Alloro | Laurel

Alloro | Laurel

Scheda

L’alloro, come altre piante sempreverdi, è legato all’idea d’immortalità. Come racconta il mito, con la metamorfosi di Dafne quest’arbusto è diventato sacro ad dio Apollo e simboleggia la gloria e il trionfo che derivano sia dalle attività politico-militari sia dalle doti artistiche. Con i suoi rami infatti si coronano i vincitori dei giochi e gli eroi, i cantori e i poeti, i condottieri e i saggi. Inoltre la natura apollinea dell’alloro ne fa un simbolo di saggezza e di divinazione: la Pizia ne mastica le foglie durante la sua attività divinatoria. Inoltre, ha anche un significato di purezza fisica e spirituale: le vestali, pure nel corpo e nello spirito, erano coronate d’alloro. Nella tradizione romana è soprattutto simbolo di vittoria e di trionfo e simboleggia particolarmente la pace che deriva e che corona l’impresa militare. La personificazione della vittoria porge, infatti, una corona d’alloro. Il legame con la musica, la poesia e la vittoria si è mantenuto pressoché intatto nel corso dei secoli. Ed è con questo valore che rami e corone d’alloro si trovano abbondantemente nelle tombe di rappresentanti o protettori delle arti e sui monumenti funebri di condottieri e di uomini politici lungo tutto il XIX secolo.

Per approfondire il tema della simbologia funeraria ottocentesca cliccare qui

Gian Marco Vidor, 2008

"Albero nobile, sempre verde, a bacche nere e amare, delle cui foglie si facevan corone per premiare le gesta di valore e le opere d'ingegno ("insegna al gemino valore" (Petrarca) – "i bei lauri non mai di fronda privi" (Alfieri). I greci credevano che dormendo cinti di alloro potessero vedere la realtà desiderata, e forse per il suo aroma acutissimo, atto ad eccitare l'estro e il vaticinio esso fu simbolo di poesia e ad Apollo dedicato. Roma considerò sempre l'alloro come legno felice, cioè di buon augurio; (dei legni infelici si facevano i patiboli). Consacrandosi i sacerdoti, venivano regalati di bacche di lauro; nelle camere degli infermi se ne appendevano rami; di lauro si inghirlandavano le tempie per preservarsi dal fulmine, e così faceva Tiberio nei giorni degli uragani; la stessa republica, ci si stimava perenne, si compiaceva di essere comparata nella retorica comune al lauro, perché sempre verdeggiante e simbolo di perennità. Significazioni precipue del lauro, sono però l'academia, l'onore (tuttora sopravvivente nel nome della laurea); il trionfo, la gloria, l'immortalità. Apollo, trasmutando in alloro la vezzosa Dafne involantesi alle sue concupiscenze: Arbor eris certe 'dixit' mea. Semper habebunt / Te coma, te citharae, te nostrae, laure, pharetrae; / Tu ducibus Latiis aderis, cum laeta triunphum / Vox canet, et longas visent Capitolia pompas. (Ovid. Metam. I – 558)

E Dante così si rivolge al "buon Apollo": Venir vedraimi al tuo diletto legno / E coronarmi allor di quelle foglie (Par. I – 25) E Byron, al Parnaso: Lascia che un ramoscello io qui dispiechi / Dell'albero di Dafne, e la speranza / Dammi che ciò non sia dal senno umano / Vanità giudicato. (Aroldo – I – LXIII) E il Tasso nel leggiardo madrigale: Picciola verga, e bella / D'alloro trionfale, / Cresci a la pianta, onde sei svelta, eguale. / Cresci felice; e s'ella / Secca non si rinverde / Tu mantien vivo, frondeggiando, il verde. Ma della "suprema tra le piante" (Empedocle), dell'Arbor vittoriosa trionfale / Onor d'imperatori e di poeti (Petrarca – Son. 205) usarono ed abusarono i piacentieri da cui fu piena l'età delle corti e delle cortigianerie, e furono "caduchi allori" quelli concessi a Corilla Olimpica e ridicoli quelli al Baraballo; non quelli dalla fatalità negati a Torquato. Per la incoronazione in Campidoglio dell'arcade Corilla (la pistoiese Maria Maddalena Morelli Fernandez) Pasquino volle dire la sua (1776): Ordina e vuole Monsignor Mazzei / Che sia la Corilla cinta d'alloro, / E che non le si tirin buccie né pomidoro / Sotto multa di balocchi sei. Giacomo Zanella vide nel pomposo verde del lauro, il simbolo dell'egoismo. Odio l'allor che, quando alla foresta / le novissime fronde invola il verno, / ravviluppato nell'intatta veste / verdeggia eterno, / pompa de' colli; ma la sua verzura / gioia non reca all'augellin digiuno; / chè la splendida bacca invan matura / non coglie alcuno. (Egoismo e carità)

