Calderara di Reno, (BO)

Calderara di Reno, (BO)

1919 | 1945

Scheda

Il Comune di Calderara e' nella pianura bolognese a sinistra del Reno e il suo territorio, in passato esclusivamente agricolo, si è riempito, dalla meta' del '900, di insediamenti industriali ed artigianali.

Il Comune, fondato sotto il governo Napoleonico nel 1802, col nome di "San Vitale e Calderara", nel Cantone di Bologna, Distretto del Reno elesse il primo Sindaco, Agostino Carpi.
Pochi anni dopo i due Comuni di Longara e Sacerno furono aggregati a Calderara.

Notevoli opere del '900 sono l’attuale Teatro Spazio Reno (ex Casa del Fascio), l'Acquedotto Renano, la Chiesa Parrocchiale di Calderara, alcuni edifici scolastici, i monumenti ai Caduti della Guerra del 1915-18 (un bronzo del Prof. Borghesiani inaugurato nel 1926) e quello alla Resistenza di Nicola Zamboni e allievi).

Negli anni del primo dopoguerra i lavoratori della terra di Calderara parteciparono alle lotte sociali e alle elezioni amministrative del 31 ottobre 1920 con le quali fu rieletto Sindaco il socialista Giuseppe Bassi (1882) di professione cestaio.
Nel corso del 1921 si ebbero le prime azioni squadristiche a Calderara: uno dei primi attacchi avvenne il primo maggio contro un comizio comunista; successivamente, il 4 giugno, nella frazione di Castel Campeggi, gli squadristi, alla ricerca dell’antifascista Celso Guazzaloca, spararono alla moglie e al figlio.
Le violenze fasciste continuarono: una notte, una squadra di fascisti distrusse completamente una sede operaia in località Zoppo di San Vitale di Reno. Alcune sere dopo i fascisti tentarono di distruggere lo spaccio della cooperativa di consumo, ma vennero respinti da un gruppo di lavoratori. Nell’estate di quello stesso anno si susseguirono altri numerosi scontri ed aggressioni.
Il 21 maggio 1922 fu indetto un comizio sindacale e gruppi di fascisti aggredirono lungo le strade i lavoratori che si recavano alla riunione e, in piazza, minacciarono con le armi e bastonarono quanti vi si trovavano radunati, provocando una ventina di feriti. I carabinieri intervennero ed impedirono il comizio. Quattro giorni dopo un gruppo di fascisti tentò di entrare nella Cooperativa agricola, ma venne respinto da un centinaio di lavoratori; nel pomeriggio oltre 200 fascisti lanciarono bombe contro il capannone della Cooperativa agricola e dentro la sede della Cooperativa di consumo, contro un fienile e una casa colonica. Molti operai furono percossi dagli aggressori e due vennero feriti gravemente da colpi di arma da fuoco. Le forze di polizia arrestarono 8 fascisti.
A metà del 1922 il Consiglio Comunale si trovò in condizioni di non poter più operare e il Sindaco, il 9 luglio, rassegnò le dimissioni.
Durante gli anni del regime fascista 45 calderaresi furono arrestati per attività antifascista, 12 furono condannati dal Tribunale Speciale ad un totale di 71 anni e 10 giorni di carcere, e 10 furono mandati al confine.
Il 7 novembre 1930, per l’anniversario della Rivoluzione sovietica, vennero appese bandiere rosse ai fili dell’alta tensione e comparvero varie scritte sui muri di Calderara; per questo furono arrestati 21 calderaresi.
Uno degli arrestati, il muratore venticinquenne Ferdinando Albertazzi, il 6 dicembre 1931 morì a causa delle percosse subite.
Adelmo Arbizzani, nativo di San Giorgio di Piano e residente a Calderara, entrò nelle Brigate Internazionali e fu ucciso in Spagna.
Nella frazione di Sacerno, nel maggio del 1943, sorse uno dei primissimi Comitati di Difesa Contadina, allo scopo di impedire la sottrazione dei prodotti da parte dei fascisti e dei tedeschi, e per rivendicare miglioramenti economici.
Dopo il 25 luglio 1943 i braccianti e i contadini manifestarono contro il fascismo e per la pace. Il 9 settembre, nelle zone limitrofe all’aeroporto di Borgo Panigale, al Lippo e a San Vitale, i calderaresi fornirono abiti civili agli avieri in fuga.
