Monumento di Francesco Arrighi

Monumento di Francesco Arrighi

1821

Scheda

Il monumento Arrighi, realizzato da Alessandro Franceschi nel 1821, è quasi sicuramente il primo sepolcro eseguito dallo scultore nella Certosa di Bologna. Franceschi era da poco rientrato nella città felsinea dopo un anno di formazione a Roma e Firenze, dove era entrato in contatto con l’entourage di Antonio Canova e di Lorenzo Bartolini. Il contatto con questi artisti risulterà fondamentale per la produzione artistica del periodo maturo di Franceschi (1820-1834), per gran parte svolta nel Cimitero della Certosa.

Il monumento Arrighi, commissionato dal fratello, dai colleghi e amici del defunto, è situato nel Recinto dei Sacerdoti, luogo destinato ad ospitare gli esponenti del clero, di cui faceva parte Monsignor Arrighi che, morto l’8 Novembre 1819, si distinse per le opere missionarie e per la vita condotta sull’esempio del Vangelo: fu canonico nella Basilica di San Petronio e arciprete e parroco della Chiesa Metropolitana di San Pietro. L’esecuzione di questo monumento diede vita ad un contenzioso tra Franceschi e l’Accademia di Bologna, che aveva funzione di esaminatrice dei progetti delle opere da realizzare in Certosa. Quando Franceschi presentò il disegno, l’Accademia Pontificia lo rifiutò e lo invitò a presentarne un altro. Franceschi non solo non presentò un nuovo disegno, ma incurante del rifiuto dell’Accademia eseguì l’opera. I rapporti tra lo scultore e l’Accademia si normalizzarono con l’esecuzione del Monumento Giacomelli nel 1822. Il monumento raffigura un cippo funerario con al centro il ritratto del defunto; sotto il ritratto due faci rovesciate, simbolo della vita che si è spenta, e una bilancia, simbolo della giustizia; sulla sinistra è la Fede, con ai piedi un leone simbolo della resurrezione; sulla destra una figura che regge uno specchio nella mano sinistra, forse raffigurante la Vanitas. Lo stile di Franceschi risente dell’influenza di Canova; in particolare nel Monumento Arrighi riprende motivi iconografici quali la forma del cippo che in cima richiama la figura della piramide, simbolo di eternità; la figura della Fede con il leone, rappresentata dal Maestro nel Monumento al Papa Clemente XIII, situato in San Pietro ed eseguito tra il 1787 e il 1792. Nel Monumento Arrighi però si possono intravedere la semplicità, la grazia, l’armonia, il sentimento, la morbidezza del modellato, la naturalezza delle forme che diventeranno i segni distintivi di tutta la produzione artistica di Franceschi. Purtroppo lo stato di conservazione oggi, non ci consente di osservare i particolari della croce, simbolo della Fede, e dello specchio retto dalla figura sulla destra.

Il monumento viene così descritto nella Collezione dei Monumenti Sepolcrali del Cimitero di Bologna, edito tra 1825 e 1827: Monumento del sacerdote Francesco Arrighi Arciprete della Chiesa Metropolitana, dottore in ambo le leggi, Prefetto delle missioni Dalmonte Consigliere Municipale; uomo per sapere, per carità verso del prossimo, e per le sue fatiche singolarissimo, ed ammirato non meno da suoi cittadini, che dagli esteri. Morì nell'amore, e nel desiderio di tutti li 8. Novembre 1819. in età di anni 50. mesi 8. e 14. giorni. Il presente monumento gli fu eretto dal fratello, dai suoi colleghi, ed amici per opera dello scultore Alessandro Franceschi.

Tiziana Quaglietta
Luglio 2012

Bibliografia: S. Muzzi, In morte di Alessandro Franceschi scultore in “Gazzetta Privilegiata di Bologna”, 65, 3 giugno 1834; G. Zecchi, (autore ed editore), Collezione dei monumenti sepolcrali del Cimitero di Bologna, voll.4, presso Giovanni Zecchi Stampatore e Negoziante da Stampe, Bologna, 1825-1827; N. Salvardi, (autore ed editore), Collezione scelta di cento monumenti sepolcrali del Comune Cimitero di Bologna, presso Natale Salvardi, Bologna 1825-1839. Testo tratto da: R. Martorelli (a cura di), La Certosa di Bologna - Un libro aperto sulla storia, catalogo della mostra, Tipografia Moderna, Bologna, 2009.

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