Bedini Giovanni Paolo

Bedini Giovanni Paolo

25 Dicembre 1844 - 14 Marzo 1924

Note sintetiche

Scheda

Quella di Giovanni Paolo Bedini (1844 - 1924) fu un’arte allegra e vivace, molto apprezzata dalla critica e lontana da qualsiasi retorica romantica, che maturò le sue peculiarità nel filone del gusto neorococò e medio borghese. Lavoratore instancabile, Paolo Bedini (così amava firmarsi) realizzò moltissime opere tra dipinti ad olio e acquerelli che trovarono largo mercato sia in Italia che all’estero. L’artista si formò all'Accademia di Belle Arti di Bologna, seguendo i corsi di Antonio Puccinelli e Contardo Tomaselli, dove si distinse per la sua versatilità aggiudicandosi premi in Architettura (1863), Decorazione e Figura (1864), Prospettiva (1865), Pittura (1866), Figura delle statue e Anatomia (1867). I suoi esordi risalgono al 1867, quando presentò due opere alla II Esposizione triennale delle Accademie dell’Emilia. In seguito partecipò alle esposizioni di Torino (1872), Genova (1876), Firenze (1877) e Milano (1876, 1893, 1895, 1906). Dapprima avviato alla pittura di tema storico, ben presto la abbandonò per dedicarsi alla rappresentazione della quotidianità più spensierata: le opere, caratterizzate da un tocco spedito ed efficace, si popolano di figure piene di vita, dai colori gioiosi e modellate con cura, spesso ambientate nei secoli passati, con una particolare predilezione per il XVIII secolo. In occasione dell’Esposizione Universale, tenuta a Vienna nel 1873, si reca nella capitale austriaca con Raffaele Faccioli, Luigi Serra e Mario De Maria. Nel 1879 entra a far parte del Circolo Artistico di Bologna, nel 1885 della Società Protettrice di Belle Arti. Nel 1888 la Pinacoteca Nazionale acquista il suo dipinto I vecchi cercano i giovani trovano, esibito all'Esposizione Emiliana. Artista ormai affermato, nel 1894 Bedini fu tra i fondatori della Società Francesco Francia e venne chiamato a coprire la cattedra di Elementi di figura presso l'Accademia bolognese. Dal 1906 al 1915 fa parte anche del Comitato per Bologna Storica e Artistica. Tra il 1907 e il 1922 fu docente e Capo di Istituto presso la Scuola Professionale per le Arti Decorative di Bologna (Liceo artistico). A lungo ebbe studio nel Palazzo Bentivoglio di Bologna, sede di moltissimi altri atelier di artisti bolognesi. Ebbe due mogli. Dalla prima, Erminia Fabbri, nacque Filippo Giuseppe: ambedue moriranno precocemente. Dalla seconda moglie, Gaetana Rossi, ebbe Giulia Giuseppina Laura. Muore il 14 marzo 1924 e viene sepolto nel Cortile del Cinerario della Certosa di Bologna. All'artista nel 2018 è stata dedicata la prima mostra monografica a cura dell'Associazione Bologna per le arti, nella Sala d'Ercole di Palazzo Comunale o d'Accursio.

Così viene descritto da Angelo Gubernatis nel 'Dizionario degli artisti italiani Viventi' (Cappelli, 1906): pittore bolognese. Le sue tele eleganti e dove il tocco è spedito ed efficace, sono ricercate ed apprezzate assai non tanto per le figure, che sono sempre belle e piene di vita, quanto pel colorito forte e per la cura che egli pone nel ritrarre con fedeltà gli oggetti, le stoffe, ec., che colloca sempre nell'insieme dei suoi lavori. Ha esposto molte volte i suoi quadri che hanno incontrato il gusto del pubblico da esser tosto venduti, e molti di essi sono stati riprodotti dalle migliori Riviste illustrate. Uno fra questi è la Lettura d'una lettera, quadro assai bello. Sforzi di toletta, è un altro bel lavoro dove il vecchio cavaliere che vuol ringiovanire ad ogni costo, e le giovani donne che lo circondano sono figure vive e parlanti. I regali di Capo d'anno è una buona composizione, rappresentante due signore che stanno osservando alcuni gioielli. Nella tela Una confidenza, non sai più se devi ammirare la maestria dell'artista nel rendere con tanta vita le due bellissime dame, o la grande arte con cui ha saputo riprodurre in modo da sembrar veri, la superba tavola a stipo con perle ed intagli, il magnifico sgabello, il vaso di porcellana, le vesti, le stoffe, ec. Un altro bel quadro, della scuola del costume storico è quello che egli intitola: In vino veritas ove, secondo il suo sistema, al pari delle figure è ben reso e disegnato anche l'ambiente, i mobili ec. Il Bedini, oltre questo genere di pittura, ha trattato anche gli altri generi, e come acquerellista è ben noto e stimato. E' lavoratore infaticabile, originale, ed è un appassionato ricercatore di oggetti e costumi antichi, che egli sa tanto bene riprodurre sulla tela.

"Di origini bolognesi, questo artista accurato nel disegno e diligentissimo nel rappresentare ogni cosa dal vero ha eseguito i seguenti lavori: Nicolò Capponi che rifiuta il progetto delle fortificazioni di S. Miniato a Michelangelo, Imelde Lambertazzi e Bonifacio Geremei, Le uova di Pasqua, Una nota sbagliata, La veste nuova, Attacco a fondo, Partita doppia, Tentazione, La matassa si sbroglia, Sforzi di teletta, Una confidenza, ed altri; non che bellissimi acquerelli." Tratto da "La storia delle arti del disegno studiata nei monumenti che si conservano in Bologna e nei suburbi", Bologna, 1888.

In collaborazione con Associazione Bologna per le Arti

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Documenti
Ehi! ch'al scusa.. 1882 n. 11
Tipo: PDF Dimensione: 2.07 Mb

Ehi! ch'al scusa.., anno 3, n. 11, 18 marzo 1882, Bologna, Società Tipografica Azzoguidi

Ehi! ch'al scusa.. 1885 n. 50
Tipo: PDF Dimensione: 1.58 Mb

Ehi! ch'al scusa.., anno 3, n. 50, 7 novembre 1885, Bologna, Società Tipografica Azzoguidi