Cadotto

Cadotto

Scheda

Il 22 settembre 1944, i tedeschi scoprono delle armi a Rioveggio, nella casa dei Gamberini, arrestano un componente della famiglia e si fanno condurre alla ricerca degli altri famigliari, che sono rifugiati a Cadotto, dove si trovano anche i partigiani.
Nei pressi dell’Albergana vengono avvistati da un contadino, che corre a Cadotto per avvisare i partigiani. Questi si appostano dietro le siepi che costeggiano il sentiero che porta a Cadotto e, quando i tedeschi sono a tiro, sparano. Un tedesco viene gravemente ferito e va a morire a Quercia, dove per rappresaglia vengono incendiate alcune case, il mulino e la canonica.
Nel piccolo borgo artigiano e operaio di Quercia, ha abitato dal 1942 la famiglia di don Ferdinando Casagrande, ma nell’agosto 1944 il padre del sacerdote Augusto, la madre Anna Guermandi e i fratelli Gabriella, Giovannino e Giulia si sono rifugiati presso i Luccarini, i coloni del podere Calvane, di proprietà della chiesa.
Bombardamenti, colpi di mano, rappresaglie hanno reso ormai impossibile la permanenza a Quercia, ma don Ferdinando, che non accetta restrizioni alla sua missione pastorale, resiste fino all’ultimo nella canonica, che è poi costretto ad abbandonare dopo il 22 settembre.
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