Valeriani Luigi

Valeriani Luigi

1758 - 1828

Note sintetiche

Scheda

Luigi Valeriani nacque da famiglia agiata nel 1758 a Imola. Rimasto orfano di padre, dimostrate capacità intellettuali superiori alla media, ricevette una istruzione classica prima e matematica poi tra Ravenna, Faenza e Roma. Tornato nelle terre natali divenne una personalità nella pubblica amministrazione della città di Bagnacavallo, fino ad approdare a Milano nel 1797. Nei due anni che seguirono fu deputato al Corpo Legislativo di Milano durante la Repubblica Cisalpina e prese parte attiva all’elaborazione del Nuovo Piano di Istruzione, al quale partecipò anche Giovanni Aldini. Nel 1802 Luigi Valeriani ottenne la cattedra di professore di Pubblica Economia presso la Pontificia Università di Bologna. Mantenne la carica per oltre cinque lustri: per ventisei anni, nonostante lo stesso pontefice più volte lo avesse invitato a Roma con offerte di cariche più prestigiose. Il suo attaccamento al lavoro, alla cattedra e ai suoi studenti lo fecero rimanere nella città. Autore di svariate pubblicazioni, si fece soprattutto amare per il suo spessore umano. Uomo integerrimo, grazie alle cariche ottenute accumulò una discreta fortuna economica, per la quale diede disposizioni testamentarie di grande lungimiranza e senso civico. Nelle cronache dell’epoca l’annuncio della sua morte venne dato con grande impiego di elogi e parole d’onore, rispetto e rimpianto per la dolorosa perdita.

…Fù universale la dispiacenza per tal morte, sensibilissima oltre ogni credere ai suoi conoscenti, ai suoi amici… Le sue lezioni dalla cattedra, nelle quali sempre il giusto, il vero, l’utile dottamente, o chiaramente esponevasi, attraevano la stima universale, e de’ dotti l’ammirazione …diranno di lui quanto potrebbe stancare ogni penna, che volesse far conoscere, ed annunciare al pubblico tutto il buono, l’utile, il bello, di cui sono elleno ridondanti… Alla sua morte nel 1828, lasciò 1.000 scudi al Comune di Imola per l’istituzione di una cattedra di matematica, geometria e algebra elementare; ma soprattutto lasciò al Comune di Bologna 4.000 scudi per la fondazione di una scuola di disegno dedicato alle arti e mestieri meccanici con premio di più medaglie d’argento e d’oro ogni anno ai più meritevoli allievi. In suo onore il comune commissionò un ritratto in marmo che fu collocato nel Pantheon della Certosa di Bologna.

Come detto nei due anni milanesi Valeriani ebbe occasione di conoscere Aldini e di lavorare assieme a lui. Curiosamente questi due nomi, oggi inseparabilmente legati, non corrispondono ad un vero sodalizio storico. Sicuramente si stimarono e si frequentarono anche negli anni successivi. Furono colleghi, docenti all’Università di Bologna nello stesso periodo, ma non diedero vita a veri e propri progetti comuni. La loro unione indissolubile avvenne a posteriori. L’idea fu di Aldini. Alla sua morte nel 1834, anch’egli fece testamento destinando parte dei suoi grandi averi alla fondazione della Scuola di Scienze Naturali a Bologna, destinata all’applicazione della fisica e della chimica alle Arti e ai Mestieri, includendo nelle sue volontà la proposta esplicita di legare tale lascito a quello similare del suo predecessore: …vantaggio che risulterà molto maggiore, se verrà combinato colle generose disposizioni già date a questo stesso aspetto dall’illustre mio collega Prof. Valeriani.

Dai due testamenti dei professori in poi si possono trovare diversi parallelismi, sino alle fondazioni dei giorni nostri. Per esempio il primo lasciò nel testamento somme per la ristrutturazione di alcune arcate di portico della Certosa, il secondo le lasciò per il completamento di parte del portico che dalla Certosa porta alla Basilica di San Luca. Parallelismi postumi. In vita furono molto diversi soprattutto come carattere. Schivo e rigoroso il primo, vero e proprio scienziato-artista il secondo.

Samuele Graziani

In collaborazione con Associazione 8cento, estratto dalla rivista Jourdelò n. 13, Bologna, novembre 2009

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