di Fossoli (Carpi -MO) divenne assorbente. Si calcola che siano stati oltre cento gli ebrei messi in salvo dalla sua regia. Dopo l'intenso lavoro compiuto per la ripresa de «L'Avvenire d'Italia» a seguito del bombardamento che distrusse la sede il 29 gennaio 1944, l’11 marzo 1944 venne arrestato a Carpi e due giorni dopo condotto nelle carceri di San Giovanni in Monte (Bologna). Interrogato il 16 aprile 1944, con domande nelle quali prevalse lo «spirito anticattolico», il 4 luglio 1944 venne internato nel campo di Fossoli. Il 5 agosto fu trasferito a Gries (Bolzano) e il 5 settembre a Flossemburg, poi a Hersbruk, sottocampo di Flossemburg.
Qui morì, probabilmente nella seconda metà del dicembre 1944. La famiglia ebbe la notizia della sua morte il 6 giugno 1945.
La comunità israelitica nel 1955 ha conferito alla sua memoria la medaglia d'oro.
Sono state pubblicate, a cura di C. Pontiroli, le sue lettere inviate dal carcere di Bologna, da Fossoli, da Gries, da Hersbruk. [A]

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Campi di detenzione, lavoro forzato e sterminio
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