Tomba Zoccoli

Tomba Zoccoli

1908

Scheda

Il 7 settembre 1907 il cavaliere Luigi Zoccoli acquista per 532 lire un posto sepolcrale nel Recinto dei Sacerdoti del cimitero bolognese per contenere le spoglie dello zio, monsignor Nicola, morto il 5 luglio 1906. Il monumento, inaugurato i primi di novembre del 1908, viene realizzato da Silverio Montaguti che esegue un pregevole busto in marmo del defunto, poggiante su una semplice mensola con sottostante foglia d'acanto. Lo scultore supera il dato eminentemente realistico per indagare l'animo del soggetto, ritratto in abiti vescovili. Il volto, fortemente somigliante, diviene anche specchio della dolcezza e serenità d'animo del vescovo.

Nato a Castelfranco Emilia da una famiglia di commercianti, monsignor Zoccoli si laureò in Teologia a Bologna. Nel 1856 esercitò l'insegnamento di lettere al Seminario Arcivescovile e l'anno successivo curò le funzioni pastorali della parrocchia della Trinità. Nel 1880 fece parte del Capitolo della Metropolitana bolognese e sei anni dopo venne innalzato alla dignità episcopale. Morto il cardinale Battaglini, nel 1892 prese le redini dell'Archidiocesi fino alla venuta del nuovo arcivescovo Domenico Svampa, presso il quale rimase come vicario generale. Per le capacità dimostrate nel suo ufficio, il Papa lo nominò vescovo di Sebaste in Armenia, assistente al soglio pontificio, e gli attribuì inoltre il titolo di conte romano trasmissibile ai nipoti.

Sotto il busto è posta un'epigrafe in latino tratta dal sermone In obitu domni Humberti di san Bernardo. L'iscrizione evidenzia, tramite le parole del santo, le qualità morali di monsignor Zoccoli: umile, dolce d'animo, leale nelle azioni, cauto e prudente nelle decisioni. Fu infatti un prelato che seppe tenersi lontano dalle lotte e dagli intrighi della politica ed esercitò il suo ministero fra il rispetto generale. La lunetta, sormontata da due volute con foglia d'acanto su cui è inserita una croce, reca lo stemma nobiliare del vescovo cinto da due rami d'alloro. Sotto l'epitaffio è scolpito a bassorilievo un cappello cardinalizio che racchiude una croce. La lapide, opera della ditta Venturi di Bologna con sede a Pietrasanta, poggia sopra un alto basamento di Bardiglio. Sulla lapide: «ERAT HUMILIS CORDE DULCIS SERMONE STRENUUS OPERE FERVENS CARITATE / IN COMMISSO FIDELIS IN CONSILIO CIRCUMSPECTUS ET PRUDENS / S. BERNARD.» / «ALLA CARA E BENEDETTA MEMORIA DI S. E. REVERENDISSIMA / MONSIGNOR CONTE NICOLA ZOCCOLI / VESCOVO TITOLARE DI SEBASTE PRELATO DOMESTICO DI S. S. ASSISTENTE AL SOGLIO PONTIFICIO / ARCIDIACONO DELLA METROPOLITANA VICARIO GENERALE PER IV LUSTRI DELLA NOSTRA ARCHIDIOCESI / RAPITO IL IV LUGLIO MCMVI IN ETÀ DI LXXVIII ANNI / ALL'AFFETTUOSA VENERAZIONE DEL CLERO E DEL POPOLO / LA MEMORE PIETÀ DEL NIPOTE RICONOSCENTE POSE».

Moumento di Nicola Zoccoli, 1908. Certosa di Bologna, Recinto Monaci e Sacerdoti.

Federica Fabbro

Testo tratto da: F. Fabbro, Silverio Montaguti (1870 - 1947), Bononia University Press, 2012. Fonti: Bologna, Archivio del Cimitero Comunale della Certosa, Foglio sepolcrale Zoccoli cav. Luigi del 1907. Bibliografia: La morte di monsignor Nicola Zoccoli, “Il Resto del Carlino”, 5 - 6 luglio 1906; Fra le tombe, “Il Resto del Carlino”, 1 novembre 1908; L'ottavario dei morti. Nuove tombe artistiche alla Certosa, “Il Resto del Carlino”, 8 novembre 1908; A. RAULE, La Certosa di Bologna, Bologna, Nanni, 1961, p. 152.; F. FABBRO, Silverio Montaguti un artista ritrovato, tesi di laurea, relatore Prof. M. DE GRASSI, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 2007 – 2008, pp. 55 – 57.

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Certosa di Bologna (La)
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Angelo Raule, La Certosa di Bologna - Guida; Nanni, Bologna, 1961, INDICE DEI NOMI

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