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Cella Bettini

1926

Schede

Il primo giugno 1922 Vittorio Bettini acquista per 24.000 lire un posto sepolcrale nel Chiostro IX in Certosa costituito da una cappellina con nicchia sottostante per contenere le spoglie della moglie Augusta Schiavini morta nel 1920 e come tomba di famiglia. Il grande Crocifisso in bronzo, posto all'interno della cella, viene ultimato da Montaguti nel 1926. Nello stesso anno lo scultore porta a compimento anche il grande gruppo simbolico della Tomba Zironi. Della fusione in bronzo di entrambe si occupa la fonderia Lippi di Pistoia. Come già osservato nella descrizione della Tomba Zironi, le opere vengono esposte al pubblico nella fonderia medesima il 17 ottobre 1926, prima di essere collocate nel cimitero bolognese. Il Crocifisso, armonioso e non ferrigno, è modellato con grazia quattrocentesca. Alle estremità del braccio orizzontale della croce, in corrispondenza delle mani trafitte di Cristo, sono raffigurati due angeli inginocchiati che ne raccolgono il sangue. Nella parte inferiore del braccio longitudinale sono invece rappresentate le figure dolenti della Vergine, della Maddalena e di san Giovanni. Contrariamente al Cristo, plasmato vigorosamente, queste immagini sono stilizzate, quasi graffiate a bassorilievo nel bronzo. La cella, con copertura a semicupola, è chiusa da un elaborato cancello in ferro battuto ornato da un fine motivo déco. All'interno in posizione centrale è posto un inginocchiatoio marmoreo su cui è raffigurato un agnello con la bandiera cristiana, tipico simbolo dell'Agnus Dei. L'intero progetto decorativo, sull'esempio delle celle Boari e Colombo, è da attribuire a Montaguti.

Bologna, Certosa, Chiostro IX. Sul rilievo posto nella parte inferiore del braccio longitudinale del crocifisso «S Monteguti», sul lato destro «FOND. LIPPI DI PISTOIA». Sul pavimento della cappella: «FAMIGLIA / VITTORIO BETTINI / MCMXXVI».

Federica Fabbro

Testo tratto da: F. Fabbro, Silverio Montaguti (1870 - 1947), Bononia University Press, 2012. Fonti: Bologna, Archivio del Cimitero Comunale della Certosa, Foglio sepolcrale Bettini Vittorio del 1922. Bibliografia: Monumenti nuovi alla Certosa di Bologna, “L'Avvenire d'Italia”, 7 novembre 1926; A. BARUFFI, Commemorazione di Silverio Montaguti, tenuta il 26 febbraio 1948, “Atti e memorie dell'Accademia Clementina di Bologna”, IV (1948), p. 51; A. RAULE, La Certosa di Bologna, Bologna, Nanni, 1961, p. 168; La Certosa di Bologna. Immortalità della memoria, a cura di G. PESCI, Bologna, Editrice Compositori, 1998, p. 290; Aemilia Ars 1898 - 1903. Arts and Crafts a Bologna, catalogo della mostra di Bologna, Collezioni Comunali d'Arte 9 marzo - 6 maggio 2001, a cura di C. BERNARDINI, D. DAVANZO POLI, O. GHETTI BALDI, Milano, A+G, 2001, p. 258; C. RICCI, G. ZUCCHINI, Guida di Bologna, San Giorgio di Piano, Minerva edizioni, 2002, p. 253; E. CONTINI, I “Satiri” del Montaguti rivivono a Porta Galliera, “Art Journal”, I (2003), p. 15; F. FABBRO, Silverio Montaguti un artista ritrovato, tesi di laurea, relatore Prof. M. DE GRASSI, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 2007 – 2008, pp. 148, 149.