Cella Benni

Cella Benni

1914

Scheda

Il gruppo in bronzo è grande al vero e venne fuso dalla Fonderia Lippi di Pistoia. La firma di Orsoni è posta sul basamento in alto a destra. Così viene descritta l'opera nel libretto di Scaramelli Gentili, Arturo Orsoni. Commemorazione promossa dal Consiglio Parrocchiale dei “SS. Giuseppe e Ignazio” e pubblicata per interessamento del medesimo:

“Pochi artisti possono vantare di avere creato opere pregevoli rispondenti tutte allo stesso soggetto. Mi riferisco alle tre Pietà 1 da Lui scolpite e delle quali l’ultima purtroppo non potè vederla riprodotta in marmo. Questa simile e pur diversa attività ha indubbiamente il suo valore in quanto non credo si debba alla dea Fortuna, credo invece sia dovuto alla riuscita della prima prova che fu la Pietà posta nella Cappella dei Signori Benni. L’opera si svolge entro una linea schematica che nel complesso del suo movimento raggruppa con sapere le due figure, dando un equilibrio giusto ai rapporti plastici ed alle proporzioni. La vergine è dolcemente piegata in atto di baciare il suo divin Figliuolo. La scena pietosa del gruppo formato dall’armonica linea di quelle due teste quasi unite, è pieno di suggestione e di sentimento mistico che si fonde col corpo inanimato di Gesù il quale par debba presagire la sua risurrezione. (...) Quella dei Signori Benni, di cui ho detto prima, si avvicina al fare del nostro migliore seicento per la linea movimentata e pel drappeggiare. In confronto dell’altra (v. Cappella Sassoli), la forma è più vigorosa, il dettaglio più sentito, meglio anatomizzato e nel complesso l’opera è più realista. Le due opere che l’immaginazione religiosa di Arturo Orsoni ci ha lasciato e nelle quali impresse il suggello del proprio ingegno saranno in un prossimo avvenire maggiormente valutate. Quest’arte, plasticamente sincera e sentita, è tutta un inno a quell’ideale sublime della Fede che sempre l’ispirò e l’ispirò ancora quando fu chiamato a compiere opere non puramente religiose”.

L'epigrafe posta nella cella - collocata nel portico ovest del Chiostro VI o della Grande Guerra - sul basamento recita: PROBITA’ E LAVORO / FURONO VIRTU’ PRECLARE / DI MAURO BENNI / ESPERTO AGRICOLTORE / MORTO IN VEDRANA DI BUDRIO IL GIORNO 20 GENNAIO 1908 / DA TUTTI COMPIANTO / ALLA SUA MEMORIA BENEDETTA / LA MOGLIE ENRICA CREMONINI / I FIGLI ALFREDO POMPEO DEMETRIO MARIA CAROLINA / CON RICONOSCENTE AFFETTO QUESTO RICORDO POSERO

Vincenzo Favaro

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Orsoni Arturo
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Vincenzo Favaro, Arturo Orsoni (1867 1928), note e bibliografia del profilo biografico. © Museo Risorgimento Bologna | Certosa.

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Articoli di argomento vario: Touring Club, esplorazioni, cultura funeraria, criminologia e brigantaggio, miniere di zolfo, fusione delle campane, eloquenza, pedagogia, scultura. Estratti dal periodico 'La Lettura - rivista mensile del Corriere della Sera', Milano, 1905/1906

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