Anna Bolena forsennata - Alessandro Guardassoni

Anna Bolena forsennata - Alessandro Guardassoni

1843

Scheda

In questa Anna Bolena forsennata sentendosi priva del diadema reale, l'enfasi del sentimento e l'impostazione scenica segnano già una svolta rispetto alle immagini più composte di Clemente Alberi. Non va esclusa la suggestione del russo Karl Brjullov, che a Bologna dipinse, dopo il '34, «il ritratto intero e al vero della celebre cantatrice Giuditta Pasta negli abiti di Anna Bolena, e nel delirio per la perduta corona d'Inghilterra» (cfr. Atti Acc., 1853, p. 20). Il quadro, da poco entrato alla Scala (cfr G. Anzani, 1975, p. 113), fu accolto con interesse, non meno di altre opere che nel corso degli anni trenta il Brjullov fece conoscere in Bologna, dove contava amici, collezionisti (come Michelangelo Gualandi), relazioni artistiche (col Baruzzi, ad esempio, cui fece nel 1830 il ritratto, ora alle Collezioni Comunali d'Arte). Il Guardassoni pare richiamarlo anche nella morbidezza del colore e nel timbro psicologico, che arieggia all'Hayez, con un più di eloquenza e di complicazione intellettuale.

Alessandro Guardassoni (Bologna, 1819 - ivi, 1888), Anna Bolena forsennata (1843), olio su tela, cm 101 × 79. MAMbo - Collezioni storiche.

Renzo Grandi

Bibliografia: G. Giordani, 1846, p. 14. Testo tratto da "I Concorsi Curlandesi". Bologna, Accademia di Belle Arti 1785-1870, catalogo della mostra, a cura di Renzo Grandi, Bologna, Galleria d’Arte Moderna, marzo-maggio; Museo Civico, giugno-luglio, 1980.

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