Leskovic Michele detto Escodamè

24 Maggio 1905 - 11 Giugno 1979

Note sintetiche

Scheda

Michele Leskovic, di origini slovene, noto come Escodamé è uno dei protagonisti del Futurismo, nonché prediletto di Marinetti. Di famiglia slovena, nacque a Udine nel 1905 , frequentò il Liceo Classico A. Manzoni a Milano, dove si diplomò e fu in quel contesto giovanilistico e studentesco che si avvicinò al futurismo, “entrando nell’orbita di Filippo Tommaso Marinetti e divenendone uno stretto collaboratore oltre che il declamatore prediletto”. Nel maggio del 1921 firmò con Roberto Clerici e Piero Albrighi il manifesto studentesco Svegliatevi studenti d’Italia! Rivolto agli studenti italiani al fine di allontanarli dagli avulsi studi classici in favore di un nuovo corso di studi e nuovi metodi di insegnamento legati alla realtà secondo i dettami del futurismo. “Due cose fanno dei giovani che studiano una schiera di ipocriti o di quantità negative: gli studi classici ed i professori. Tre cose sole si possono contrapporre a queste per poter formare degli uomini degni dell’Italia ingigantita da Vittorio veneto: l’educazione fisica intensificata, il lavoro manuale e la massima libertà spirituale. E’ necessario che il giovane, passando nel corso dei suoi studi attraverso l’opera dei vecchi, possa avvicinarla e studiarla per scegliere tra tutto quanto si può trovare di utile, protetto da concetti tali che difendano il suo animo da eventuali crisi nostalgiche: e per questo che occorre distruggere la scuola classica, esaltazione dei vizi degli antenati, esautorando il pedagogo che sente il bisogno di illuminare la sua lucida zucca coll’aureola della gioia altrui. […] Giovani che nei teatri e nelle esposizioni avete difesa ed esaltata l’italianissima genialità futurista. E che nelle piazze avete scagliata la vostra sete di libertà contro tutte le reazioni, ancora una volta: A noi! Marciare, non marcire!”

La sua vena creativa lo avvicinò anche al teatro dove collaborò con Marinetti, vedendo nell’arte teatrale un mezzo di comunicazione per i principi del futurismo scritti nel manifesto “Il teatro della Sorpresa”. “Abbiamo glorificato e rinnovato il Teatro di Varietà. Abbiamo nel Teatro Sintetico distrutto le preoccupazioni di tecnica, verosimiglianza, logica continuata e preparazione graduata. Abbiamo nel Teatro Sintetico creato le nuovissime miscele di serio e di comico, di personaggi reali e irreali, le compenetrazioni e le simultaneità di tempo e di spazio, i drammi d’oggetti e le dissonanze, le immagini sceneggiate, le vetrine d’idee e di gesti. Se oggi esiste un giovane teatro italiano con miscele serio-comiche-grottesche, personaggi irreali in ambienti reali, simultaneità e compenetrazioni di tempo e spazio, lo si deve al nostro Teatro Sintetico. Oggi noi imponiamo al teatro un altro balzo in avanti. Il nostro Teatro della Sorpresa si propone di esilarare sorprendendo, con tutti i mezzi, fatti idee contrasti non ancora portati da noi sul palcoscenico, accozzi divertenti non ancora sfruttati da noi, e capaci di scuotere giocondamente la sensibilità umana”. Dapprima collaboratore del teatro milanese, divenne successivamente anche direttore del Teatro della sorpresa a Udine, per volere di Marinetti. Fino allo scoppio della seconda guerra mondiale seguirono anni di intenso lavoro avanguardista da parte di Leskovic, come autore di poesie, pantomime, brevi componimenti, direttore di riviste a animatore di varie manifestazioni culturali. Firmò l’antologia I nuovi poeti futuristi del 1925, alla fine dello stesso anno adottò lo pseudonimo Escodamè, che lo ha consegnato alla storia e con il quale firmò i suoi componimenti come “poeta parolibero dalla vena originale e immaginifica”. Sempre al Primo congresso nazionale futurista di Milano il poeta friulano presenta anche quattro relazioni riguardanti, rispettivamente, “La declamazione e la necessità di un ambiente speciale in ogni città, riservato alla declamazione di opere poetiche (che chiama Poedromo), La poesia réclame nuovo genere poetico, Il libro italiano contro gli editori e librai passatisti e anti italiani e, infine, una su I nuovi sensi”. Nonostante sia ancora poco nota la figura del giovane friulano rispetto agli altri, eppure Escodamè fu uno dei giovani nuovi futuristi più vicini e legati al padre del movimento il cui legame lo possiamo ben cogliere in alcune lettere di Marinetti.

Apprezzato da molti per le sue eccezionali doti come declamatore, non passa inosservato nemmeno il suo aspetto fisico, definito come “un biondo romantico dall'aria più angelica e passatista di questo mondo”. Nonostante fama e apprezzamenti all’inizio degli anni Quaranta, Escodamè sparì dalla scena futurista, e il gesto fu così improvviso che molti lo credettero morto. In realtà si eclissò solo dalle scene dell’avanguardia. Nessuno ebbe più modo di mettersi in contatto con lui ma, fortunatamente, le tracce della sua vita successiva non sono andate completamente perdute e portano proprio a Casa Lyda Borelli, dove dal 1970 visse gli ultimi anni della sua vita con la moglie amatissima Lia Orlandini, dove lasciò il suo Archivio personale, a cui appartengono tra l’altro le lettere di Marinetti citate, e parte della sua biblioteca. Il Fondo Leskovic-Orlandini presso della Biblioteca San Genesio di Casa Lyda Borelli per artisti e operatori dello spettacolo è molto interessante per la ricostruzione di alcune sfumature del movimento futurista. La ricchezza di questa biblioteca risiede proprio nel contributo degli artisti che hanno donato le proprie raccolte durante la loro permanenza nella Casa. Nella Biblioteca di Casa Lyda Borelli sono conservati una cinquantina di volumi futuristi, appartenuti a Michele Leskovic.

Il Fondo archivistico consta di materiale diviso in diverse sezioni: una documentaria e una fotografica, oltre ad una raccolta di volumi a stampa. Troviamo tanto materiale futurista anche se la quantità maggiore di materiale riguarda l’attività di Escodamè. Troviamo il manifesto che il sedicenne Leskovic firmò nel 1921: Svegliatevi studenti d’Italia!, in un esemplare che riporta in calce, a fianco del nome a stampa di Michele Leskovic, la sua firma originale in rosso. Sono svariati i documenti raccolti, dai più noti come il Manifesto tecnico della scultura futurista, Manifesto tecnico della letteratura futurista, ad altri meno noti, come Il tattilismo, nel quale viene esplorato il tatto come unica possibilità di vera sincerità. Il Fondo ci fa scoprire un personaggio rimasto a lungo meno noto e defilato rispetto ai grandi protagonisti dell’avanguardia futurista e ci offre un punto di vista nuovo e stimolante, da approfondire ed esplorare, su quella grande stagione italiana che è stato il Futurismo. Ci permette di scoprire anche quali furono i legami tra il declamatore di origini slovene e gli altri futuristi, soprattutto con il fondatore Marinetti.

Manuela Capece

In collaborazione con 'Fluttuando sulle linee - Un ponte verso est'.

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