Diolaiti Attilio

Diolaiti Attilio

17 settembre 1898 - 1 aprile 1944

Note sintetiche

Causa della morte: Esecuzione
Occupazione: Venditore ambulante

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 1 novembre 1943 - 1 aprile 1944)

Scheda

Attilio Diolaiti, da Ferdinando ed Emilia Pezzoli; nato il 17 settembre 1898 a Baricella; ivi residente nel 1943. Venditore ambulante. Segretario della federazione anarchica italiana fu più volte imprigionato durante il regime fascista. Per la sua attività politica-sindacale all'interno dell'USI, venne schedato nel 1916. Arrestato, il 23 agosto 1927 fu condannato a 5 anni di confino che scontò a Lipari (ME). Venne prosciolto e liberato il 24 gennaio 1930.

Nel 1933 fu incluso nell'elenco dei probabili attentatori. Durante il ventennio fascista subì fermi nel 1930, 1935 (perché aveva incontrato e salutato per la strada l'ex sindaco socialista Francesco Zanardi), 1936, 1937 e 1941. Nel 1936 fu attivo nella propaganda in favore della Spagna repubblicana e raccolse soldi per le brigata Garibaldi. Allo scoppio della seconda guerra mondiale continuò la sua attività di propaganda e di raccolta di armi benché sorvegliato dall'OVRA. Durante il periodo badogliano fu fermato il 19 agosto 1943, per avere promosso manifestazioni antifasciste, e liberato il 27 agosto. Collaborò all'organizzazione ed alla formazione della 7a brigata GAP Gianni Garibaldi. Sfollato a Monterenzio costituì, con Guerrino De Giovanni, un gruppo partigiano che successivamente entrò a far parte della 36a brigata Bianconcini Garibaldi. Fu arrestato a Bologna con il gruppo di Edera De Giovanni, Egon Brass, Enrico Foscardi, Ferdinando Grilli ed Ettore Zaniboni, quando questi furono traditi da un infiltrato che li fece circondare dalla polizia appena questi si presentarono in piazza Ravegnana, sotto le due torri, dove avrebbero dovuto incontrarsi proprio davanti al banco di penne stilografiche gestito da lui, per entrare in contatto con la Resistenza bolognese.

Risulta incarcerato a San Giovanni in Monte dal 31 marzo 1944, con matricola 10197, per ordine dei carabinieri, a disposizione del Questore. Gli interrogatori furono affidati alla Compagnia Autonoma Speciale (la CAS). Nella notte tra il 31 marzo e l'1 aprile 1944 per ordine del Questore fu prelevato dal carcere insieme a Edera De Giovanni, Egon Brass, Enrico Foscardi, Ferdinando Grilli ed Ettore Zaniboni. Al gruppo venne detto che dovevano essere trasferiti al carcere di Castelfranco Emilia, ma il tragitto fu assai più breve e arrivati al cimitero della Certosa di Bologna, furono fatti scendere e dopo essere stati addossati ad uno dei muri di recinzione furono fucilati da un plotone della CAS comandato dal milite Renato Roncarelli. Il 2 aprile 1944 "il Resto del Carlino" diede notizia dell'avvenuta fucilazione in un articolo dal titolo "Ferma ed energica azione contro le bande terroristiche". La notizia fu riferita anche in un volantino del comitato federale del PCI della prima decade di settembre. Riconosciuto partigiano con il grado di capitano nella 1ma brigata Irma Bandiera Garibaldi dall'1 novembre 1943 all'1 aprile 1944. [Mario Menziani]

E' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della  Certosa di Bologna ed è ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.

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Bibliografia
Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919- 1945)
Albertazzi A., Arbizzani L., Onofri N.S.
1985 Bologna ISB