Busi Adolfo

Busi Adolfo

1891 - 1971

Note sintetiche

Scheda

Diplomatosi all'Accademia di Belle Arti di Bologna, il Busi inizia subito l'attività artistica esponendo nella Seconda Secessione romana (1914), all'Esposizione internazionale di S. Francisco (ove ottiene una medaglia d'argento  e  l'acquisto dell'opera dalla Fondazione Carnegie), effettuando una “personale” all'Hotel Baglioni nel 1914, partecipando l'anno successivo alla mostra della “Francesco Francia” a Palazzo Bentivoglio. Dopo un periodo dedicato all'insegnamento del disegno ad Alessandria, ritorna a Bologna e incomincia a disegnare bozzetti pubblicitari e affiches, raggiungendo una buona fama nel settore. Si dedica anche all'incisione. Nel '26 è a Parigi ed a Bruges. Nel '28 invia alla Biennale di Venezia un ritratto. Dopo di allora, si dedicherà prevalentemente al ritratto, al manifesto ed alla illustrazione. Nel 1957 è presente alla I Biennale degli artisti romagnoli a Bologna. Tiene quindi mostre personali a Bologna (1964 e 1968), Roma (1951),  Milano (1952), Rimini (1964), Reggio Emilia (1969), Carpi (1970). Per la chiesa di S. Lorenzo a Monte (Rimini) dipinge nel 1960 la pala d'altare (m.3x2). (Emilio Contini in Il Liberty a Bologna e nell'Emilia Romagna, catalogo della mostra, GRAFIS, Bologna, 1977. Trascrizione a cura di Lorena Barchetti)

In occasione del catalogo edito nel 1982 Franco Solmi scrisse come l'artista 'rivelava una sorta di aristocraticismo anche laddove si soffermava su tematiche del quotidiano', in affinità coi colleghi felsinei Carlo Corsi e Alfredo Protti o del piemontese Giacomo Grosso: 'questa caratteristica, che lo faceva così diversa dai Fioresi, dai Pizzirani, dallo stesso Corsi e dal quasi coetaneo Romagnoli non si cancellò mai del tutto in lui, neppure quando ebbe a dedicarsi alle meno eroiche imprese dell'illustrazione'. Proprio sulla sua attività di cartellonista Solmi individua una libertà creativa e stilistica spesso non presente nelle opere pittoriche vere e proprie, 'concedendosi libertà di soluzioni altrimenti inconcepibili' come nella 'serie di pochoir squisitamente art-dèco che disegna per la ditta Hautecoeur di Parigi. Sembra che l'invenzione di Busi spregi ogni limite e che a volte risponda più all'immediata intuizione che a una consapevole scelta'. Nella medesima occasione Marilena Pasquali segnala diversi momenti salienti della vita privata e pubblica del pittore: il matrimonio con Lilla Leonardi nel 1915, l'inizio dell'attività da cartellonista nel 1920 con la ditta Chappuis di Bologna, nel 1928 la collaborazione con la Ricordi di Milano, le tre vittorie nel 1928, 1929 e 1931 per la realizzazione del manifesto della Battaglia del grano. Nel 1931 inizia il rapporto con Lane Rossi, che si rivelerà lungo e stimolante fino al 1949, superando il duro momento della guerra in cui 'Busi e la famiglia si ritirano prima nella villa di Rimini, e poi nelle campagne del Montefeltro'. Nel secondo dopoguerra il pittore continuerà la sua attività, concentrandosi sulla ritrattistica e non mancando di partecipare a rassegne ed esposizioni.

Leggi tutto

Ha fatto parte di

Eventi

Luoghi

Persone

Multimedia
Documentario | Bologna nel Lungo Ottocento (1794 - 1914)
Documentario | Bologna nel Lungo Ottocento (1794 - 1914)

Documentario - Bologna nel lungo Ottocento (1794 - 1914), 2008. La città felsinea dall'età napoleonica allo scoppio della Grande Guerra.

La città rossa nella Grande Guerra
La città rossa nella Grande Guerra

La città rossa nella Grande Guerra, 2010. La storia di Bologna durante il primo conflitto mondiale raccontata nel video di Alessandro Cavazza e Lorenzo Stanzani. A cura del Comitato di Bologna dell'Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Museo Civico del Risorgimento di Bologna, Cineteca del Friuli, Fondazione del Monte, Istituto Ortopedico Rizzoli.

Bologna post unitaria
Bologna post unitaria

Quadro socio politico della Bologna post unitaria nel periodo 1859-1900. Intervista ad Alberto Preti. A cura del Comitato di Bologna dell'istituto per la storia del Risorgimento italiano. Con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. www.vedio.bo.it