Un gruppo di giovani del luogo raccolsero le armi che in seguito furono consegnate ai partigiani, organizzatisi sotto la guida di vecchi antifascisti. Anche a Calderara venne aperto l’ammasso del grano.
Il 3 febbraio 1944 i partigiani fecero saltare i binari ferroviari nei pressi di Lavino di Sotto, il 2 marzo, in concomitanza con lo sciopero generale del nord Italia, numerose donne, scortate dai partigiani, manifestarono, così come fecero l’8 marzo quando i fascisti intervennero maltrattando e arrestando alcune donne.
La notte del 3 aprile 1944 furono lanciati lungo le strade delle frazioni di Longara e San Vitale volantini contro i nazisti e i fascisti. Umberto Armaroli (1913), operaio e organizzatore dei primi gruppi partigiani locali fu arrestato e lungamente torturato e, il 7 aprile, morì gettandosi dalla finestra della caserma.
Il 2 maggio si verificò la prima incursione aerea alleata sul territorio comunale che causò la morte di 28 persone di età fra i sei mesi e i 66 anni, compresa un’intera famiglia contadina (Famiglia Pirani). Nel giugno 1944 si costituì un distaccamento GAP con prima base a Sacerno, e un gappista il 7 giugno, fece esplodere nel capoluogo un ordigno nell’atrio della Casa del Fasio.
Nei primi giorni di luglio si costituì un Battaglione SAP e il 15 luglio una squadra SAP, nell’ambito di azioni di sabotaggio, colpì una trebbiatrice nella rimessa del Commissario Prefettizio, in località Bargellino.
Il 24 luglio, in un’azione simile, rimase ferito Rinaldo Veronesi che, ricoverato e piantonato all’ospedale di San Giovanni in Persiceto, venne poi liberato dai partigiani.
Il 16 agosto una squadra di resistenti sulla via Persicetana fece prigioniero il Colonnello Zambonelli, comandante della GNR. Venne proposto uno scambio con alcuni partigiani di Molinella detenuti, ma la richiesta non venne accolta e i partigiani furono fucilati due giorni dopo alla Montagnola di Bologna.
Il 12 aprile 1945, a Calderara, si svolse una manifestazione a cui parteciparono 100 donne che chiedevano la distribuzione di generi alimentari. I partigiani della 63esima “Bolero” dalla notte del 19 aprile entrarono in attività per affrettare la liberazione.
Il 21 aprile 1945, giorno della Liberazione, nella Residenza municipale colpita dalle artiglierie Anglo-americane, il CNL e i partigiani reintegrarono nella sua carica il vecchio Sindaco Giuseppe Bassi.
Dopo le elezioni amministrative del 1946 venne riconfermato Sindaco Giuseppe Bassi, che aveva aderito al PCI. Nel Referendum del 2 giugno la Repubblica ottenne l’89,72 % dei voti.

Il Comune di Calderara di Reno, con Decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, è stato decorato con Croce di Guerra al Valor Militare. La cerimonia di consegna è avvenuta il 28 maggio 2005 a Zola Predosa.
“Calderara di Reno – Comune agricolo di tradizioni antifasciste, offerse asilo e protezione a numerosi perseguitati politici durante la dittatura. Dopo l’8 settembre 1943, non esitò a scegliere l’opposizione armata contro l’invasore tedesco, dando un considerevole contributo alla costituzione delle formazioni partigiane della zona. Ogni casa colonica divenne punto di sicuro riferimento, grazie anche al notevole apporto delle donne nel rischioso incarico di garantire vitto, informazioni, armi e munizioni alle forze combattenti. Più volte i piani tedeschi di edificazione di opere di difesa nel suo territorio vennero ostacolati e interrotti, malgrado che molti dei suoi cittadini subissero perciò arresti, processi e deportazioni. Più volte la razzia del bestiame e del grano venne impedita dalla coraggiosa sollevazione di tutta la popolazione. Per l’elevato numero di patrioti, per le perdite umane ed i gravi danni sofferti, Calderara di Reno pagò un elevato tributo alla Liberazione. – Calderara di Reno, 8 settembre 1943 – aprile 1945. (Gazzetta Ufficiale n. 282 del 2/12/1994)

