Calari Riccardo

Calari Riccardo

1856 - 5 Agosto 1874

Note sintetiche

Scheda

Figlio di una famiglia di grandi disponibilità economiche, alla sua memoria venne edificato un bellissimo monumento nella Certosa di Bologna, opera di Carlo Monari. Successivamente, a opera di Pasquale Rizzoli, nella cella venne collocato il busto ritratente suo fratello Oreste (1872-1941) che fu anche podestà del Comune di Granarolo dell'Emilia.

Riccardo così viene ricordato nel giornale L'Ancora del 7 agosto 1874: Bologna, 6 agosto. Ieri in sul meriggio in una villa presso Bagnarola la morte rapiva una cara esistenza. RICCARDO CALARI giovane diciottenne appena, consunto da quel morbo implacabile che miete tante vite gentili, confortato dalle benedizioni della Chiesa, rendeva calmo e sereno a Dio la sua bell’anima. Se pel breve corso di sua esistenza non ci lascia una vaga eredità di opere, lascia però degli insegnamenti al certo superiori alla sua giovine età. Dottato di robusto ingegno, coltivò con amore indefesso gli studi classici ed in tutte le scuole raccolse con isplendidi attestati il frutto delle sue fatiche. Di animo dolce, fu rispettoso fino all’adorazione verso i suoi genitori, non vivea che per la loro volontà, volle morire nelle loro braccia: favorito dalla fortuna di un censo larghissimo fu generoso verso i poveri; disprezzò le ricchezze vivendo di continuo in mezzo a tutte le classi, sempre affabile, sempre gentile. Povero Riccardo, sembrava che nel ricambiato affetto dei tuoi genitori fossi felice; sul tuo volto aleggiava il sorriso innocente, sintesi del tuo animo contento, ma senza che tu ne fossi accorto, l’angelo della morte avea improntato il suo bacio ferale sulla tua candida morte; l’ultima volta che ti visitai, ultimo dì di tua vita, nel prometterti di rivederti, mi stringeva il core, presago della sventura, il lugubre pensiero che la dimane saresti morto! È innegabile il cuore istruisce più che la mente. Poveri genitori, nel vostro dolore inconsolabile, nelle vostra attuali angosce affannose vi conforti il pensiero che quanti conobbero quella cara anima, piangono con voi, pensate ai pericoli, a cui il vostro Riccardo poteva incorrere vivendo, e con minore pena sopporterete i decreti della Divina Provvidenza: quel fanciullo che amorosamente scherza a voi intorno, inconscio della sventura che vi ha colpito, sopravviverà per compendiare in sé le virtù del caro estinto e crescerà a vostro dolce conforto e consolazione. Sulla tomba che racchiude i resti del vostro figlio non ispargete la sterile lagrima del dolore; dal seggio della sua gloria, dove lo chiamarono le sue virtù ei prega per voi, pel vostro dolore, per la vostra felicità. PELLEGRINO MATTEUCCI

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