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Giuseppe De Col

1863 - 1912

Scheda

La sua formazione avvenne all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si iscrisse nel 1881 e, tra gli altri, ebbe per maestri Augusto Sezanne e Tito Azzolini. Lo stile accademico-naturalista che connota i suoi primi dipinti, tra cui gli acquerelli e il dipinto ad olio presentati all’Esposizione delle Province dell’Emilia nel 1888 presto lasciò spazio al gusto neomedievalista e floreale bolognese, declinato in direzione di una personale astrazione e geometrizzazione. La sua opera costituisce un importante espisodio del Liberty italiano che attende ancora di essere esaustivamente indagato.
Lavorò alla decorazione di diversi palazzi bolognesi e, con la Gilda, alla ristrutturazione della chiesa di San Francesco, in particolare alla decorazione delle cappelle private Calzoni (1895-96), Santi (1899), Boschi (1905) e della cappella centrale dell’abside detta della Pace tra i Popoli (i cui disegni furono esposti all’Esposizione d’Arte Sacra di Torino del 1898).
Ebbe così inizio una stretta collaborazione con gli altri artisti attivi nell’ambito dell’Æmilia Ars, specialmente con Achille Casanova e Alfonso Rubbiani, delle cui idee divenne uno dei migliori interpreti ed esecutori. Fu autore di importanti disegni per mobili, merletti, ferri battuti e, soprattutto, eleganti rilegature di libri. Particolare successo fu riscosso dal cancello in ferro battuto eseguito su suo disegno da Pietro Maccaferri e presentato all’Esposizione Universale di Torino del 1902. Nella medesima occasione, nella sala di Richard-Ginori, furono esposti anche servizi da tavola in ceramica da lui disegnati che ottennero notevole attenzione e favore da parte della critica. Suo capolavoro, connotato da armonia stilistica, bilanciata tra architettura, pittura, scultura e perizia artigianale, in cui De Col dimostrò significative capacità anche nell’ambito della progettazione architettonica, oltre che in campo pittorico e di coordinamento esecutivo, è la cappella funeraria in cui sono custodite le ceneri di Enrico Zucchini, situata a Baricella, nell’agro bolognese. Il singolare edificio funerario, in cui ad una struttura architettonica neorinascimentale l’artista seppe abilmente coniugare una raffinata decorazione raffigurante un tripudio floreale di matrice simbolista, è rivelatore sia della versatilità artistica dell’autore, sia della sua perfetta comprensione delle istanze eclettiche dell’epoca.

Emanuela Bagattoni