Buggini Pio Ubaldo

Buggini Pio Ubaldo detto/a Teobaldo, Gigione

3 Ottobre 1846 - 13 Ottobre 1921

Note sintetiche

Occupazione: Cameriere

Scheda

Nato a San Giovanni in Persiceto da Cesare ed Elisa Cocchi. Per anni lavorò come cameriere presso l'osteria del Foro Boario (appena fuori Porta Maggiore). Sposatosi, chiamò suo figlio Dandolo, in onore di Enrico, patriota varesino morto a Villa Corsini durante la difesa della Repubblica Romana nel 1849.

Nel 1866 partecipò alla Terza guerra d'Indipendenza nelle file del Corpo Volontari Garibaldini assieme a svariati suoi concittadini, fra i quali ricordiamo Odoardo Lodi, suo futuro compagno d'arme quattro anni dopo. Nel 1870 Buggini indossò nuovamente la camicia rossa, in quella che fu l'ultima spedizione militare comandata dall'Eroe dei Due Mondi: la campagna di Francia in occasione della guerra franco-prussiana. All'indomani dello scioglimento dell'Armata dei Vosgi, Buggini fu tra i difensori della Comune di Parigi, così come annotato nel Registro-Rubrica degli affiliati ai partiti sovversivi della Prefettura felsinea.

Una volta tornato in Italia, aderì agli ideali internazionalisti: il 27 novembre del '71 fu tra i promotori del Fascio Operaio di Bologna (successivamente, impiantò una sezione anche nella sua città natale). Il 4 agosto dell'anno successivo presenziò a Rimini al primo congresso della Federazione Italiana dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori (FIAIL), mentre il 15 marzo del 1873 fu arrestato mentre stava partecipando al secondo congresso della FIAIL, in corso di svolgimento a Bologna. Il 7-8 agosto 1874 partecipò alla tentata insurrezione anarco-internazionalista: a lui era stato assegnato il comando della colonna che sarebbe dovuta convergere sul capoluogo emiliano da Persiceto ma, quando fu avvertito del fallimento del moto, sciolse la compagnia. Arrestato, scontò quasi un anno di carcere preventivo prima di essere assolto – assieme a tutti gli altri co-imputati – nell'assise del marzo-giugno 1876.

Nel 1878 ricostituì, sempre a Bologna, una sezione dell'AIL, sciolta dopo il fallito moto insurrezionale del Matese dell'aprile precedente. Seguace di Andrea Costa, Buggini lo seguì lungo tutta la sua evoluzione politica, divenendo uno dei più importanti dirigenti del Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna. In quegli anni rivestiva la carica di direttore dell'Hotel Milano dove, stando alla Prefettura bolognese, i socialisti si fermavano per partecipare ai «banchetti privati dei capi socialisti possibilisti». Successivamente si iscrisse al Partito Socialista Italiano, nel quale militò fino al 1903. Nel mentre, nell'agosto 1887, Buggini aveva aderito alla neonata Società dei Reduci delle Patrie Battaglie del proprio paese natale.

Massone, nel 1915 era direttore amministrativo della Casa di Salute “Villa Rosa” di Bologna, sita in via Castiglione, dove, nei mesi precedenti al primo conflitto mondiale, numerosi triestini irredenti soggiornarono per «ragioni di cura». Sebbene riformati dal medico del Consolato austro-ungarico cittadino, Aronne Brigatti, molti di loro si arruolarono successivamente nelle file del Regio Esercito: tutto l'entourage della casa di cura condivideva posizioni interventiste, dal consulente prof. Augusto Murri al direttore scientifico prof. Giovanni Vitali, un “circolo” al quale probabilmente non era estraneo lo stesso Brigatti. Inoltre, Buggini con lo stesso prof. Vitali, aveva partecipato il 10 maggio 1915 al lunch offerto nel salone dell'Hotel Baglioni al colonnello Peppino Garibaldi – già comandante della Legione Garibaldina operante nell'inverno precedente sul fronte occidentale – allora impegnato in una serie di manifestazioni interventiste in giro per l'Italia.

Morì il 13 ottobre 1921. Sepolto presso il Cimitero monumentale della Certosa, nella galleria annessa al Chiostro IX, l'epigrafe posta dalla famiglia lo ricorda come «soldato di Garibaldi / apostolo di libertà / lavoratore indefesso / cittadino integerrimo».

Andrea Spicciarelli

FONTI e BIBLIOGRAFIA: M. Esposito, G. Stanzani, Persicetani Uniti. Storie e uomini del Risorgimento bolognese (1815-1871), San Giovanni in Persiceto, Maglio 2011, pp. 177, 181; La Federazione Italiana della Associazione Internazionale dei Lavoratori. Atti ufficiali 1871-1880, a cura di P. C. Masini, Milano, Edizioni Avanti! 1964, pp. 30, 55; E. Gianni, L'Internazionale italiana fra libertari ed evoluzionisti. I congressi della Federazione Italiana e della Federazione Alta Italia dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori (1872-1880), Milano, Edizioni Pantarei 2008, p. 408; E. Gianni, La parabola romagnola del “partito intermedio”. I congressi del Partito Socialista Rivoluzionario Romagnolo (1881-1893), Milano, Edizioni Pantarei 2010, pp. 336-337; A. Bassani, La marcia su Bologna degli anarchici imolesi in “Il Carrobbio. Rivista di studi bolognesi”, a. IV (1976), pp. 34-35; Peppino Garibaldi a Bologna in “Il Resto del Carlino-La Patria” (11 maggio 1915), p. 5;  R. Pallotti, Il fondo archivistico del Consolato austro-ungarico di Bologna. Testimonianze inedite della Grande Guerra (1914-1915) in Abessinien und Spanien: Kriege und Erinnerung/Dall'Abissinia alla Spagna: guerre e memoria, “Geschichte und Region/Storia e Regione”, n. 1 (2016), pp. 198-199; Archivio di Stato di Bologna, Gabinetto di Prefettura, Registri Vari, Registro-Rubrica degli affiliati ai partiti sovversivi, ad nomen (copia depositata presso la Biblioteca del MRBo).

Note

Scheda redatta il 20 maggio 2020. Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2021.

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