Venezia

Venezia

1901

Scheda

Ferruccio Scandellari entra dodicenne al Collegio Artistico Venturoli nel 1894. Ottimo studente, il suo iter di studi scorre senza problemi, vince numerosi premi, anche con piccole somme di denaro com’era consuetudine all’interno del Collegio per spronare gli studenti e tenere sempre alta la “sana” competizione. E ancora studente dell’Alunnato quando, insieme ai compagni, lo troviamo nel 1901 a Venezia. Sappiamo che la formazione culturale e artistica degli studenti del Collegio era di grande spessore, i ragazzi che uscivano dal Venturoli erano molto spesso più acculturati e preparati degli studenti dell’Accademia. Oltre ad avere un’ottima preparazione nelle materie culturali, era curatissima la preparazione artistica: ricche collezioni di stampe d’arte, disegni d’autore, campionari di marmo, ogni materiale possibile per fornire agli allievi strumenti di studio di alto livello su cui lavorare, sperimentare, ispirarsi, progettare. Certamente però tra i complementi di studio più stimolanti e intelligenti della didattica del Collegio erano le esperienze sul campo. I ragazzi venivano spesso accompagnati in passeggiate per Bologna; erano previste gite e soggiorni estivi nei paesi limitrofi o nelle grandi città d’arte.

Ed è proprio a Venezia che i ragazzi soggiornano dal 3 agosto al 21 settembre 1901: alla fine di questa esperienza i loro resoconti lasciano trasparire la grande emozione di trovarsi faccia a faccia con chiese, musei, opere d’arte, scorci architettonici, atmosfere suggestive, gondole e tramonti sull’acqua. Decisamente poco compresa la Biennale d’Arte, motivo certo non trascurabile del soggiorno veneziano. Alla sua IV edizione, l’Esposizione Internazionale d’Arte voleva essere l’occasione per presentare al pubblico una panoramica internazionale contemporanea, uno spazio ufficiale in cui presentare la pittura europea. Nelle prime edizioni mancavano ancora gli impressionisti e il gusto dominante era la pittura realista e simbolista, pochissime le “aperture”: qualche piccolo paesaggio di Monet, qualche apparizione di Klimt. Finalmente alla IV edizione ecco apparire Auguste Rodin e Arnold Bocklin. Nei ricordi dei ragazzi la Biennale è semplicemente ignorata, chi ne parla brevemente come Cesare Bacchi punta l’attenzione su alcuni ritratti, paesaggi di artisti inglesi, tedeschi e italiani e ammette candidamente “Di Rodin ne parleremo un’altra volta, cioè quando l’avrò capito”. Un entusiasta diligente è Giovanni Costa “L’esposizione d’arte internazionale ci ha reso doppiamente interessante e istruttivo il soggiorno di Venezia” ma a parte paesaggi e ritratti in effetti annota “I lavori di scultura sono pochi e deficienti, se ne eccetui quelli del bizzarro Rodin e del Trentacoste”. Per tutti invece camminano fra gli dèi dell’Olimpo i vari Bellini, Giorgione, Palma, Tintoretto, Tiziano, Tiepolo, sperticandosi in lodi e ammirazioni.

Ma chi davvero rimane travolto dalla città, dai suoi colori, dalla gente, dagli scorci, dalla magica atmosfera e il nostro Scandellari, per lui diventa esperienza totalizzante “Quella città meravigliosa ha esercitato su me un fascino prepotente e mi ha lasciato un immenso desiderio di ritornarvi e tuffarmi di nuovo nella sue bellezze. Le prime forti impressioni le provai nell’ora del tramonto. Chi può rimaner freddo dinanzi a simili spettacoli? Certo la calda fantasia di Gian Battista Tiepolo intravide in quell’ora incantevole quelle meravigliose volte, per una delle quali soltanto Venezia meriterebbe d’esser meta a perenne pellegrinaggio d’artisti.” L’intera città vive sotto i suoi occhi “E S. Marco e il Palazzo Ducale! ma che dico, Venezia intera, la più stretta calle, il più remoto rio, presentano meraviglie. Ho inteso qualcuno dire che senza San Marco e il Canal Grande Venezia non sarebbe niente. No, Venezia è bella ovunque: io trovo tanto d’artistico in San Marco quanto in Pescheria o nel mercato delle erbe. La poesia a Venezia è trasfusa ovunque. […] Riesce così malinconica, così diversamente pittorica del solito!”.

Ecco, e questo lo spirito che imbeve il pennello di Scandellari nel realizzare la piccola veduta di canale esposta. L’irrompere della luce rileva il bianco ponticello che torna nell’ombra azzurrina e piano declina verso la sponda. Pare quasi di poter vedere le gondole dondolare dolcemente nell’acqua calma del canale, solo qualche riflesso che corre in lontananza e segue la fuga prospettica degli archi. Anche gli altri suoi compagni eseguiranno qualche “impressione” di Venezia, ma Scandellari fara di più: nei primissimi anni del ‘900, ipotizziamo alla fine del suo Alunnato nel 1902, si trasferirà a Venezia, dove si dedicherà quasi esclusivamente a ritrarre paesaggi della città lagunare. La sua carriera proseguirà come pittore, decoratore e cartellonista. Esporrà alla II Quadriennale di Torino e alle Secessioni Romane. Trasferito in Puglia, nel 1916, sarà direttore della Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce. Tra Lecce e Bologna si occuperà della decorazione di importanti edifici pubblici, ville e Caffè alla moda. Morirà a Lecce nel 1937.

Ilaria Francia

Testo tratto dal catalogo della mostra "Angelo Venturoli - Una eredità lunga 190 anni", Medicina 19 aprile - 14 giugno 2015.


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Angelo Venturoli - Una Eredità Lunga 190 Anni
Angelo Venturoli - Una Eredità Lunga 190 Anni

Video dedicato alla mostra "Angelo Venturoli - Una Eredità Lunga 190 Anni", 19 aprile - 14 giugno 2015 | Comune di Medicina, Palazzo della Comunità, Museo Civico.

Angelo Venturoli - Una Eredità Lunga 190 Anni
Angelo Venturoli - Una Eredità Lunga 190 Anni

Video dedicato alla mostra "Angelo Venturoli - Una Eredità Lunga 190 Anni", 19 aprile - 14 giugno 2015 | Comune di Medicina, Palazzo della Comunità, Museo Civico.

Documenti
Esplorando l’archivio del Collegio Venturoli
Tipo: PDF Dimensione: 178.80 Kb

Di Francesca Serra. Testo tratto dal catalogo della mostra "Angelo Venturoli - Una eredità lunga 190 anni" Medicina, 19 aprile - 14 giugno 2015. Copyright © Fondazione Collegio Artistico Venturoli.

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