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Al di là del fiume - parte 2
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Al di là del fiume, fra gli alberi - parte 2. Il fascismo ed il nazismo visti attraverso gli occhi e le parole dei testimoni di uno dei periodi più bui della nostra Europa, regia di Antonella Restelli, 2002. © Comuni di Anzola dell'Emilia e Calderara di Reno

Al di là del fiume - parte 1
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Al di là del fiume, tra gli alberi - parte 1. Il fascismo ed il nazismo visti attraverso gli occhi e le parole dei testimoni di uno dei periodi più bui della nostra Europa Regia di Antonella Restelli, 2002. © Comuni di Anzola dell'Emilia e Calderara di Reno

Intervista a Adelmo Franceschini sulla scelta di non aderire alla Repubblica di Salò dopo l'Armistizio
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Intervista a Armando Gasiani - parte 1
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Intervista a Armando Gasiani - parte 2
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Intervista a Armando Vignoli
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Intervista a Armando Vignoli sul Rastrellamento di Anzola
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contributo inserito nella collana "Videoalbum" con la regia di Antonella Restelli, Anzola dell'Emilia 11 marzo 2002

Intervista a Augusto Monteventi sul rastrellamento di Anzola
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Intervista a Cesare Buldrini sul Rastrellamento di Anzola
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Intervista a Guerrino Gotti sul Rastrellamento di Anzola
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contributo inserito nella collana "Videoalbum" con la regia di Antonella Restelli, Anzola dell'Emilia 9 marzo 2002

Intervista a Guerrino Gotti sul periodo dopo il 5 dicembre fino alla Liberazione
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contributo inserito nella collana "Videoalbum" con la regia di Antonella Restelli, Anzola dell'Emilia 9 marzo 2002

Intervista a Loredano Zucchelli sulla Battaglia di Porta Lame
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Intervista a Nerio Cocchi sul Rastrellamento di Anzola
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Contributo inserito nella collana "Videoalbum" con la regia di Antonella Restelli, Anzola dell'Emilia 9 Marzo 2002

Intervista a Nerio Cocchi sulla battaglia di Porta Lame
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Dalla collana "Videoalbum", regia di Antonella Restelli, Anzola dell'Emilia 9 Marzo 2002

Intervista a Silvana Guazzaloca
Intervista a Silvana Guazzaloca

contributo inserito nella collana "Videoalbum" con la regia di Antonella Restelli, Anzola dell'Emilia 4 dicembre 2000

L'esperienza vissuta da Nerio Cocchi nella 63° br
L'esperienza vissuta da Nerio Cocchi nella 63° br "Bolero" e nella 7° br GAP "Gianni"

contributo inserito nella collana "Videoalbum" con la regia di Antonella Restelli, Anzola dell'Emilia 9 Marzo 2002

Sopravvivere al Lager - racconto di Adelmo Franceschini
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contributo inserito nella collana "Videoalbum" con la regia di Antonella Restelli, Anzola dell'Emilia 4 dicembre 2000

Sopravvivere al Lager - racconto di Adelmo Franceschini parte 2
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contributo inserito nella collana "Videoalbum" con la regia di Antonella Restelli, Anzola dell'Emilia 4 dicembre 2000

Documenti
Antifascismo e lotta di Liberazione
Tipo: PDF Dimensione: 17.01 Mb

Luigi Arbizzani, Antifascismo e lotta di Liberazione nel bolognese Comune per Comune, Bologna, ANPI, 1998

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