Conservatorio del Baraccano

Conservatorio del Baraccano

lapide

Scheda

PARTHENOTROPHIUM HOCCE
QUOD
IN ANN(O) MDCCLXXXXVI A SODALIB(US) MARIALIB(US) BARACCANIANIS
ADCURATUM
MUTATIS SAEPIUS VICE TEMPORUM CURATORIBUS
ET PUELLAB(US) PHARTHENOTROPHII AD (ECCLESIAM?) MARTHAE VIRG(INIS)
INTER PRISTINAS ALUMNAS SEMEL ET ITERUM RECEPTIS
UNIVERSISQ(UE) DEIN IN PARTENOTROPHIUM AD (ECCLESIAM?) S(ANCTAE) CRUCIS DEDUCTIS
AN(NO) MDCCCXII CLUSUM FUERAT
PER V VIROS CURATORES
DECR(ETO) REGIS NEAP(OLIS) IOACHIMI
REM PUB(LICAM) PER INTERREGNUM GERENTIS
AB ALAMANNO INSULANIO COM(ITE) PRAEF(ECTO) URB(IS) DUOB(US) POST ANN(OS) FACTOS
ET PIO VII P(ONTIFICE) M(AXIMO) IURE VET(EREM) PROVINCIAM INDEPTO
A KAROLO OPPIZZONIO CARD(INALE) ARCHIEP(ISCOPO)
ANNIS POST TOTIDEM REFECTOS
PUELLAB XXIII PER EOSD(EM) V VIROS EX MAIORUM INSTIT(UTIS) ADLECTIS
(ANTE DIEM) XV KAL(ENDAS) IAN(UARIAS) ANNO MDCCCXVII
RECLUSUM EST

Ex Conservatorio Baraccano, via Santo Stefano 119. Anno di posa non noto.

Traduzione

“Questo conservatorio, che, curato nell’anno 1786 dalla Compagnia di Santa Maria del Baraccano, avendo cambiato molto spesso amministratori con il passare del tempo e dopo aver accolto tra le alunne originarie una prima e una seconda volta le ragazze del conservatorio di Santa Marta e dopo averle poi trasferite tutte al conservatorio di Santa Croce, era stato chiuso nell’anno 1812, per opera di cinque curatori, nominati due anni dopo dal Conte Alamanno Isolani, amministratore della città, per decreto del re di Napoli Gioacchino, che reggeva lo Stato ad interim, e reincaricati dopo altrettanti anni dall'Arcivescovo Carlo Oppizzoni, in seguito al ritorno del Pontefice Massimo Pio VII al governo che aveva in precedenza, dopo che 23 ragazze furono trasferite qui dalle maggiori istituzioni a opera dei medesimi cinque curatori, fu aperto quindici giorni prima delle Calende di gennaio (il 18 dicembre) nell'anno 1817".

Note:
Il termine parthenotrophium , "partenotrofio", tradotto con "conservatorio", era un istituto di educazione femminile volto, appunto, a "conservare" le virtù delle "fanciulle orfane appartenenti a buone famiglie cadute in disgrazia", evitando loro di prendere cattive strade dettate dalla necessità di salvarsi dalla miseria (si veda la pagina web di Sala Borsa sul Conservatorio delle Putte di Santa Marta, con bibliografia: https://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/bologna/1833/il_conservatorio_delle_putte_di_santa_marta).

Leggi tutto

Luoghi

Opere

Apri mappa