Concerto Ocarinistico Budriese

Concerto Ocarinistico Budriese

1880 | 1948

Scheda

La foto del Fondo Belluzzi del Museo del Risorgimento presenta una delle più longeve ed apprezzate formazioni, in settetto, del Concerto Ocarinistico Budriese, qui ritratta nel 1880, quando assunse il nome Les Montagnards des Appennines, col quale si presentarono, per un applauditissimo concerto, all’Esposizione internazionale di Parigi di quello stesso anno.

La presenza nella foto del maestro Giuseppe Grossi, morto proprio nel 1880, permette di datare con ulteriore precisione la foto. Nell’albumina inoltre è assente Giuseppe Donati, fondatore del Concerto e, soprattutto, inventore dell’ocarina tra il 1853 e il 1854, che si ritirò dalla formazione nel 1867, dopo le prime fortunate esibizioni italiane culminate con il trionfale successo al teatro Argentina di Roma. Il suo posto nella direzione venne preso proprio da Grossi e a sostituirlo fu chiamato Davide Mignani. Dei musicisti qui ritratti, Federico Vignoli, i fratelli Mezzetti ed Ulisse Avoni facevano parte del primo storico quintetto. La presenza di cinque musicisti venne dettata dall’esistenza di cinque diverse forme del caratteristico strumento budriese, che nell’idea di Donati dovevano avere «fra bassi ed acuti un’estensione di note pari a quelle del pianoforte» (F. Servetti Donati, 1977, p. 162).

La popolarità del Concerto raggiunse il suo apice tra il 1870 e il 1880, con una serie di esibizioni a Parigi (in più occasioni, per la presenza stabile in quella città, a partire dal 1870, di Ercole e Alberto Mezzetti che vi aprirono una fabbrica di ocarine), Berlino, Vienna, Londra, Lisbona, Mosca, Pietroburgo, Algeri, NewYork. Anche le musiche eseguite, dagli iniziali ballabili, grazie alle buone qualità di arrangiatore del maestro Grossi e del suo successore Cesare Testi, si allargarono a composizioni originali, proponendo un repertorio ocarinistico ricchissimo, che troverà, dopo un periodo di minore attività negli anni successivi la prima Guerra mondiale, la definitiva consacrazione grazie alla direzione e alle composizioni del maestro Alfredo Barattoni, che guidò il Concerto per oltre vent’anni tra il 1926 ed il 1948, promuovendo la conoscenza dello strumento in tutto il mondo.

Giovanni Guidi

Testo tratto da Cent'anni fa Bologna : angoli e ricordi della città nella raccolta fotografica Belluzzi, Bologna, Costa, 2000.

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