Dal Pozzo Francesco

Dal Pozzo Francesco

1891 - 1983

Note sintetiche

Occupazione: Artista

Scheda

Pittore, scultore, designer, illustratore. Nasce a Bologna il 3 febbraio 1891. Dopo gli studi al Collegio Artistico Venturoli, in cui entra appena dodicenne, studia dal 1907 presso l'Accademia di Belle Arti della città, dove si diploma in scultura ottenendo l'abilitazione all'insegnamento del disegno. Ancora giovanissimo si dedica alla realizzazione di sculture in gesso, attività presto interrotta a causa della Grande Guerra. Nel 1919 illustra i periodici Ardita e Satana Beffa. Da questo momento la sua attività si rivolge principalmente all'arte del libro, all'arte pubblicitaria e all'arte decorativa. Lavora infatti per la casa editrice milanese La Modernissima, dove illustra opere di Byron, Saffo e Maeterlink. Contemporaneamente realizza anche manifesti e cartelloni pubblicitari. Nel 1920 collabora al Giornalino della Domenica. La sua versatilità lo porta a praticare molte tecniche della pittura come l'affresco, la tempera ed il mosaico. Negli anni ‘20 realizza disegni su cartoni, successivamente tradotti in arazzo da Guido Ravasi.

Nel 1921 apre a Milano un laboratorio di ricamo, allestito da Gina Furlanetto Lazzaro. I lavori prodotti: scialli, cuscini, arazzi, vestiti e cappelli, saranno presentati sia alla Primaverile Fiorentina del 1922, che alla I Biennale di Arti Decorative di Monza nel 1923, dove vengono premiati con la medaglia d'argento del Ministero della Pubblica Istruzione. È ancora presente a Monza negli anni 1925, 1927 e 1930. Nel 1923 collabora come illustratore di moda e di arredamento a Lidel, la cui direttrice è Anna Gaggiotti, la moglie dell'artista. Nel 1925 partecipa al concorso per la realizzazione del manifesto della II Biennale di Monza. Nello stesso anno espone, alla Mostra delle Arti Decorative di Parigi, alcuni lavori ricamati in lana. Nel 1927 insegna alla Reale Accademia di Bangkok. Sino al 1928 rimane in Tailandia e si dedica allo studio delle antiche incisioni cinesi, da queste nasce la passione per la xilografia. Nel 1929 torna in Italia e, nello stesso anno, espone opere di soggetto siamese alla Gallerie Bernheim-Jeune a Parigi. Nel 1931 è presente alla I Quadriennale d’Arte a Roma con le incisioni “Interno di caffè arabo”, “Baraccano al vento” e tiene una personale di incisioni a Milano presso la Galleria Pesaro. Nello stesso anno è nominato direttore artistico della rivista Lidel. Nel 1933 allestisce le scene e i costumi alla Scala di Milano per l’opera Donata, di G. Scuderi. Dal 1935 soggiorna a Camogli, dedicandosi in particolare al paesaggio marino. In qualità di segretario del Sindacato Interprovinciale di Belle Arti della Lombardia, dal 1939 al 1944, organizza varie mostre regionali a Milano. Francesco Dal Pozzo, considerato uno dei più importanti esponenti italiani dello ”stile 1925”, muore a Solbiate Olona, in provincia di Varese, nel 1983.

Bibliografia: A.M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori, disegnatori, incisori italiani moderni e contemporanei, IV edizione vol. II, Luigi Patuzzi editore Milano, 1971; Fabio Benzi Il Decò in Italia, Roma Chiostro del Bramante, Mondadori Electa Spa Milano, 2004; I Quadriennale d’Arte Nazionale, Roma 1931, catalogo illustrato. Testo tratto da: Silvia Rubini (a cura di), Angelo Venturoli tra l'opera - il Collegio e la sua eredità, catalogo della mostra di Crespellano, Eta, Vignola, 2012

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La città rossa nella Grande Guerra
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La città rossa nella Grande Guerra, 2010. La storia di Bologna durante il primo conflitto mondiale raccontata nel video di Alessandro Cavazza e Lorenzo Stanzani. A cura del Comitato di Bologna dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Museo Civico del Risorgimento di Bologna, Cineteca del Friuli, Fondazione del Monte, Istituto Ortopedico Rizzoli.

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