Monumento di Giovanni Pepoli e Laderchi Margherita

Monumento di Giovanni Pepoli e Laderchi Margherita

lapide 1812 circa

Scheda

A partire dal 1801 e fino al 1815 gran parte dei monumenti della Certosa furono eseguiti in pittura e solo successivamente si assistette alla sostituzione con monumenti in stucco e gesso, poi in marmo. La memoria dedicata ai Laderchi Pepoli è una significativa testimonianza di questa tipologia di opere, che spesso richiamo l'arte classica o antica e non quella cristiana. L'arco si apre illusionisticamente sulla natura: in primo piano un grande sarcofago classico, cui seguono un cippo con un'urna funeraria e una piramide. La scena si chiude con un bellissimo sfondo naturale, aperto sul cielo.

Riportiamo un brano tratto dalle descrizione del monumento inclusa nella Collezione scelta dei Monumenti Sepolcrali del Comune Cimitero di Bologna. edita da Natale Salvardi nel 1825. “...Piacque all'ottima figliuola Contessa Maddalena d'unire le ceneri de' religiosi ed incliti genitori in un solo sepolcro: e però del monumento che con rara pietà filiale loro innalzò commise a Giuseppe Muzzarelli l'invenzione e la dipintura dell'ornato: le figure a Francesco basoli Socio d'onore di questa Pontificia Accademia di Belle Arti, e ne fu soddisfatta: indi le lapidarie iscrizioni a quell'aurea penna latina, che anche nella sua brevità non lascia meglio desiderare. Di tutto fu la dama laudatissima”.

Dalla Collezione dei Monumenti Sepolcrali del Cimitero di Bologna. A cura di Giovanni Zecchi. Bologna, 1825 – 1828. Monumento di Margherita Laderchi Faentina, e di Giovanni Pepoli di lei marito, erettogli dala loro figliuola Maddalena Pepoli. Quella visse 64. anni, mesi 4. e 14. giorni, e morì li 2. Giugno 1812. Questi finì di vivere li 13 Aprile 1806. in età di anni 73. Il monumento in quanto all'ornato è lavoro di Giuseppe Muzzarelli, e in quanto alle figure, di Francesco Basoli".

Descrizione tecnica

La pittura murale rappresenta un arco dipinto con intradosso cassettonato che racchiude uno sfondato raffigurante tre monumenti funebri, in primo piano un sarcofago, in secondo un'urna cineraria e sul terzo una piramide; come sfondo un paesaggio naturale. Alla base del monumento è posta una lapide in marmo bianco con iscrizione.

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