Tinti Luigi detto Bob

21 giugno 1920 - [?]

Note sintetiche

Titolo di studio: 2° Istituto tecnico industriale
Occupazione: Operaio/a

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 9 settembre 1943 - 14 aprile 1945)

Onorificenze

  • Medaglia d'Argento al Valor Militare

    Eroica figura di combattente della libertà prendeva parte a numerose azioni in montagna durante quindici mesi di asprissima lotta. Succeduto al Comandante di Brigata catturato dal nemico, guidava la sua formazione in duri combattimenti e durante un aspro ciclo operativo conduceva valorosamente i suoi partigiani in furiosi contrattacchi alla conquista di una posizione di particolare importanza tattica tenacemente contesa. Sempre al comando della Brigata, scontratasi con una agguerrita e numerosa colonna nazifascista, dopo lunga e strenua lotta la sbaragliava decisamente e la costringeva a disordinata fuga dopo aver lasciato sul terreno numerosi morti e numerosissimi feriti.
    Monte Bastia, 13 agosto 1944 - Monte Pianacttlo, 11 novembre 1944

Scheda

Luigi Tinti, «Bob», da Adelina Tinti; nato il 21 giugno 1920 a Imola; ivi residente nel 1943. 2a istituto tecnico. Operaio, meccanico.
Prestò servizio militare nei paracadutisti a Firenze dal 10 gennaio 1940 all'8 settembre 1943.
Iniziatore del movimento partigiano imolese, raggiunse a Cortecchio, sul fianco nord-est del monte La Faggiola (Castel del Rio) dove nel febbraio del 1944, nella casa colonica denominata "l'Albergo" si insediò il primo gruppo, che ebbe un primo sanguinoso scontro il 23 febbraio a seguito di un rastellamento organizzato dalla GNR di Faenza e di Imola con lo scopo di annientarlo.
Qui, fra il gruppo "Bob", benché malaticcio per i postumi di malaria che gli procuravano periodiche febbri altissime, cominiciò ad emergere per il suo comportamento e la forte tensione morale.
Allargatosi il gruppo, nel marzo, si autodenominò 4a brigata Garibaldi e, nel luglio successivo, divenuti oltre mille i componenti, prenderà il nome di 36° brigata Bianconcini Garibaldi. Di quest'ultima, per i meriti acquisiti nei combattimenti dei mesi precedenti, divenne il comandante all'indomani della cattura da parte dei nazifascisti di Libero Lossanti e della sua soppressione avvenuta il 14 giugno 1944.
Guidò con perizia la brigata nella guerriglia dell'estate e particolarmente negli scontri e nelle battaglie del settembre (la principale quella di Monte Battaglia) e dell'ottobre per assecondare l'avanzata dell'VIII Armata inglese sulla strada per la conquista di Imola.
In queste ultime mostrò «coraggio, abnegazione, prontezza, movimento» e allo stesso tempo «razionalità e avvedutezza», evitando l'annientamento della sua formazione, della quale una gran parte dei componenti oltrepassò le linee degli Alleati.
Raggiunta Firenze, poco dopo si arruolava nel Gruppo di Combattimento Cremona che nella primavera del 1945 entrò in linea accanto a reparti dell'VIII Armata a Mezzano di Ravenna.
Gli è stata conferita la medaglia d'argento.
Riconosciuto partigiano con il grado di capitano dal 9 settembre 1943 al 14 aprile 1945. [AR]

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