Casa del Fascio (o casa del Littorio) di Bologna

Casa del Fascio (o casa del Littorio) di Bologna

1923 - 1945

Scheda

Con il termine Casa del fascio (o del Littorio) si intende la sede locale del Partito Nazionale Fascista (PNF).
Bologna è una delle prime città in Italia a dotarsi della Casa del Fascio, istituzione nata per consolidare e propagandare il movimento mussoliniano dopo la sua costituzione in partito politico.

Si calcola che in Italia ne vennero istituite in tutto circa 11000.

Alla fine del 1922, Arpinati si rese promotore di diverse iniziative finalizzate al controllo capillare della vita politica e sociale di Bologna. La prima di queste fu la fondazione della Casa del Fascio. Nello stesso anno, «L’Assalto» sul n. 45 del 18 novembre 1922, pubblicò una lettera del leader fascista dove si descrivevano le possibili attività legate al progetto e si invitava ad una raccolta fondi. L'articolo scriveva:
"Avrà sale di ritrovo, affinchè la consuetudine della vita amichevole fra i soci ne accresca e faciliti la solidarietà; avrà sale per la biblioteca, che dovrà essere ricca e varia perchè il Fascismo crede profondamente nel sapere che deve essere una ragione italica nelle civiltà; avrà sale di scherma e di educazione fisica perchè accanto al coraggio sia la forza; avrà un teatro dove si alternino le conferenze e le rappresentazioni, ed una scuola che sia vero corso educativo alla propugnazione degli interessi nostri e alla elevazione morale del popolo, ed anche preparazione per tutti quelli che si sentono disposti alla nobilissima funzione di esercitare col cuore e coll’intelletto la propaganda della fede italiana; avrà un ristorante capace di larga frequenza di soci e di simpatizzanti; avrà stanze per gli uffici del Fascio"

L’edificio scelto per ospitare la Casa del Fascio fu Palazzo Fava in via Manzoni 4 e si avviò una sottoscrizione pubblica per ottenere i fondi necessari per i lavori di ristrutturazione dello stabile. La Casa del Fascio venne inaugurata nell’anniversario della «marcia su Roma», in presenza di Mussolini nell’ottobre del 1923. All’interno trovavano sede un albergo diurno, un ristorante, una banca, sale da gioco, servizi postelegrafici, la cappella votiva in onore dei caduti della “rivoluzione” ed una biblioteca. Inoltre, erano presenti la direzione del giornale «L’Assalto» e la rivista culturale «Vita Nova», fondata il 15 marzo 1925 da Arpinati e diretta da Giuseppe Saitta. È un centro polifunzionale e ricreativo, il cui accesso era aperto a tutti e non solo ai tesserati al partito, dalle 10 del mattino alle 24. Questo fu sicuramente il primo passo del fascismo felsineo verso la costruzione di fondamenta solide all’interno del corpo sociale cittadino. Per il finanziamento di questa iniziativa venne costituita la Società anonima per azioni "Pro Casa del Fascio" il 25 febbraio 1925, con un capitale sociale di 50 azioni da 1.000 lire l’una, di cui era amministratore unico Leandro Arpinati.

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Eventi

Vedi anche

Persone

Documenti
Palazzi Fava di via Manzoni (I)
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Lino Sighinolfi, Nozze Hercolani Fava-Simonetti - I palazzi Fava di via Manzoni; Bologna, Tipografia Paolo Neri, 1912. Collezione privata.

Bibliografia
I giornali bolognesi nel ventennio fascista
Onofri N.S.
1972 Bologna Moderna
Il fascismo a Bologna
Ivan Spada
2021 Roma RedStar Press
Leandro Arpinati: ascesa e caduta di un gerarca di provincia
B. Dalla Casa
2013 Bologna Bononia University Press
Squadrista, podestà, sottosegretario agli interni: la carriera esemplare di Leandro Arpinati tra intransigenza e normalizzazione
B. Dalla Casa
2007 Bologna CLUEB
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