Due Torri | Asinelli e Garisenda

Due Torri | Asinelli e Garisenda

Scheda

La Torre degli Asinelli fu innalzata verso la fine del XI secolo e portata all'altezza attuale nel XII secolo (m. 97); nel XIII secolo appartenne alla famiglia Asinelli. La rocchetta che circonda la base fu costruita nel 1488 per ospitare i soldati di guardia; poi occupata da botteghe di battirame. La Torre della Garisenda fu costruita tra la fine del XI secolo e l'inizio del XII. In origine era alta circa 60 metri ma per il rischio di crollo venne abbassata a 48 metri nella seconda metà del XIV secolo. Pende a causa d'un cedimento del terreno avvenuto durante la sua costruzione. Il basamento in selenite risale al restauro del 1889.

Il seguente testo è un estratto da Cent'anni fa Bologna: angoli e ricordi della città nella raccolta fotografica Belluzzi, Bologna, Costa, 2000.

Nell'area prospiciente le due torri è collocata la statua di San Petronio, mentre ai piedi della torre Garisenda sorgeva la chiesetta settecentesca dedicata alla Vergine delle Grazie. La piccola costruzione, acquistata insieme alla torre dal marchese Piriteo Malvezzi nel 1804, fu demolita nel 1871. Nello stesso anno la statua del patrono fu trasferita nella basilica di san Petronio e recentemente ricollocata nel luogo originario. All’inizio degli anni Settanta, l’aumento del flusso di cose e persone aveva da tempo creato grossi problemi alla viabilità della zona. La via che attraversava il cuore della città, dalle Due torri a piazza Re Enzo, via Mercato di Mezzo, poi Francesco Rizzoli – dedicata al noto medico e patriota nell’anno della sua scomparsa (1880) -, era un labirinto di vicoli, edifici e piazzette. Dal 1886, con il passaggio del tram, le cose sarebbero peggiorate e l’amministrazione comunale avrebbe dovuto regolare rigidamente, con norme e vincoli tassativi, il transito dei veicoli privati.  Intorno alle Due torri, fra il 1887 e il 1889, si svolsero che avrebbero isolato la torre Garisenda dalle casupole che la cingevano, rivestendola di bugnite di selenite come è oggi. Solo con il piano regolatore del 1889, che decretò lo sventramento dell’area e la realizzazione di una strada adeguata alla funzione di asse centrale della città, si diede una risposta all’altezza delle nuove esigenze commerciali, rappresentative e di traffico. Questo intervento, infatti, isolò ed enfatizzò le Due torri, creando il monumento medievale e nazionale di cui si rimpiangeva la mancanza. I lavori di via Rizzoli, cominciati nel 1910, si protrassero fino al 1918. Tuttavia le demolizioni stravolsero il tessuto economico e sociale tradizionale e cancellarono un complesso prezioso di edilizia minore, antichi palazzi e torri medievali - fra le quali l’Artenisi, la Riccadonna e la Guidozzagni -, abbattuti nonostante le opposizioni e i suggerimenti di soluzioni alternative avanzate da cultori dell’arte come Alfonso Rubbiani. Al posto delle testimonianze storiche e artistiche dell’antico quartiere sorsero vie ed edifici completamente estranei al volto preesistente della città

Giuliana Bertagnoni

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DOCUMENTARIO | BOLOGNA NEL LUNGO OTTOCENTO (1794 - 1914)
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Documenti
Rana (La) | 1886 n. 19
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La Rana, giornale umoristico settimanale; anno 22 n.19 maggio 1886; Bologna, Compositori. Museo Risorgimento Bologna.

Bologna d'oggi - 1928 - n. 3
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Bologna d'oggi - Rassegna bimestrale illustrata. Anno II n. 3 - giugno agosto 1928. Tipografia Vighi & Rizzoli, Bologna. Collezione privata.

Rana (La) | 1888 n. 26
Tipo: PDF Dimensione: 1.10 Mb

La Rana, giornale umoristico settimanale; anno 24 n.26 giugno 1888; Bologna, Compositori. Museo Risorgimento Bologna.

Ehi! ch'el scusa n. 1
Tipo: PDF Dimensione: 4.33 Mb

Ehi! ch'el scusa, anno 1 n. 1, Bologna, 15 febbraio 1948. Tipografia Commerciale, Modena. Collezione privata.

Ehi! ch'el scusa n. 3
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Ehi! ch'el scusa, anno 1 n. 3, Bologna, 29 febbraio 1948. Tipografia Commerciale, Modena. Collezione privata.

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