Farinelli

Farinelli detto Carlo Broschi

24 Gennaio 1705 - 16 Settembre 1782

Note sintetiche

Scheda

Il celeberrimo cantante Carlo Broschi, più conosciuto come Farinelli, nacque ad Andria il 24 gennaio 1705 e morì a Bologna il 16 settembre 1782. Sicuramente è stato il più importante cantante lirico castrato della storia. Di origini nobili, fu instradato verso la musica fin da piccolo. Morto il padre nel 1717, il fratello maggiore, Riccardo, compositore, scelse di farlo castrare, consentendogli di raggiungere così un'amplissima tessitura vocale. Il suo debutto avvenne nel 1720 a Napoli. In breve le sue qualità da virtuoso gli aprirono le porte dei maggiori teatri italiani e non solo. Dopo aver raccolto i più grandi successi in tutto il mondo, egli scelse Bologna (dove peraltro si era esibito più volte nel corso della sua brillante carriera) come luogo dove trascorrere la vecchiaia una volta ritiratosi dalle scene. Nel novembre 1732, un mese dopo essere stato insignito della cittadinanza felsinea, comprò un podere fuori Porta Lame e vi fece edificare una villa.

Nel 1761, dopo aver vissuto a lungo in Spagna, decise che era giunto il momento di ritirarsi dalle scene e dunque - nell’agosto di quello stesso anno - si stabilì definitivamente nella nostra città. La magnifica villa in via Lame n. 228 (che oggi corrisponderebbe al civico 30 di via Zanardi) così come la sua casa di città, in via Santa Margherita, divennero il centro di una piccola corte di artisti, nella quale continuarono ad essere coltivati rapporti con le più influenti corti europee. In via Zanardi fu ospitato, tra gli altri, Wolfgang Amadeus Mozart, di passaggio a Bologna nel 1770, quando si diplomò all’Accademia Filarmonica. Agli inizi del Novecento, la villa fu inglobata nell’area dello zuccherificio e divenne sede degli uffici direzionali. Il complesso industriale fu duramente colpito dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ma la villa rimase fortunatamente “in piedi”, anche se assai danneggiata. Purtroppo, nel ricostruire lo stabilimento, venne deciso di demolire il prestigioso edificio, nonostante le autorità preposte fossero nettamente contrarie. La preziosa testimonianza della vita dell’artista a Bologna cessò di esistere nel 1949, quando fu - appunto - distrutta. Ora, solo alcune immagini rendono conto della sua esistenza. Al suo posto sorge l’Ufficio Centrale delle Poste.

Il Farinelli venne sepolto nella soppressa Chiesa di Santa Croce (sita dove attualmente sorge Villa Revedin); nel 1810 la salma venne traslata alla Certosa di Bologna. L’immenso carteggio del cantante è ora conservato presso l’Archivio di Stato di Bologna e la Biblioteca Universitaria di Bologna; la sua preziosa collezione di strumenti fu invece, purtroppo, dispersa. Ma Farinelli fu anche un influente consigliere di corte e tramò diversi intrighi. Quello che non tutti sanno è che - vissuto alla corte spagnola per lunghi anni - fu anche un notevole tessitore di intrighi internazionali. Nel 1737 fu chiamato a Madrid per diventare cantante di camera di Filippo V e ed Elisabetta Farnese: gli furono offerti un altissimo stipendio e una serie di privilegi per quei tempi veramente enormi. Il favore di cui godette presso i sovrani aumentò ancor di più con i loro successori Ferdinando VI e Barbara di Braganza. Benché sia giudizio diffuso che egli non abusasse di questa straordinaria posizione per immischiarsi negli affari politici, pare che sia vero il contrario. Farinelli sollecitò infatti incessantemente Filippo V, Ferdinando VI e le rispettive consorti presso la corte napoletana perché fossero concessi titoli e uffici ai suoi famigliari e pretese di prendere parte attiva con suggerimenti e iniziative più varie alla politica di riforme del ministro Zenon de Somodevilla, marchese de la Ensenada. Nel 1752 tentò inutilmente - attraverso Elisabetta Farnese - di indurre Carlo di Borbone ad accettare il trattato di Aranijuez tra la Spagna, l’Impero e il re di Sardegna. Due anni dopo, cercò di influenzare Ferdinando VI per sostenere la politica di accordi con la Francia proposta dal ministro di cui sopra, contro quella favorevole all’Inghilterra di altri nobili spagnoli. Durante la lunga infermità di Ferdinando VI diede adito al sospetto di macchinare addirittura contro i diritti di successione sul trono spagnolo di Carlo di Borbone. Costui, divenuto finalmente re nel 1759 lo lasciò eufemisticamente libero di andare dove meglio gli piacesse, conservando stipendi, privilegi e tutti i doni ricevuti, a patto che non gli si presentasse mai più davanti. Tornato in Italia, dapprima a Parma e poi a Napoli, incontrò grande entusiasmo dal pubblico ma una fredda accoglienza dalle corti e a cinquantasei anni decise di lasciare la carriera, trasferendosi definitivamente nella sua villa di Bologna.

Daniela Schiavina

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Esumazione del Farinelli alla Certosa di Bologna. TG3 Emila-Romagna  del 12 luglio 2006.

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Carlo Broschi detto Farinelli: Inter flores. Certosa di Bologna, Sala del Colombario, 14 ottobre 2010. I Musici dell'Accademia. Direttore: Luigi Verdi. Trascrizione per archi di Luigi Verdi

Certosa di Bologna accessibile
Certosa di Bologna accessibile

Introduzione in linguaggio LIS - Lingua dei Segni Italiana al Cimitero della Certosa di Bologna. Un video realizzato grazie al Comune di Bologna - Dipartimento e Promozione della Città in collaborazione con l'Istituzione Bologna Musei e la Fondazione Gualandi a favore dei Sordi di Bologna.

Documenti
Passeggiata tra le memorie della musica (Una)
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Luigi Verdi, Roberto Martorelli; Una passeggiata tra le memorie della musica nella Certosa di Bologna; Comune di Bologna, 2004. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.

Bologna Città della Musica
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Bologna vanta una tradizione musicale così ricca da aver meritato la nomina dell’Unesco a Città Creativa della Musica, prestigioso riconoscimento che si fonda sulle eccellenze del passato e sulla ricchezza delle proposte del presente.