Brigata Stella rossa Lupo

Brigata Stella rossa Lupo

autunno 1943 - ottobre 1944

Scheda

Fu una delle più importanti formazioni partigiane della provincia di Bologna.
Chiamata in un primo tempo Stella rossa Leone - dal nome di battaglia del caduto Gastone Rossi - fu in seguito ribattezzata Stella rossa Lupo, dal nome di battaglia del comandante Mario Musolesi. Era indipendente, pur aderendo al CUMER e al CLN.
Operò prevalentemente nella zona di Monte Sole, dal quale controllava le linee ferroviarie e due delle tre strade che da Bologna portano in Toscana: la Porrettana e la Val di Setta.
Costituita nell'autunno 1943, raggiunse una notevole consistenza nella primavera 1944, quando ricevette aviolanci alleati. Era inquadrata nella divisione Bologna montagna "Lupo".
La brigata ebbe vari organigrammi di comando, l'ultimo dei quali così composto: Musolesi comandante; Gianni Rossi vice; Umberto Crisalidi commissario politico; Ferruccio Magnani "Giacomo" vice commissario"; Giovanni Saliva "Gianni" capo di stato maggiore; Giuseppe Castrignano "Peppino" ufficiale addetto al comando; Agostino Ottani "Sergio" responsabile del PCI.
Era strutturata su quattro battaglioni e una squadra d'assalto. Il I° era comandato da Celso Menini, il II° da Walter Tarozzi, il III° da Otello Musolesi e il IV° da Alfonso Ventura e successivamente da Cleto Comellini. Dante Palchetti "Lampo" comandava la squadra d'assalto.
Musolesi ebbe grossi contrasti con il CUMER e il CLN perché non approvava i criteri per la nomina dei commissari politici né il piano preparato nel settembre 1944 per l'insurrezione.
Ebbe contrasti anche all'interno della brigata sul modo di condurre la guerriglia. Per questo, il 27 giugno 1944, mentre era a Monte Ombraro (Zocca - MO), dalla brigata si staccò il battaglione di Sugano Melchiorri.
Dopo quella che fu chiamata la "scissione", la brigata tornò a Monte Sole e Musolesi respinse l'ordine del CUMER di spostarsi verso Bologna, in previsione dell'insurrezione ritenuta imminente.
Dopo l'eccidio di Marzabotto - consumato dalle SS tedesche tra il 29 settembre e il 4 ottobre 1944, durante il quale Musolesi cadde a Cadotto - la brigata si frazionò in vari gruppi.
Circa 200 partigiani, dopo avere attraversato le linee, furono riarmati dagli americani. Altri restarono in zona per proseguire la guerriglia e altri ancora raggiunsero Bologna e si aggregarono alle brigate cittadine.

La brigata ebbe 227 caduti e 184 feriti. I partigiani riconosciuti furono 1.538 e 161 i patrioti.
[Nazario Sauro Onofri]

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Mario Nanni, intervista
Mario Nanni, intervista

Nell'intervista parla della nascita della Brigata "Stella Rossa"

Documenti
Bibliografia
Dossier Marzabotto, Quasi un libro bianco collegato alle vicende che seguirono i tragici fatti dell'autunno 1944 a Monte Sole, I sotterranei di Bologna
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Fucilata a Marzabotto
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1964 Roma Editori Riuniti
Il martirio di Marzabotto : Marzabotto, 25 settembre 1949
Comitato comunale cerimonia consegna Medaglia d'oro al valore militare (a cura del)
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Il martirio di Marzabotto: Testo della relazione commemorativa tenuta a Marzabotto il 30 settembre 1945
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Il sole di Monte Sole. Uomini fatti cronache storie del popolo di Caprara sopra Panico e della "Stella Rossa-Lupo-Leone" dal 1914 ad oggi
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La "Stella Rossa"
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1947 Bologna SPER
La brigata "Stella Rossa"
Venturoli C.
2004
La Brigata del "Lupo"
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1965 Bologna ANPI
La bufera. Parroco nella Resistenza
Tommasini don L.
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La Resistenza a Bologna. Documenti e testimonianze vol 5
Bergonzini L.
1980 Bologna ISB
La Resistenza a Bologna. Documenti e testimonianze vol. 3
Bergonzini L.
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La Stella rossa a Monte Sole: uomini fatti cronache storie della brigata partigiana Stella rossa Lupo Leone
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La strage di Marzabotto
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Reder: nel giudizio della magistratura militare
Ufficio Stampa del Ministero della Difesa, a cura di
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Silenzio su Monte Sole, La prima cronaca completa della strage di Marzabotto
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SS Walter Reder, il maggiore pentito: a quarant'anni da Marzabotto. Cronaca documentaria di un ravvedimento tentato. L'ordinanza integrale del Tribunale militare di Bari
- -
1981 Bari