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Epigrafe di Carlo Caprara e Bianca Soresina Vidoni

lapide

Schede

Lapide rettangolare in marmo bianco contenente iscrizione a lettere incise e rubricate, posta al centro del monumento:

(lato sinistro)
KAROLO / NICOLAI . COM . F . / CAPRARAE / DVCI . SALVIATO / COM . SEN / A . CVB . IMP . FRANC . AVG. / EQ . COR . FERR . / EQ . HIEROSOLYMAR. / MUNERIBUS . MAXIMIS / SPLENDIDISSIME / FUNCTO / VIX . A . LXI / COMIS . MVNIFICVS / ACCEPT . PRINCIPIB. / DEC . III . KAL . IVN . / A . MDCCCXVI

(lato destro)
BLANCAE / CAESARIS . MARCH . F . / SORESINAE . VIDONIAE / DOMO . CREMONA / CON . KAR . CAPRARAE / COM . SEN . / MATRONAE / CLARISS . EXEMPLI / CVIVS . DIGNITATEM / AVXERVNT / RELIGIO . BENIGNITATS / CONTEMPTOR . ANIMVS / FASTVS . ET . DIVITIAR . / VIX . A . LVI / DEC . XII . KAL . DEC . / A . MDCCCXIII

Traduzione:

lato sinistro)
A Carlo Caprara duca di Salviati, figlio del conte Nicola, conte e senatore, ministro dell’augusto imperatore Francesco, cavaliere della Corona di Ferro, cavaliere Gerosolimitano, che sostenne splendidamente le più alte cariche, visse 61 anni, cordiale, generoso, caro ai principi, morì il terzo giorno dalle calende di giugno dell’anno 1816. 

(lato destro)
A Bianca Soresina Vidoni, figlia del marchese Cesare, nativa di Cremona, moglie del conte e senatore Carlo Caprara, donna esemplare, la cui nobiltà fu accresciuta dalla religiosità, dalla bontà e da un animo sprezzante fasti e ricchezze. Visse 56 anni, morì il dodicesimo giorno dalle calende di dicembre dell’anno 1813.