Giosuè Carducci chiama l'alloro mentitore e orgoglioso, e per la stessa ragione e per avere ornate le tempie di "calvi imperador romani". A cagione della favola di Dafne "molto acconciamente si mette il lauro per la castità" (Ruscelli). Coloro che tornavano con una favorevole risposta dell'oracolo da Delfo si coronavano di alloro, come Oreste nell'Edipo di Sofocle. L'alloro è pure assegnato in attributo iconologico alla vittoria, alla pace, alla perseveranza (Doni). Nel solennissimo rito al Soldato Ignoto – che ha il volto ed il nome di quanti l'Italia venera e piange, e dà la visione di tutti gli eroismi di tutti i martiri – il lauro era colocato su la bara. L'on. De Vecchi ne spiecò due arboscelli e li donò al re d'Italia e al duca di Aosta: era il simbolo: tutto quanto fu ed è rimasto di retorico in esso ardeva purificandosi nella storia; ma il simbolo è e rimane." (Testo tratto da: Giovanni Cairo, "Dizionario ragionato dei simboli", Ulrico Hoepli, Milano, 1922, aggiornamento febbraio 2022). Per approfondire il tema della simbologia funeraria ottocentesca cliccare qui.

Texto en español. El laurel, como las otras plantas siempre verdes, está relacionado con la idea de inmortalidad. Como cuenta el mito, con la metamorfosis de Dafne este arbusto se volvió sagrado al dios Apollo y simboliza la gloria y el triunfo que derivan de las actividades político-militares y de las dotes artísticas. Con sus ramas se coronan los ganadores de los juegos y los héroes, los cantores y los poetas, los caudillos y los sabios. Además la naturaleza apolínea del laurel, lo convierte en un símbolo de sabiduría y adivinación: la Pitia mastica sus hojas durante su actividad divinatoria. Además, tiene también un significado de pureza física y espiritual: las vestales, también en el cuerpo y en el espíritu, estaban coronadas de laurel. En la tradición romana es el símbolo de victoria y de triunfo y simboliza la paz que deriva y corona la empresa militar. La personificación de la victoria da, en efecto, una corona de laurel. La relación con la música, la poesía y la victoria se ha mantenido íntegra a lo largo de los siglos. Y es con este valor que ramas y coronas de laurel se encuentran abundantemente en las tumbas de rapresentantes o protectores de las artes y sobre los monumentos fúnebres de caudillos y hombres políticos a lo largo de todo el sigloXIX.

Traduzione a cura della classe 3^D del Liceo “Laura Bassi” di Bologna (Marta Massari, Alice Scala, Marianna Tortora), nell'ambito del progetto "Alternanza Scuola - lavoro", AS. 2016-2017.

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Vincenzo Martinelli
Vincenzo Martinelli

Il Monumento a Vincenzo Martinelli di Pietro Fancelli e Luigi Busatti. Certosa di Bologna, Chiostro Terzo. Dal canale You Tube "Storia e Memoria di Bologna". 

Vincenzo Vela - Monumento Murat
Vincenzo Vela - Monumento Murat

Vincenzo Vela, Monumento Murat, 1865. Certosa di Bologna, sala del Colombario.

Documenti
Specimen inscriptionvm | vol. 1
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Specimen inscriptionvm coemeterii bononiensis, Schiassi Filippo, Tipografia Lucchesini, Bologna, 1809, volume 1. Collezione privata.

Specimen inscriptionvm | vol. 2
Tipo: PDF Dimensione: 12.98 Mb

Specimen inscriptionvm coemeterii bononiensis, Schiassi Filippo, Tipografia Lucchesini, Bologna, 1815, volume 2. Collezione privata.