Festa della Porchetta

Festa della Porchetta

1796

Scheda

La Festa della Porchetta si tenne a Bologna il 24 agosto di ogni anno per più di cinque secoli, fino al 1796, arrivo delle truppe francesi. Sulla sua origine si hanno due versioni: la prima riconduce all'entrata in Bologna di Re Enzo (figlio dell'imperatore Federico II, fatto prigioniero a Fossalta) proprio in quella data; la seconda fa riferimento alla presa della rocca di Faenza nel 1281 (caduta a seguito del tradimento di Tibaldello de Zambrasi, cui era stata rubata una porcellina). In ogni caso, il 24 agosto (San Bartolomeo) ha rappresentato per la città il culmine di una decina di giorni di festa che iniziavano alla vigilia di ferragosto. In piazza Maggiore venivano allestiti apparati contingenti (macchine sceniche grandiose), si effettuavano gare di cavalli, spettacoli teatrali e prodezze di giocolieri. Il nome deriva dal fatto che la giornata veniva conclusa con il lancio di una maialina arrosto offerta dal Legato al popolo. Come ricorda Giulio Cesare Croce, i Bolognesi si accalcavano letteralmente per cercare di portare a casa cibo o monete, che ugualmente venivano gettati dal balcone del Palazzo Comunale. Tra quelli che presenziavano alle principali cerimonie ufficiali bolognesi avevano un ruolo assai significativo i rappresentanti delle Arti, che sfilavano nei loro tre ordini: i signiferi, i donzelli e coloro che portavano il gonfalone. Al lungo corteo partecipavano poi i dottori, i senatori, i rappresentanti del clero ecc.. Nel momento del lancio di cibarie presenziavano autorità e dame appostati sulle terrazze. In piazza era spesso presente l'albero della cuccagna, un palo su cui ci si doveva arrampicare per raggiungere il succulento premio.

Nell'edizione dell'anno 1657 il teatro allestito era a forma di nave, con botteghe lungo tutte le murate. All'interno giravano carrozze e pedoni. In cima all'albero di maestra sventolava il vessillo del Comune e sotto lo stendardo con le insegne di Papa Alessandro VII tra quelle del Legato Lomellini e del Cardinale Chigi; sull'albero di trinchetto era invece riconoscibile lo stemma del Gonfaloniere in carica (famiglia Angelelli). Sul ponte di poppa comparivano gli stemmi di altre famiglie senatorie bolognesi. Nel 1660 il teatro ligneo era costituito da un porticato rustico che terminava con due torri cilindriche. Sulle sommità erano poste le bandiere con gli emblemi del legato cardinale Girolamo Farnese. Lo scenografo era Giulio Troili.

Il 24 agosto 1796 si svolse per l'ultima volta la festa. Un contingente militare francese entrò in Piazza Maggiore a tamburo battente, assieme a un corpo di truppa Urbana per presidiare le strade che sboccano sulla piazza e le porte della città. Sulla ringhiera degli Anziani presero posto il Gonfaloniere “in abito di collare” e buona parte dello Stato Maggiore francese. La festa cominciò con il lancio di tre pavoni, poi furono gettati “alla plebaglia” il pollame e quattro castrati. E' la volta degli Anziani, che lanciarono il denaro e quindi la borsa. Un tempo questa mossa era riservata al Legato. Il cancelliere della piazza difende “coi birri” il fortunato che ha preso la borsa, affinché non venga “massacrato dall'altra canaglia”. Infine fu gettata la porchetta e la festa finì tra suoni di trombe e timballi. Il resto della giornata si svolse in modo sobrio: il rinfresco, senza dame, fu ridotto e non si tenne il solito veglione nel salone degli Anziani.

In collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Cronologia di Bologna

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Antichi mestieri a Bologna
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