Crevalcore, (BO) 1860 | 1918

Crevalcore, (BO) 1860 | 1918

Scheda

Crevalcore, oggi parte dell'Unione dei comuni Terre d'acqua, si trova al confine settentrionale dell'area metropolitana di Bologna, in prossimità delle province di Ferrara e Modena. Storico crocevia, visse una situazione difficile subito dopo l'Unità d'Italia: diffusa miseria tra la popolazione, composta in massima parte di braccianti, che viveva prevalentemente in abitazioni umide e con pavimenti in terra battuta, alta mortalità infantile, mancanza di un'adeguata rete fognaria. I cittadini salutarono comunque con favore l'annessione al Regno d'Italia, pur nella continuità degli amministratori: essi, in prevalenza possidenti, professionisti, notabili, generalmente laici e liberali, erano sì consci della pessima situazione in cui versava il paese, ma preferirono dedicarsi a migliorie strutturali e “decorative” (realizzarono tra l'altro il teatro e il monumento al Re) piuttosto che al benessere della popolazione.

Si fondarono la scuola professionale di disegno, il museo pedagogico e la biblioteca, ma rimase ignorata l'istruzione di base, così che la maggioranza dei cittadini restò esclusa dalla possibilità di accedere alla cultura. Solo nel 1883 vi fu un cambio di direzione, con la nascita della Società di Mutuo Soccorso fra Operai ed Artigiani. Contemporaneamente, si discuteva sulla costruzione di una strada ferrata Bologna-Verona. I primi progetti furono prodotti già dal 1865, e si discusse a lungo sulle tappe che la linea ferroviaria avrebbe avuto tra Verona e Bologna. Fu infine scelto il progetto Protche-Minarelli. I comuni sparsi in quest'area cercarono quindi di accaparrarsi una tappa lungo la linea e ciò protrasse a lungo i dibattiti, tanto che i lavori iniziarono solo negli anni '80 e furono terminati molto tardi, nel 1924. Crevalcore divenne immediatamente nodo vitale sulla tratta tra Persiceto e San Felice, aperto al traffico il 9 giugno 1888; la stazione fu costruita a levante della città. Già dal 1884 si richiese anche una stazione nella frazione crevalcorese di Bolognina, col favore dell'ingegner Protche che ne addossò le spese al Municipio; tuttavia, a causa di eccessive spese, il progetto non fu mai perseguito.

Un grande sciopero bracciantile si svolse il 22 giugno 1887 e nel 1911 i lavoratori crevalcoresi si astennero dal lavoro per protestare contro l'impresa italiana in Libia. I socialisti conquistarono il comune fin dal 1906 e lo riconquistarono nel 1911 e nel 1914. Nel 1906 venne eletto sindaco Luigi Tonini, che diresse le proprie forze alla realizzazione di quelle strutture popolari che a Crevalcore mancavano. Negli anni successivi il Comune finanziò la costruzione di case destinate ai ceti meno abbienti, promosse lo sviluppo urbanisticoe la costruzione di un acquedotto (ultimato nel 1914), di un macello pubblico, della linea elettrica e telefonica.

Durante gli anni della Grande Guerra, Crevalcore aderì al Consorzio Granario di Zanardi, sindaco di Bologna, teso a calmierare i prezzi dei beni di prima necessità, in particolare alimentari. Già dal 1915 la scuola elementare della città, di recente costruzione, venne adibita ad ospedale militare e molte famiglie crevalcoresi ospitarono i soldati in attesa di partire per il fronte; il Comune avviò anche politiche assistenziali per le famiglie in difficoltà. Il Consiglio comunale, come accadde in molti altri Comuni, fu decimato dalla guerra e, così, Crevalcore passò sotto l'amministrazione di un commissario prefettizio. I caduti crevalcoresi furono 229, e 95 gli orfani. Negli anni '20 il comune dedicò a questi caduti un monumento e una targa commemorativa presso la chiesa di S. Silvestro. Al Museo della Pace di Crevalcore, dedicato a Guido Mattioli, sono visibili i reperti della Grande Guerra raccolti sul Carso da Mattioli durante le sue ricerche condotte per recuperare i resti dei Caduti e dare loro un’onorevole sepoltura (per ulteriori approfondimenti clicca QUI).

NB: Gli elenchi dei NATI, MORTI e RESIDENTI si riferiscono ai Caduti nella Prima Guerra Mondiale

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L'economia bolognese dall'unità alla grande crisi agraria - 1859 | 1880
L'economia bolognese dall'unità alla grande crisi agraria - 1859 | 1880

Intervista ad Alberto Preti. A cura del Comitato di Bologna dell'istituto per la storia del Risorgimento italiano. Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. www.vedio.bo.it

Documenti
Bolognesi a Mentana (I)
Tipo: PDF Dimensione: 1.12 Mb

Ugo Pesci, La campagna dell'Agro Romano e la battaglia di Mentana, in I bolognesi nelle guerre nazionali, Bologna, Zanichelli, 1906.

Lodi Gaetano
Tipo: PDF Dimensione: 3.29 Mb

Giulio Ricci, Gaetano Lodi. Dalla rivista "Il Comune di Bologna" - marzo 1932. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.

Bibliografia
Crevalcore. Percorsi storici
Magda Abbati (a cura di)
2001 Bologna Costa Editore
La Grande Guerra
Istituzione dei Servizi Culturali Paolo Borsellino (a cura di)
2008
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