Fanteria - 243° e 244° reggimento, brigata Cosenza

Scheda

Costituita nel gennaio 1917 dai depositi del 19° e 30° Fanteria.

Anno 1917
La Brigata viene costituita tra la fine di gennaio ed il mese di febbraio nella zona limitrofa a Camposampiero (nel Pordenonese); nella prima metà di aprile gli uomini raggiungono la zona compresa tra Agnosine ed Odolo, nel Bresciano. Trasferiti quindi in Friuli nel maggio, il 20 sono dislocati sulla riva sinistra dell'Isonzo, dapprima tra Fogliano Redipuglia e Sagrado e poi tra Opacchiasella (sl. Opatje Selo) ed il Vallone di Doberdò del Lago (nel Goriziano).
Giunta al fronte durante lo svolgersi della X battaglia dell'Isonzo, alla Brigata, ora alle dipendenze della 31a divisione, è assegnato il compito di occupare sulla sua destra il tratto compreso tra il saliente di Hudi Log (it. Boscomalo, una località compresa tra Opacchiasella e Castagnevizza del Carso) e quota 232, e sulla sua sinistra la linea tra le quote 220 est e 202. L'attacco sul fronte di destra non va a buon fine, mentre quello sulla linea sinistra porta un battaglione del 244° a ripiegare sulla dolina «Ineffabile». Il 25 maggio il comando di Brigata della "Cosenza" assume la direzione delle operazioni nel sottosettore di destra della 31a divisione, che mirano alla conquista del tratto compreso tra le quote 219 e 232: in questo frangente il 243° riesce a prendere possesso dell'abitato di Hudi Log, posizione rafforzata nei giorni successivi.
Nella prima metà di giugno gli uomini sono sostituiti dalla Brigata "Acqui" e vengono mandati di riposo a Fogliano, quindi tra Porpetto e Castello di Porpetto (alle dipendenze della 33a divisione). La truppa torna operativa a fine mese: il 243° a metà strada tra Boscomalo, Opacchiasella e Castagnevizza del Carso (sl. Kostanjevica na Krasu), mentre il 244° rimane di riposo a Ferletti (nel Goriziano). I due reggimenti si alternano in linea per tutta la prima metà di luglio, vigilando e rettificando il fronte. Speso quindi un mese di riposo tra Campolonghetto e Castions delle Mura (sotto Palmanova) la Brigata, agli ordini della 54a divisione, è protagonista dell'XI battaglia dell'Isonzo: il suo obbiettivo è quello di conquistare le posizioni comprese tra Voissizza superiore (sl. Gornja vas – Vojščica) e Voissizza inferiore (sl. Dolnja vas – Vojščica), nei pressi di Castagnevizza. Gli uomini, nel frangente durante il quale sono impiegati in combattimento, riescono a conquistare gli apprestamenti di Korite, catturando un totale di circa 1500 prigionieri a fronte di più di 1100 perdite.
Dopo un brevissimo impiego in linea ed un periodo di riposo presso Polazzo, la Brigata è dislocata ad est di Monfalcone, nel settore della 45a divisione, prendendo posizione tra il mare Adriatico e la zona delle Bocche del Timavo. Dopo aver bloccato un tentativo nemico di oltrepassare il fiume, la "Cosenza", alla fine del mese, viene inviata a riposo nella zona di Romans d'Isonzo.
A metà ottobre la truppa è nuovamente agli ordini della 45a divisione, nel settore di Monfalcone, tra Staranzano e San Canziano. A causa della rotta della II Armata, la Brigata è costretta a ripiegare, portandosi dapprima a Torviscosa (indicata come Torre Zuino sui riassunti dell'Ufficio Storico, dal friulano Tor di Zuin), quindi il 30 ottobre oltre il Tagliamento. Schierata a sua difesa, il 5 novembre respinge un tentativo avversario di guadare il fiume, poi il giorno successivo passa il Piave, mentre il 7 è schierata nei pressi di Salettuol (nel Trevigiano). La truppa rimane dislocata in questo tratto sino a Natale quando, sostituita dalla "Veneto", la Brigata è inviata di riposo a Treviso.

Anno 1918
Tra l'inizio dell'anno e la metà di giugno la Brigata alterna lunghi periodi in linea a momenti di riposo: sua zona di competenza rimane la linea del Piave che attraversa il Trevigiano, dapprima quella nei pressi di Salettuol, quindi quella vicino Bocca Callalta, infine quella compresa tra Fagaré e Salgareda.
Il 15 giugno gli austriaci lanciano sul Piave la loro ultima grande offensiva: il 244° è in linea, mentre il 243° è di riserva presso l'argine San Marco. Fino al 17 le truppe si distinguono per una strenua resistenza del loro tratto di fronte, respingendo diverse puntate nemiche che cercano di oltrepassare il Piave in diversi punti, in particolare all'altezza di Molino della Sega, «La Fossa» e della ferrovia che collega Ponte di Piave a Bocca Callalta. Dopo due giorni di combattimento, che sono costati alla truppa la perdita di più di 2500 uomini, la "Cosenza" è fatta ripiegare sul Meolo, nei pressi di Rovaré.
Nella seconda metà di giugno la Brigata è dapprima inviata nella regione del Tomba, quindi dopo un breve periodo di riordino tra Oné e Spineda, è fatta dislocare nella prima metà di luglio presso Casale sul Sile, a sud di Treviso, quindi nei pressi di Croce, sotto Fossalta di Piave. Gli uomini sono impegnati qui fino a tutto l'ottobre.
Il 30 ottobre, nel pieno svolgimento della Battaglia di Vittorio Veneto, la Brigata passa il Piave malgrado incontri una grande resistenza opposta dal nemico, attestandosi sulla linea che va da San Donà a Noventa di Piave. Giunta il 31 sul Livenza, la truppa passa il fiume l'indomani. La notizia della firma dell'armistizio arresta la marcia della "Cosenza" presso San Giorgio al Tagliamento-Pozzi (frazione di San Michele al Tagliamento).

Andrea Spicciarelli

FONTE: Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Vol. VII, Roma, Libreria dello Stato 1928, pp. 291-297

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Brigata Cosenza - 243° e 244° Fanteria
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Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico,
Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929
8 volumi