Civetta | Chouette | Lechuza

Civetta | Chouette | Lechuza

Scheda

Animale caro al popolo di Atene, consacrato ad Atena – Minerva, esso compare abbondantemente nella numismatica ateniese. Attributo della vergine guerriera, la civetta indica la saggezza e la vigilanza. Francesco Colonna nel Hypnerotomachia Poliphili associa la civetta a una lampada antica, simbolo della vita, dando al gruppo il senso di “vitae lethifer nuntius”: la civetta porta alla vita il sonno della morte (Colonna, Hypnerotomachia Poliphili, p.VII). La civetta è anche attributo della notte e in alcuni casi di uno dei suoi figli, il sonno.

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Gian Marco Vidor

"I naturalisti distinguono fra la nottola e la civetta, assegnando alla prima (Athene noctua) il vanto di essere consacrata a Minerva, per avere comune con lei la prerogativa dell’occhio profondamente indagatore, che veglia e distingue le cose della notte, e di rappresentare, quindi, la saggezza e lo studio notturnamente veglianti. Es.: il Pianta usò la civetta nella raffigurazione del Senno, alla scuola di S. Rocco a Venezia. “Portar nottole ad Atene” (Ariosto) è la traduzione di un adagio greco alludente al simbolo di Minerva, protettrice di Atene, che coniava nelle sue monete il rapace uccello.

Creditur armiferae signum caeleste Minervae (Ovidio Fast. VI).

Il alcune medaglie la civetta simboleggiò la “Sapientia principis providentissimi”.
Anche Taranto aveva per tutrice Minerva ed effigiava frequentemente la civetta nei suoi monumenti. Altrove invece la civetta fu e rimane simbolo di ignoranza e di superstizione, benché il povero volatile notturno, come non ha merito per essere il favorito della sapienza, non abbia né meno la colpa di essere il preteso messaggero di sciagura. E pure la sua fauna sinistra data dalla preistoria, poiché esso fin da allora era il segno dell’equinozio d’autunno e della morte dell’anno, o – più genericamente – della morte (Badouin). Eliano ne depreca l’apparire come tristo presagio, contrariamente al pensiero delle moltitudini di Sicilia.
Altri lo dissero simbolo della vergogna, perché, perseguitato dagli altri pennuti, si rifugia solitario nel cavo degli alberi. Agnolo Firenzuola era tanto affezionato ad una sua civetta che la pianse morta con una dolorosa canzone; Filippo Pananti scrisse un grazioso poemetto didascalico sulla civetta, presentata come simbolo della amabilità con versi che vedemmo recentemente riportati da una briosa effemeride romana, attribuente delle simpatie per la civetta a Ponzio Pilato ed al...sindaco di Roma, Nathan:

La civetta con tutti amabilissima / Sa le creanze, sa le convenienze / E sembra dire ognor: “Serva umilissima”; / Che belle graziose riverenze. (Pananti)

Si può comprendere l’epiteto di civetta (civetteria) dato alla femmina che fa immodica ostentazione di sé, dalle facoltà, investigatrici delle pupille, caratteristica puramente materiale, non da altre caratteristiche di senso morale della civetta; le cui pose piuttosto goffe sono prodotte soltanto da paura (Praloran).

Se talora volgendo il vago viso / Fa scintillar leggiadra giovinetta / Un vivo sguardo, un tenero sorriso, / Dicono le linguaccie: è una civetta! / E se al balcon un tantinel si affaccia, / Non fanno altro che dir: “Che civettaccia!” (Pananti)

“Quelle che i Franzesi chiamano coquettes, e noi frasche dalla vanità e leggerezza loro, le addomandiamo anche civette dallo allettare co’ loro movimenti e gesti gli amadori, quasi semplici augelletti ed incauti” (Salvini – Annot. Tanc. 548).
Durante la guerra della rivoluzione francese gli chouans della Vandea coniarono una medaglia con la civetta (chouette) posata sopra un ramo, con tre fiori di giglio attorno al capo e con scritto ai lati le parole “viva la religione” e “viva il re”. Con una di queste rarissime medaglie – non si sa perché – Clemenceau volle sigillare, accanto alla sua firma il cosiddetto trattato di pace di Versailles (1919). Dopo Sédan, a dileggio di Napoleone III, venne coniata una moneta – oggi rarissima – nel cui verso, invece dell’aquila francese, vedesi una civetta ad ali spiegate, attorniata dalle parole: “Vampire français – 2 dec. 1851 – 2 sept. 1870”)."

Testo tratto da: Giovanni Cairo, "Dizionario ragionato dei simboli", Ulrico Hoepli, Milano, 1922 (febbraio 2022). Per approfondire il tema della simbologia funeraria ottocentesca cliccare qui.

Texte en français. C’est un animal cher au peuple d’Athènes, consacré a Athène-Minerve, il apparaît beaucoup dans la numismatique athénien. Attribué à la vierge guerriere, la chouette represante la saggesse et la vigilance. Francesco Colonna dans le hyonerotomachia Polophili assoce la chouette à une lampe antique, symbole de la vie, en donnont au grupe le sens de “vitae lethifer nuntius”: la chouette porte à la vie le sommeil de la mort. La chouette est aussi attribute de la nuit et dans certaines cas à un des ses fils, le sommeil.

Texto en español. Se trata de un animal amado por el pueblo de Atenas, consagrado a Atenea-Minerva; aparece a menudo en la numismática ateniense. Atributo de la diosa guerrera, la lechuza indica la sabiduría y la vigilancia. Francesco Colonna en el Hypnerotomachia Polophili asocia la lechuza con una lámpara antigua, símbolo de la vida, donando al grupo el sentido de “vitae lethifer nuntius”: la lechuza dona vida al sueño de la muerte. La lechuza también es atributo de la noche y en algunos casos de uno de sus hijos, el sueño.

Traduzioni del testo di Gian Marco Vidor a cura della classe 3^D del Liceo “Laura Bassi” di Bologna (Marta Massari, Alice Scala, Marianna Tortora), nell'ambito del progetto "Alternanza Scuola - lavoro", AS. 2016-2017.

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