Bergamini Leonello detto Bianchi

21 marzo 1895 - [?]

Note sintetiche

Titolo di studio: Licenza elementare
Occupazione: Operaio/a

Riconoscimenti

  • Partigiana/o (10 settembre 1943 - 21 aprile 1945)

Scheda

Leonello Bergamini, «Bianchi», da Luigi e Adele Baroni; nato il 21 marzo 1895 a Ravarino (MO). Nel 1943 residente a Bologna. Licenza elementare. Operaio e commerciante. Iscritto al PSI dal 1913.
Abbandonò gli studi molto presto - e pare che la licenza elementare l'abbia conseguita quando era già ragazzo - perché costretto a iniziare il lavoro di operaio meccanico per necessità familiari.
Negli anni della prima guerra mondiale si trasferì da Ravarino a Bologna ed entrò all'Arsenale, dove lavorò come operaio sino alla fine del conflitto.
Di giorno lavorava e di sera studiava, ma non per conseguire un titolo di studio. Sacrificava le ore di riposo per desiderio di conoscere e di sapere. In pochi anni si fece una solida cultura e nell'ottobre 1920 tentò addirittura la grande avventura della pubblicazione di un periodico, «La rivolta ideale», una «Rassegna mensile di avanguardia», come si legge nel sottotitolo, della quale fu direttore ed editore. Uscirono quattro numeri.
Per la sua fede socialista fu duramente perseguitato dal fascismo e l'8 febbraio 1923 arrestato e detenuto per un lungo periodo.
In quegli anni mutò mestiere e divenne prima rappresentante, poi direttore di un'azienda che produceva pezzi di ricambio per biciclette e infine commerciante. Nell'autunno del 1942 fu tra coloro che riorganizzarono la Federazione del PSI e durante la Resistenza fece parte della segreteria provinciale.
Nell'ottobre del 1944, quando il prefetto fascista sollecitò un incontro con i dirigenti della Resistenza, per concordare una tregua, ebbe dal CLN l'incarico di avvicinarlo. Tre furono i colloqui che si tennero nella prefettura, che allora aveva sede in via Zamboni 13. Queste le richieste che fece a nome del CLN: i tedeschi dovevano circolare disarmati entro la cerchia delle mura cittadine; dall'accordo dovevano essere esclusi i fascisti; doveva essere revocato l'ordine di affiggere all'esterno delle porte degli appartamenti un cartello con le generalità delle persone ospitate. Chiese anche la consegna della famosa lista Jacchia. L'accordo fu parzialmente raggiunto per il primo e il terzo punto e sostanzialmente osservato sino all'aprile 1945.
Riconosciuto partigiano nella brigata Matteotti Città dal 10 settembre 1943 alla Liberazione. Il 18 giugno 1945, su designazione del PSI, fu nominato dal CLN e dall'AMG membro della Deputazione provinciale, l'attuale Amministrazione provinciale. [O]

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