Monumento Ossario ai caduti partigiani

Monumento Ossario ai caduti partigiani

1959

Scheda

Il Monumento-Ossario ai partigiani caduti, inaugurato il 31 ottobre 1959, fu voluto dal Giuseppe Dozza, il sindaco della liberazione di Bologna, che diede l'incarico a Piero Bottoni (Milano 1903-1973), esponente di spicco del Razionalismo in Italia, vicino alle posizioni di Le Corbusier. La grande originalità architettonica e simbolica di quest'opera è enfatizzata dalle sculture in lamina di bronzo realizzate da Genni Wiegmann Mucci (1895-1969) e Stella Korczynska. Interpellato su come intendesse realizzare l'opera, Bottoni rispose "andando sotto terra con i morti". Il significato simbolico che Bottoni ha voluto esplicitamente dare al monumento è proprio questo: quei partigiani morti per noi dovevano risvegliarsi con il ritorno alla democrazia. E infatti l'opera in cemento e metallo è stata modellata come un tronco di cono con una base sotterranea alla quale si accede con due scale. Lungo un muro circolare sono sistemati i cinquecento loculi contenenti i nomi dei partigiani. Al centro una vasca contenete acqua e cinque figure che si proiettano dal basso verso l'alto. Lungo il cono altre statue ed infine le ultime figure all'esterno dell'imbuto che simboleggiano l'ascensione al cielo. Sul perimetro esterno, in alto, la frase che si ripete quattro volte e che può essere letta da qualsiasi punto "liberi salgono nel cielo della gloria". Per sfogliare l'elenco completo dei partigiani accolti nell'Ossario cliccare qui

Negli anni successivi vennero collocate due lapidi. La prima, dedicata alle vittime dei lager nazisti riporta: "Resti di creature umane, che l'atroce viltà nazista bruciò nel forno di Gusen, e la pietà di congiunti ch'ebbero vittime nei campi di sterminio, recuperò il 27 settembre del 1960, furono qui collocati a memoria dei morti innocenti, a esecrazione dei carnefici, ad auspicio di una società finalmente libera dalla schiavitù dell'odio e della guerra. Bologna, 11 novembre 1961". La seconda ricorda l'assegnazione della medaglia d'oro al valor militare alla città di Bologna: "Città partigiana fedele alle antiche tradizioni, non volle soggiacere alla prepotenza del tedesco invasore e col sangue purissimo di migliaia dei suoi figli migliori, con le sue case distrutte ed in epici diuturni combattimenti sostenuti con le armi strappate al nemico, fu all'avanguardia nell'impari lotta e nell'insurrezione che nell'alba radiosa dell'aprile 1945 portò la patria alla riconquista della sua libertà. Settembre 1943 - aprile 1945".

Nel 1963 vengono realizzate le cappelle che recintano il Monumento, eseguito sempre su progetto di Piero Bottoni. L'architetto realizza una quinta in cemento grezzo che isola l'ossario dal contesto. Gli accessi delle cappelle private sono tutte rivolte verso il campo, rispettando e isolando così il grande edificio dedicato ai partigiani. Giuseppe Dozza riposa in un sarcofago di porfido progettato da Leone Pancaldi, posto simbolicamente davanti all'accesso principale dell'ossario. Alla sua sinistra è invece presente la semplice sepoltura dedicata ad Anteo Zamboni: l'epigrafe recita "Qui / le spoglie mortali / di / Anteo Zamboni / vittima giovinetta immacolata / dai pretoriani del dittatore / Ammoniscano / che la tirannia nata nel sangue / nel sangue perisce / 31 ottobre 1926".

Texte en français. Le Monument-Ossuaire aux partisans tombés, inauguré le 31 octobre 1959, a été voulu par Giuseppe Dozza, le maire de la libération de Bologne, qui a donné la charge à Piero Bottoni (Milan, 1903-1973), représentant du premier plan du Rationalisme en Italie, à proximité des emplacements du Corbusier. La grande originalité architecturale et symbolique de cette oeuvre est soulignée par les sculptures en feuille de bronze réalisées par Genni Wiegmann Mucci (1895-1969) et Stella Korczynska. Interpellé sur la façon dont il entendait réaliser l’oeuvre, Bottoni répondit "en allant sous terre avec les morts". La signification symbolique que Bottoni a voulu donner explicitement au monument est précisément celle-ci: ces partisans morts pour nous devaient se réveiller avec le retour à la démocratie. En effet, l’ouvrage en béton et en métal a été façonnée comme un tronc de cône avec une base souterraine à laquelle on accède par deux escaliers. Le long du cône d’autres statues et enfin les dernières figures à l’extérieur de l’entonnoir qui symbolisent l’ascension au ciel. S ur le périmètre extérieur, en haut, la phrase qui se répète quatre fois et qui peut être lue de n’importe quel point "libres montent dans le ciel de la gloire". Dans les années suivantes, ont été colloqué deux pierre tombales. La première, dediée aux victimes de lager nazis indique: "Les restes de créatures humaines, que l’atroce lâcheté nazie brûla dans le four de Gusen, et la piété des conjoints qui avaient péri dans les camps d’extermination, récupéra le 27 septembre 1960, furent placés ici en mémoire des morts innocents, à l’exécration des bourrés, dans l’espoir d’une société enfin libérée de l’esclavage de la haine et de la guerre. Bologne, 11 novembre 1961". La deuxième rappelle l'attribution de la medaille d'or au valeur militaire à la cité des arcades: "Ville partisane fidèle aux antiques traditions, n'a pas voulu étre soumise à l'intimidation des allemands invaseurs et avec le sang très pur des ses meilleurs fils, avec ses maisons détruites et en combats éphémères soutenus avec les armes arrachées aux ennemis, a été à l’avant-garde du combat inégal et de l’insurrection qui, à l’aube radieuse d’avril 1945, conduisit la patrie à la reconquête de sa liberté. Septembre 1943 - Avril 1945". (Traduzione a cura di Lucrezia Mandelli nell'ambito del PCTO - percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento con il Liceo Galvani di Bologna, anno 2019-20)

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Restauro e recupero architettonico della Certosa
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Interventi eseguiti da Bologna Servizi Cimiteriali negli anni 2013-2015 per il recupero architettonico e funzionale dei cimiteri bolognesi della Certosa e di Borgo Panigale.

Monumento Ossario dei Caduti Partigiani
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Certosa di Bologna, Monumento Ossario ai Caduti Partigiani (1959), arch. Piero Bottoni, sculture di Stella Korczynska e "Genni" Jenny Wiegmann Mucchi. Sarcofago del "Sindaco della Liberazione" Giuseppe Dozza.

La Certosa di Bologna | Una porta sull'infinito
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Alla scoperta del cimitero di Bologna, il più grande complesso monumentale della città. A cura di Museo del Risorgimento Bologna con la partecipazione di Associazione 8cento. Con il contributo dell'IBC Regione Emilia-Romagna e di Bologna Servizi Cimiteriali. Realizzato da WildLab Multimedia.

Ricordo di Attilio Diolaiti
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Roberto Diolaiti ricorda il sacrificio dello zio di suo padre

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Introduzione in linguaggio LIS - Lingua dei Segni Italiana al Cimitero della Certosa di Bologna. Un video realizzato grazie al Comune di Bologna - Dipartimento e Promozione della Città in collaborazione con l'Istituzione Bologna Musei e la Fondazione Gualandi a favore dei Sordi di Bologna.

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Morire per amore
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Morire per amore - Arte e Resistenza a Bologna; 20 dicembre 2003 - 28 febbraio 2004, Bologna, ex Chiesa di San Mattia.

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