Monumento a Giulio Giordani

Monumento a Giulio Giordani

1921

Scheda

Dopo il 20 novembre 1920, data dell'assassinio di Giulio Giordani compiuto per mano di un dissidente che sparò contro gli scanni dei consiglieri comunali, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e Procuratori di Bologna, volendo onorare la memoria del collega, indice un concorso tra gli artisti bolognesi per una targa commemorativa con busto destinata all'atrio del Palazzo di Giustizia.

L'insediamento del nuovo Consiglio, di cui l'avvocato era membro, venne infatti funestato da sanguinosi scontri tra fascisti e socialisti, che si ripercossero su quanto accadde nell'aula consigliare. Militante del partito radicale e capitano del VI Reggimento Bersaglieri, Giordani fu gravemente ferito in un combattimento presso Monfalcone con conseguente amputazione di una gamba. Decorato di medaglia d'argento al valore militare, dopo la guerra partecipò attivamente alla vita politica cittadina.

Gli scultori chiamati a partecipare a questa prova per il ricordo marmoreo del martire fascista non rispondono numerosi. I concorrenti sono infatti solo cinque ma i bozzetti esposti al pubblico nella biblioteca della sede del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e Procuratori sono circa una quindicina. Dalla metà di febbraio del 1921 i Bolognesi possono infatti ammirare i seguenti lavori: una elaborata targa allegorica con busto da eseguire in bronzo di Pasquale Rizzoli; un medaglione e quattro rilievi raffiguranti Giordani in altrettante vesti quali avvocato, politico, tribuno e soldato eseguiti da Alfonso Borghesani; quattro semplici bozzetti su colonna e la fotografia dello studio per il busto presentati da Montaguti; un rilievo allegorico di Pietro Veronesi, una semplice targa di Tullo Golfarelli e due lapidi con busto di Armando Minguzzi. I primi di marzo la commissione chiamata a giudicare questi progetti e formata da Adolfo De Carolis, Edoardo Collamarini e Giuseppe Romagnoli assegna con voto unanime la vittoria al più semplice e severo dei quattro bozzetti presentati da Montaguti. Privo di ricercati simbolismi appare infatti alla giuria il più idoneo a ricordare la figura di Giordani.

Il monumento, realizzato a spese del Consiglio dell'Ordine, viene inaugurato il 21 novembre, primo anniversario della morte del martire fascista. Su richiesta di tale collegio la collocazione nell'atrio del Palazzo di Giustizia avviene a opera del Comune, essendo lo stabile di sua proprietà. Situata su un semplice zoccolo in granito, l'opera è composta da due tronchi di colonne in marmo che sorreggono un mensolone su cui è posto il busto in bronzo di Giordani (75 x 90 cm) raffigurato in vesti militari.

Montaguti esegue un ritratto convenzionale dell'avvocato, certamente idoneo alla tipologia della composizione per cui è ideato, ma molto somigliante e realistico. Sulle colonne sono incise due date emblematiche del sacrificio operato dall'avvocato in nome della patria, quella del ferimento in guerra (28 ottobre 1915) e quella dell'assassinio (21 novembre 1920). Due fregi in bronzo (18 x 70 cm) cingono la base del fusto. A sinistra una spada con inciso «SPQR» è avvolta da rami di quercia, simboleggianti la gloria imperiale dell'antica Roma. A destra è modellato un ramo di palma, simbolo nel mondo romano di vittoria militare. Tra le due colonne alla stessa altezza dei due ornamenti è collocato un rilievo (46,5 x 59 cm), anch'esso in bronzo, raffigurante la lupa capitolina, richiamo alla Roma imperiale.

Ben equilibrato nelle sue parti scultoree e architettoniche, Montaguti concepisce un monumento volto a esaltare con la sua sobrietà l'eroismo del soldato e del cittadino arricchendo il tutto di elementi decorativi inneggianti a un glorioso passato.

Firmato a sinistra «S Montaguti» sul rilievo tra le due colonne. Sotto il busto la seguente iscrizione: «A / GIVLIO GIORDANI / AVVOCATO E SOLDATO / MVTILATO DELLA GRANDE GVERRA / VITTIMA DI FEROCE ODIO DI PARTE». Sulla colonna sinistra «XXVIII OTT / MCMXV», sulla colonna destra «XXI NOV / MCMXX».

Federica Fabbro

Testo tratto da: F. Fabbro, Silverio Montaguti (1870 - 1947), Bononia University Press, 2012

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