Fanteria - 55° e 56° reggimento, brigata Marche

Fanteria - 55° e 56° reggimento, brigata Marche

Scheda

Sede dei reggimenti in tempo di pace:
55° fanteria: Treviso,
56° fanteria: Belluno
Distretti di reclutamento: Benevento, Casale, Caserta, Chieti, Cosenza, Forlì, Messina, Modena, Napoli, Siracusa,Vercelli

Anno 1915
All’inizio della guerra la Brigata Marche raggiunge la linea d’investimento Passo Tre Croci – Forca, valle del Boite, Ansiei, Padola non ostacolata dal nemico che si è ritirato sulle cime dei gruppi dolomitici presenti sul territorio.
Per tutto il mese di giugno proseguono le ricognizioni, poi, a metà di luglio la Brigata effettua una decisa azione d’attacco contro il monte Piana, portata da due battaglioni del 55° fanteria; l’avanzata è subito ostacolata dal tiro delle numerose batterie dislocate anche sulle montagne vicine, quando i fanti sono a 200 metri dalle trincee nemiche le mitragliatrici aprono il fuoco costringendo i superstiti a cercare riparo negli anfratti delle rocce.
Lungo la Val Popena bassa la seconda colonna d’attacco riesce ad arrivare alla confluenza del rio Fonda in località Carbonin poi è costretta a sostare per il micidiale fuoco proveniente dalle alture circostanti.
In agosto la Marche opera nel settore delle Tre cime di lavaredo riuscendo ad impossessarsi del monte Paterno e Oberbacher; tuttavia diventata evidente l’impossibilità di superare gli sbarramenti nemici, la guerra la fanno le pattuglie di alpini e Kaiserjager , cioè le truppe da montagna e la Brigata in ottobre viene trasferita sul fronte dell’Isonzo, di fronte al Sabotino.
Durante la III° Battaglia dell’Isonzo i suoi battaglioni muovono all’assalto delle formidabili difese nemiche, il micidiale fuoco delle armi automatiche decima gli attaccanti che in un giorno lasciano sul terreno 200 morti e 1100 feriti. Nella successiva IV° battaglia dell’Isonzo, la Marche scinde i due reggimenti ed il 55° passa alle dipendenze della Brigata Livorno che ha come obiettivo la cima del Sabotino: i reticolati intatti dell’ultima linea nemica sono più volte raggiunti ma mai superati; il 56° intanto, falcidiato da una grave epidemia di gastroenterite, con un solo battaglione, partecipa all’attacco contro il valico di Oslavia. Il 14 dicembre la Brigata scende a riposo.

Anno 1916
Nel primo trimestre dell’anno la Brigata si trasferisce in Albania partendo da Taranto, solo il comando rimane in Italia ed assume quello della Brigata Volturno.
In marzo la Marche si schiera nel settore Haderai – Grnec – Sevaster alle dipendenze della 43° divisione; nei mesi in cui la Brigata rimane in Albania non succedono fatti notevoli, ed il 5 giugno iniziano le operazioni per il rientro in Italia; la notte del 8 giugno il 55° fanteria si trova imbarcato sul piroscafo Principe Umberto, in navigazione nel basso Adriatico, quando la nave viene affondata da un sottomarino austriaco: muoiono 1948 soldati, praticamente tutto il 55° fanteria. La Brigata mutilata nelle sue forze, in attesa di ricostituire l’intero reggimento, trasferisce il 56° a Staranzano in riserva della 14° divisione; finalmente anche il 55° torna in linea e la Marche si schiera tra la rocca di Monfalcone e la località Mandrie.
Il 17 agosto, VI° Battaglia dell’Isonzo, la Brigata è in linea di fronte a Oppacchiasella col 55° in prima linea e il 56° in seconda; durante la VII° Battaglia dell’Isonzo, parte all’attacco delle posizioni nemiche di Nova Vas, l’azione è resa difficoltosa dai reticolati quasi intatti che rallentano le colonne di fanti, tuttavia gruppi di valorosi riescono a passare occupando la prima linea nemica.
Purtroppo i varchi, scoperti dall’avversario, vengono da questi bombardati e tenuti sotto tiro delle mitragliatrici: i rincalzi restano bloccati nella terra di nessuno e le conquiste debbono essere abbandonate. Nei giorni seguenti i tentativi vengono rinnovati, tutti con medesimo scarso risultato: la Brigata perde 1500 uomini. La IX° Battaglia dell’Isonzo trova la Marche in linea davanti ad Hudi Log, anche in questo settore l’ostinata resistenza austroungarica non permette che modeste conquiste, pagate col sacrificio di circa 2000 soldati.
Il 12 novembre la Brigata torna in alta montagna, passa alle dipendenze della 5° divisione col 55° tra il passo del Tonale e la conca del Montozzo e il 56° in val Giudicarie tra Storo e Condino: il primo reggimento controlla la linea che scende alla sinistra del gruppo dell’Adamello, il secondo la destra.

Anno 1917
La Brigata Marche rimane tutto l’anno sulle medesime posizioni, senza che vi accada nulla di notevole; a metà dicembre il 56° si trasferisce sul fianco meridionale della Val Daone.

Anno 1918
A fine febbraio la Brigata raggiunge per ferrovia Ala ( valle dell’Adige ), si schiera col 56° a Serravalle e col 55° di riserva del XXIX Corpo d’armata, iniziando un normale servizio agli avamposti e lavori di rafforzamento delle difese. Il 15 giugno (battaglia del Solstizio), la Marche è avvicinata al fronte del Piave, senza che debba però intervenire; in luglio torna in prima linea sul Grappa. In agosto compie diverse azioni di notevole valore, muovendo dalle posizioni dei nostri avamposti, il 29 passa a riposo sostituita in linea dalla Brigata Modena.
L’ultima tappa della guerra viene compiuta sull’Altipiano d’Asiago, il 55° a disposizione delle divisioni francesi ed il 56° presso San Giacomo di Lusiana. L’armistizio trova la Brigata sulle stesse posizioni.

Paolo Antolini

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Documenti
Brigata Marche - 55° e 56° Fanteria
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Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico,
Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929
8 volumi