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Bandiera tricolore che per prima sventolò dal Palazzo Comunale di Bologna il 12 giugno 1859

Schede

La bandiera, in tela di cotone verde, bianco e rosso di cm. 225 x 242, fu il primo vessillo tricolore ad essere innalzato dal Pubblico Palazzo la notte del 12 giugno 1859, subito dopo che le truppe austriache avevano abbandonato la città.
Furono le Guardie municipali ad esporlo alla Gran Guardia, che si trovava a sinistra del voltone di ingresso del Palazzo.
La Gran Guardia fu abbattuta poco tempo dopo, in quanto considerata un simbolo di oppressione: infatti era stata utilizzata per un decennio dalle truppe austriache per sorvegliare il palazzo e avere il controllo dell’intera piazza. L’esposizione del tricolore proprio in quel punto rivestì dunque un profondo significato.
I momenti concitati in cui la Guardia municipale (detta anche Guardia Urbana) e i Pompieri ne presero possesso vennero descritti minutamente da Enrico Bottrigari nella sua Cronaca:
“Suonavano all’orologio del pubblico Palazzo le ore 2 antimeridiane quando il Presidio Austriaco che occupava la gran guardia della Piazza, postosi sotto le armi al comando del proprio Uffiziale, senza il solito appello, e senza la debita consegna, l’Ufficiale stesso si limitava a dire, agli astanti che trovavansi sulla porta del Palazzo, ch’egli se ne partiva. Allora alcuni Gendarmi, circa 14, o 16, inviati pochi minuti prima al Palazzo pubblico, uscirono dalla porta maggiore del palazzo stesso, e s’installarono nella gran guardia di piazza; ma al loro apparire il popolo, che aveva incominciato a raccogliersi, particolarmente sotto il portico del Podestà, diede segni di malcontento e di disapprovazione.
Giusta le voci corse, s’aspettava ognuno che la grande guardia fosse ceduta dagli Austriaci al corpo de’ civici Pompieri, congiuntamente alla milizia del Comune. Allora alcuni buoni cittadini s’adoperarono a persuadere il popolo che i Gendarmi avrebbero ceduta la piazza alla Guardia Comunale e ai Pompieri, non appena fosse scorso il tempo opportuno al raccogliersi di questi ultimi.
(…) Al suono delle ore 3 antimeridiane difilava dalla porta del palazzo del Podestà l’anzidetta guardia municipale, unita ai Pompieri, e schierandosi di prospetto alla barriera, a tamburo battente, riceveva dai Gendarmi la consegna della Piazza fra gli applausi e gli evviva del molto popolo accorso (…) Bologna da quel momento fu libera”.
La bandiera fu poi conservata presso il Comando dei Pompieri Civici fino al 1909 quando, in occasione del 50° anniversario della storica data, il Municipio decretò che venisse consegnata al Museo del Risorgimento.
Nel corso di quel periodo – addirittura anche il giorno precedente la donazione... - era stata utilizzata con regolarità, tant’è vero che al momento della consegna si trovava in cattivo stato di conservazione.
Nel 2013 è stata sottoposta ad un intervento di restauro, che ne ha ricostruito la parte rossa, particolarmente degradata.
Il cimelio è composto da 3 porzioni verticali di tessuto, unite insieme da una cucitura di punti fitti eseguiti con filo rosso.
In questa bandiera non è presente lo stemma di Casa Savoia.
Fin dai giorni immediatamente successivi al 12 giugno, però, la città cercò di unirsi alla monarchia di Vittorio Emanuele II (il plebiscito che sancì l’annessione si svolse nel marzo 1860) e nelle bandiere tricolori comparve lo stemma sabaudo, che caratterizzò la bandiera italiana fino all’avvento della Repubblica.
La scritta in basso al centro, oltre a contenere un errore (“inalzato” invece di “innalzato”), è stata fatta senza tenere conto dell’orientamento della bandiera: il verde infatti dovrebbe stare a sinistra, e non a destra.
Otello Sangiorgi