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Tommaso Controvieri

[?] - prima del 1568

Scheda

ARMA: Fasciato d'argento e di rosso.
Lo scudo è cimato da una croce trilobata d'oro e sormontato da un cappello vescovile con cordoni e fiocchi laterali.
Il cartiglio sottostante dice: TOMAS· CONTVBERIVS / PENÆ · EPISCOPVS · / 1559· (Tommaso Controvieri. Vescovo di Penne. 1559). 

La famiglia Controvieri o Controniero apparteneva al patriziato beneventano. Sembra che fosse di origine lombarda trapiantatasi poi in Benevento con un Contronieri Benincasa verso la fine del XIII sec. e dal quale derivò il cognome.
I Controvieri vennero poi coinvolti nelle sanguinose faide tra famiglie nobili che funestarono la città per lungo tempo. Secondo il Dalla Vipera l'arma della famiglia era di rosso alla torre d'oro sostenuta da due leoni controrampanti dello stesso, ma non è stato possibile per mancanza di riscontri, confermare o meno quanto asserito dall'autore.
Se però si tien conto che lo stemma raffigurato sul muro, non fa che ripetere quello dei Carafa, appare molto probabile che l'arma autentica sia quella riferita dal Dalla Vipera.

Tommaso Controvieri nacque a Benevento. Non si conosce la data della sua nascita.
Egli ebbe modo di conoscere Carlo Carafa, il futuro cardinale, che intorno al 1545 si era fermato per un certo tempo in città. Sembra anzi che fosse tra i complici o mandanti dell'omicidio di tal Tommaso Panacchione, assassinio compiuto dal Carafa per danaro e per conto dei Controvieri stessi. Dopo essere stato arcidiacono della cattedrale il Controvieri divenne vicario di Monsignor Giovanni della Casa quando quest'ultimo venne nominato arcivescovo della città. In tale veste tenne un concilio provinciale, nel 1545, redigendo in volgare le «Costituzioni Diocesane».
Allorché Carlo Carafa, nominato cardinale divenne il più potente ed ascoltato consigliere di Paolo IV, la sua carriera ebbe una rapida impennata. Dopo essere stato nominato Vescovo di Penne nel 1554 venne inviato Vicelegato a Bologna per conto del Carafa nell'aprile del 1557 e, nel dicembre dell'anno successivo, assunse anche la carica di Governatore della città.
La sua fortuna però non durò a lungo: con la caduta in disgrazia del cardinale suo protettore, anche il Controvieri venne trascinato nella sua rovina. Paolo IV, con breve del 6 marzo 1559, lo destituiva dalla carica ordinando, al nuovo governatore Girolamo Melchiorri, di arrestarlo.
La morte del pontefice, avvenuta di lì a poco, non valse a salvarlo.
Il nuovo Papa Pio IV, in un pubblico concistoro tenuto l'8 maggio del 1561, ritenendolo complice morale dell'assassinio perpetrato dal Carafa a Benevento, lo privò della dignità vescovile.
Morì di lì a poco, ma non si conosce la data esatta della morte avvenuta comunque prima del 1568.