De Piccoli Iside

De Piccoli Iside detto Nerina

1872 - 1916

Note sintetiche

Scheda

Iside 'Nerina' De Piccoli (Bologna, 1872 - ivi, 1916), figlia di Antonio (1833-1873) e Zenobia Cremonini (1839-1888), viene così descritta da Corrado Ricci, celebre storico dell’arte, amico delle famiglie De Piccoli e Armandi Avogli: "Io l'ho conosciuta nel 1887 di quindici anni a S. Lazzaro di Savena. (...) Nerina era assai graziosa. Non bella nello strettissimo senso della parola (piedi, mani e naso un po' grandi), ma di una simpatia irresistibile: occhi magnifici e dolci, capelli castani anch'essi stupendi e una voce di cui non credo d'aver udito la più gradevole". Il rapporto amichevole con lo studioso proseguirà lungo l'arco di vita della donna.

Nel 1893 Nerina sposa Pietro 'Guelfo' Armandi Avogli (Forlì, 1862 - Bologna, 1916), colto possidente appassionato di viaggi d’esplorazione. Benché la documentazione sulla vita dei coniugi sia scarsa, è certo che frequentassero i salotti mondani, i teatri, le mostre d'arte. Il marito, infaticabile viaggiatore, parte con la bicicletta e lei lo segue in treno, ma più spesso viaggiano insieme. Ambedue di salute molto precaria, non ne sono scoraggiati nel compiere i loro innumerevoli percorsi per l'Europa e il Mediterraneo. Nel 1899 sono a Parigi e Londra. Sia Guelfo che Nerina sono entusiasti dell'Esposizione Universale di Parigi del 1900, che visitano a lungo. Per lei Massa Lombarda -dove il marito si deve recare spesso per seguire la conduzione agricola delle sue proprietà- era un 'umile monotono paese' dove il marito possedeva un palazzo storico nel centro del paese. Nel 1899 prendono in affitto la villa Monte Franco fuori porta Saragozza, che ristrutturano dotandola di impianti moderni e che acquistano nel 1906, dopo che la dote di Nerina viene svincolata, e che sarà per loro un 'bellissimo soggiorno d'estate come d'inverno'. In quegli anni la Villa, probabilmente grazie al bellissimo giardino antistante da loro creato, inizia ad essere comunemente chiamata 'delle Rose'. La malattia la costringe a ripetuti soggiorni nei sanatori e morirà di tisi il 18 dicembre 1916, a poca distanza dalla perdita del marito, avvenuta il 10 ottobre.

Due settimane dopo la morte del marito, Nerina redige il proprio testamento con lui concordato - forse seguendo suggerimenti del Ricci allora Direttore Generale delle Antichità e Belle Arti- in cui esprime la volontà di designare erede universale il Comune, includendo la villa 'delle Rose' con parco e giardino pubblico, ben indicando la destinazione del lascito per evitare che tale gesto non seguisse la sorte della 'Villa baruzziana', donata dallo scultore Cincinnato Baruzzi al Municipio e poi ben presto rivenduta. L'edificio doveva essere utilizzato per mostre permanenti o temporanee d'arte moderna e la mancata esecuzione delle disposizioni da lei volute avrebbe comportato il passaggio dell'eredità al Ministero della Pubblica Istruzione. Nel corso del tempo la villa ha mantenuto il suo impiego culturale e nel terreno circostante hanno preso vita varie iniziative quali una scuola per bambini, la costruzione della casa di riposo Lyda Borelli ed un teatro. Come da sua volontà, Nerina fu sepolta nella cappella De’ Piccoli, in stile neogotico collocata nel Colombario della Certosa di Bologna.

Nel 2016, in occasione del centenario della donazione, il Comune di Bologna ha realizzato nell'edificio la mostra 'Villa delle Rose - 1916 | 1936', in cui è stata ricostruita la prima esposizione di arte contemporanea permanente del Comune, germoglio della futura Galleria d'Arte Moderna, ora MAMbo.

Anna Maria Matteucci, Manuela Rubbini

Bibliografia: Anna Maria Matteucci Armandi Avogli, Una "colta e generosa signora. Nerina Armandi Avogli De Piccoli, in 'Villa delle Rose 1916-1936. Dalla donazione Armandi Avogli alla prima Galleria d'Arte Moderna di Bologna', a cura di U. Zanetti, B. Secci, catalogo della mostra, MAMbo 2016.

Leggi tutto

Eventi

Luoghi

Persone

Multimedia
DOCUMENTARIO | BOLOGNA NEL LUNGO OTTOCENTO (1794 - 1914)
DOCUMENTARIO | BOLOGNA NEL LUNGO OTTOCENTO (1794 - 1914)

Documentario - Bologna nel lungo Ottocento (1794 - 1914), 2008. La città felsinea dall'età napoleonica allo scoppio della Grande Guerra.

Circoli e salotti femminili
Circoli e salotti femminili

1814 | 1848 La restaurazione, i circoli e i salotti femminili. Il caso di Brigida Fava Ghisilieri. Intervista ad Elena Musiani. A cura del Comitato di Bologna dell'istituto per la storia del Risorgimento italiano. Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. www.vedio.bo.it

Bologna post unitaria
Bologna post unitaria

Quadro socio politico della Bologna post unitaria nel periodo 1859-1900. Intervista ad Alberto Preti. A cura del Comitato di Bologna dell'istituto per la storia del Risorgimento italiano. Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. www.vedio.bo.it

La città rossa nella Grande Guerra
La città rossa nella Grande Guerra

La città rossa nella Grande Guerra, 2010. La storia di Bologna durante il primo conflitto mondiale raccontata nel video di Alessandro Cavazza e Lorenzo Stanzani. A cura del Comitato di Bologna dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Museo Civico del Risorgimento di Bologna, Cineteca del Friuli, Fondazione del Monte, Istituto Ortopedico Rizzoli.