Borghese Gianguido detto Ferrero e Rodi

18 dicembre 1902 - [?]

Note sintetiche

Titolo di studio: Laurea
Occupazione: Ingegnere

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 9 settembre 1943 - 21 aprile 1945)

Onorificenze

  • Medaglia d'Argento al Valor Militare

    Già provato da carcere e persecuzioni per la sua irriducibile opposizione alla dittatura, si votava tra i primi alla causa della libertà. Organizzatore instancabile e capace, creava i primi nuclei della resistenza, divenendo poi l'animatore del movimento di liberazione della sua regione e ricoprendo cariche di alta responsabilità con intelligenza e abnegazione. Ricercato accanitamente e consigliato più volte di allontanarsi, preferiva restare a diretto contatto del nemico per contribuire più efficacemente a combatterlo. Con la sua continua, coraggiosa e capace azione contribuiva infine validamente a salvare da distruzione impianti di pubblica utilità e ad assicurare i rifornimenti alla città all'atto della Liberazione.

Scheda

Gianguido Borghese, «Ferrero e Rodi», da Giuseppe e Giuseppina Chiari; nato il 18 dicembre 1902 a Parma. Ingegnere. Iscritto al PSI, al PSUI e al MUP. Si iscrisse al PSI nel dopoguerra e nell'ottobre 1922 - quando il congresso del PSI espulse l'ala riformista di Turati - aderì al PSUI e fu eletto segretario provinciale del gruppo giovanile bolognese. In quel tempo studiava all'università di Bologna.

Nel 1924, assieme ad altri studenti antifascisti, fondò l'Unione goliardica per la libertà, poi sciolta dal fascismo. Non interruppe l'attività politica e sino alla fine degli anni venti operò assieme al gruppo bolognese di GL. Per le sue idee politiche gli fu impedito di esercitare liberamente la professione. Il 15 novembre 1930 venne arrestato a Roma e, dopo quasi un anno di carcere, con sentenza istruttoria del 21 maggio 1931 fu rinviato al Tribunale speciale che, il 26 giugno 1931, lo assolse.

Alla fine del 1942 aderì al MUP. Nella primavera del 1943, in seguito all'arresto di Fernando Baroncini , entrò a far parte - in rappresentanza del MUP - del Fronte per la pace e la libertà, il primo organismo unitario dell'antifascismo bolognese. Infine, ai primi di agosto 1943 fece parte della delegazione del MUP che si incontrò con quella del PSI nello studio di Roberto Vighi , in via Santo Stefano 18.

Nel corso della riunione, presente Pietro Nenni, si fusero i due gruppi socialisti dando vita al PSUP. Alla fine del mese partecipò, come delegato bolognese, alla riunione di Roma nel corso della quale avvenne la riunificazione nazionale dei due tronconi socialisti. In quell'occasione, fu eletto nella prima direzione nazionale del PSUP, della quale fece parte sino al 1945. Con l'inizio della Resistenza, si dedicò all'organizzazione del settore militare. Il 7 novembre 1943 - in seguito all'arresto di Alberto Trebbi - prese il suo posto nel comando militare del CLN, che dall'aprile 1944 fu chiamato CUMER. Del CUMER fu il commissario politico sino alla liberazione. Fu anche il massimo dirigente delle tre brigate Matteotti di Bologna, con il grado di comandante di stato maggiore. Usò due nomi di battaglia: come dirigente del CUMER si faceva chiamare Ferrerò e come comandante delle Matteotti aveva scelto quello di Rodi. Durante la Resistenza fece parte anche della commissione tecnica del CLNER, assieme ad altri tre ingegneri.

Su designazione del CLN, la mattina del 21 aprile 1945 assunse la carica di prefetto di Bologna e la mantenne sino al febbraio 1946, dirigendo l'opera di ricostruzione. Per i suoi meriti politici e militari la città di Bologna gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Riconosciuto partigiano dal 9 settembre 1943 alla Liberazione. Il 30 maggio 1967, gli è stata conferita la medaglia d'argento al valore militare. 

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