Crimini d'osteria

Crimini d'osteria

1872 | 1883

Scheda

I luoghi di Bologna in cui si commettevano omicidi, ferimenti, duelli e zuffe non erano solo le strade buie della città, ma furono anche i luoghi di ritrovo come i caffè e le osterie, frequentati da persone appartenenti alla malavita: qui un piccolo screzio poteva essere pagato anche con la vita. Questi luoghi furono anche il ritrovo della borghesia colta di fine Ottocento, ma di certo non frequentavano quelli più poveri e collocati nelle strade minori, in cui si raccoglievano le tante anime che non avevano un lavoro, che cercavano qualche occasione per vivere. Eccone alcuni esempi.

Per motivi di gioco nell’Osteria delle Due Bandiere presso Porta San Donato, Cesare Bellezzi di Granarolo si rese omicida di Antonio Bellezzi di Zola Pedrosa. Il movente fu per una contestazione di causa di gioco. Primo pensiero di chi indaga fu di chiamare nell’Ufficio di Questura di Bologna l’esercente, ma verificato come egli in quel momento fosse a dormire, si ricercò il cameriere Ulisse Giordani che presentatosi negò che nell’Osteria in quella sera fosse accaduto per parte di qualcuno fra i convenuti il benché minimo alterco, cercando così di sviare le tracce ed eludere la giustizia. In appresso, più accurate indagini dimostrarono il contrario, e se ne hanno prove palpabili non solo per testimoni prima dell’arresto dell’omicida, ma l’omicida stesso lo ebbe poi a confessare. Così il Questore di Bologna promuove la chiusura per 8 giorni dell’esercizio, affinchè tale misura punitiva serva per altra volta al padrone ad essere più vigilante nel suo esercizio e di esempio agli altri esercenti di osterie e caffè. (fondo archivistico della Prefettura. Serie gabinetto n. 197, Prot. n. 15271 – 11 ottobre 1872 – Archivio di Stato di Bologna).

Due individui, un uomo e una donna, entravano nell’osteria del Bel Marco in via Usberti, e quivi dopo essersi alquanto trattenuti vennero ad alterco fra di loro: conseguenza del quale fu che la donna riportò al ventre gravissima ferita di coltello, per la quale fu trasferita all’ospedale quasi morente, e l’uomo, per sottrarsi alla punizione che l’attendeva si tagliò da se stesso la gola rimanendo cadavere. (Monitore di Bologna, 16 aprile 1870).

Si informa il Questore di Bologna che il 13 settembre 1872, nel Caffè Nuovo, in via Pratello ci fu il ferimento, seguito dalla morte della persona di Odoardo Sarti. L’esercente Bongi e suo marito Braghini Ercole, individuo pregiudicatissimo, interrogati in quanto, potevano dare maggiore impulso alla celerità nelle prove, invece non solo negarono il fatto, come L’Odoardo Sarti fosse stato chiamato dal genitore Carlo Biagini, ma non nominarono nessuno dei presenti nel loro Esercizio, né che il Sarti ne rientrasse dopo ferito, grondante di sangue. (fondo archivistico della Prefettura).

Il 25 luglio 1871 entrò in atto una nuova legge che faceva obbligo da parte dell’amministrazione di Pubblica Sicurezza di esercitare una special sorveglianza sugli alberghi, osterie, caffè, bettole e altri stabilimenti, che sogliono comunemente chiamare Esercizi Pubblici. (fondo archivistico della Prefettura. Serie gabinetto n.211 – Anno 1873 – Archivio di Stato di Bologna).

In data 7 ottobre 1882, Casanova Paolo, pregiudicato, nella sera del 7 ottobre per frivoli motivi venuto a questioni nell’Osteria della Stella di questa città con certo Rosanati Giuseppe di Luigi, estraeva ad un tratto dalla tasca interna della giacca un lungo coltello vibrando 2 colpi al bassoventre del Rosati stesso producendogli così gravissima ferita, per le quali dopo poco cessava di vivere. (fondo archivistico della Prefettura. Serie gabinetto n. 389 – 7 ottobre 1882 – Archivio di Stato di Bologna).

Anche il giorno dopo Zucchi Ferdinando, pregiudicato, per frivoli motivi venuto, nell’Osteria posta in via del Paradiso di questa città, a questione coll’ammonito Piana Giuseppe e dalle parole passato a vie di fatto, irrogava a quest’ultimo un colpo di coltello al collo, che produsse la morte immediata, rimanendo egli pure ferito al basso ventre. (fondo archivistico della Prefettura. Serie gabinetto n. 389, 8 ottobre 1882 – Archivio di Stato di Bologna).

Zucchi Augusta, verso le sei pomeridiane dell’8 maggio 1883, trovandosi nel Caffè Grigioni in compagnia di Brandoli Manzoni Gaetano col quale conviveva da oltre un anno, vennero fra loro discorsi animati. La prima estratta una revolver, esplose un colpo contro l’amante senza colpirlo, poiché uno dei camerieri fu in tempo a deviare il braccio armato. (fondo archivistico della Prefettura. Serie gabinetto n. 463–8 maggio 1883 – Archivio di Stato di Bologna).

Loredana Lo Fiego

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