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Giampietro Lippi

Schede

Leone, Gastone Rossi, fratello di Gianni, aveva nel 1944 sedici anni; era partigiano da undici mesi. Egli aveva partecipato a numerosi episodi significativi della storia della brigata ed aveva sempre dimostrato una saggezza ed un equilibrio adulti. Comandava una squadra e nessuno metteva in discussione le sue capacità. Anche Tito (Cleto Comellini) era molto giovane, avendo soltanto due anni in più di Leone. Tito era una figura importante nella brigata: Lupo gli aveva affidato il comando del 3° distaccamento, mentre - alla fine di agosto - gli affidò il comando del 4° battaglione, per altro in via di costituzione. Leone e Tito erano due ragazzi, anche se le vicende della vita li avevano portati a vivere l’esperienza dura del partigiano, maturandoli troppo in fretta. Avevano assunte gravose responsabilità ed avevano saputo farvi fronte con saggezza e intelligenza. Rimanevano tuttavia dei ragazzi con il desiderio - quand’erano rilassati - di giocare. Il 2 settembre, era un sabato, di mattina, si trovarono all’Infialungo; avevano voglia di giocare e giocarono. Se avessero avuto a disposizione un mazzo di carte, avrebbero giocato a carte; se avessero avuto a disposizione un biliardo avrebbero giocato a biliardo; avevano a disposizione due fredde pistole americane, due colt, e giocarono con quelle. Da una pistola partì un colpo e Leone scivolò a terra ferito mortalmente. Fu portato al Possadore, si cercò di curarlo ma non ci fu niente da fare, il giorno dopo spirò. Venne trasportata una bara dal paese, si costruì un loculo in pietra nel cimitero di Casaglia, proprio di fronte alla cappella; il comando organizzò funerali in pompa magna con tutti i partigiani stesi in fila indiana in un lungo corteo fino al cimitero di Casaglia, ove don Ubaldo Marchioni officiò il rito funebre in un lungo e commosso silenzio. Lupo e Giacomo [Ferruccio Magnani] redassero su Gastone due comunicati, uno rivolto ai partigiani della brigata, l’altro al CUMER . Il primo, che Giacomo volle leggere di persona in ogni base, incominciava: “I duri uomini della vecchia e gloriosa Stella Rossa si inchinano commossi dinanzi alla morte del loro caro compagno”; terminava: “La morte ha segnato l’ingresso di Leone nell’arengo degli eroi!”.

Giampietro Lippi, La Stella Rossa a Monte Sole. Uomini fatti cronache storie della Brigata partigiana “Stella Rossa Lupo Leone”, Ponte Nuovo editore, Bologna, 1989
[SR]
Note
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