Fanteria - 235° e 236° reggimento, brigata Piceno

Scheda

Costituita il 6 febbraio 1917 con elementi del 13° e 17° RF.

Anno 1917

La “Piceno” viene costituita in provincia di Vicenza (nella zona compresa fra Grisignano di Zocco e Vancimuglio) e posta alle dipendenze della 55a divisione. Destinata al fronte alpino, dopo un lungo periodo di esercitazioni comincia alla fine di marzo il trasferimento verso Piano (Trento), venendo schierata nella seconda linea comprendente i capisaldi del Monte Chiesa e del Monte Dietro il Gasta: qui i fanti sono impegnati in lavori di rafforzamento delle postazioni difensive. Alla fine di aprile, i reggimenti vengono fatti avanzare in prima linea nel tratto compreso fra la riva destra del torrente Leno (te. Leimbach) e Matassone (Trento), rilevando i reparti della “Ancona” (69°-70° RF).

Nel luglio la “Piceno” ripiega in vista del suo spostamento sul fronte isontino: il giorno 8 completa il suo dislocamento presso Campolonghetto (Udine), agli ordini della 27a divisione. Tra i giorni 19 e 20 è di nuovo in prima linea, sostituendo il 2° Granatieri ed il 139° RF (Brigata “Bari”) presso Sella del Bivio (sl. Selo). Il 31 luglio è infine nelle retrovie, a Polazzo (Gorizia), sostituita in trincea dalla “Siena” (31°-32° RF).

In vista dell'Undicesima battaglia dell'Isonzo (detta anche “Battaglia della Bainsizza”) la “Piceno” rientra in prima linea nel medesimo settore del mese precedente, presso Selo. Nei quattro giorni di combattimento in cui la Brigata è impegnata vengono conquistati tutti gli obiettivi prefissati dai comandi dell'esercito: ciò viene premiato con il conferimento della Medaglia d'Argento al Valor Militare alla bandiera del 235° RF e con quella di Bronzo alla bandiera del 236°, nonché con una citazione per la Brigata – che complessivamente ha perduto 906 uomini della truppa e 42 ufficiali – nel bollettino di guerra del comando supremo.

Sostituita dalla “Pistoia” (35°-36° RF) il giorno 23, la “Piceno” si raduna nell'area compresa tra Jalmicco e Sottoselva (Udine) per cominciare il suo viaggio di ritorno verso il fronte alpino. Giunta a Torrebelvicino (Vicenza), alla metà di settembre rientra in prima linea nella Val del Pruche (versante settentrionale del Pasubio). Fino alla metà di ottobre la Brigata alterna i suoi reggimenti in questo settore in attività di vigilanza e pattugliamento. Rilevata quindi dalla “Pallanza” (249°-250° RF) per trascorrere un periodo di riposo, alla fine del mese è di nuovo in trincea sulle posizioni del Pasubio, dove rimane fino alla fine dell'anno.

Anno 1918

Fino alla metà di giugno la Brigata è attiva in lavori di rafforzamento delle trincee e di pattugliamento dell'area.

Alla metà di agosto la “Piceno” è rilevata dalla “Catania” (145°-146° RF) e rinviata a Valdagno (Vicenza) per un periodo di riordinamento e riorganizzazione che dura fino alle fine di settembre. In questo torno di tempo, i reggimenti fanno ritorno in prima linea – ancora una volta nel settore del Pasubio – dove riprendono la consueta attività di vigilanza.

La Brigata partecipa quasi al completo all'offensiva finale del novembre, entrando il giorno 3 a Rovereto con due battaglioni del 235° ed uno del 236°. L'indomani la “Piceno” al completo riceve la notizia della firma dell'armistizio.

Andrea Spicciarelli

FONTE: Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Vol. VII, Roma, Libreria dello Stato 1928, pp. 233-244.

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Brigata Piceno - 235° e 236° Fanteria
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Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico,
Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918,
Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929
8 volumi