Michelini Lino detto William

29 dicembre 1922 - [?]

Note sintetiche

Titolo di studio: Licenza elementare
Occupazione: Meccanico

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 9 settembre 1943 - 21 aprile 1945)

Onorificenze

  • Medaglia d'Argento al Valor Militare

    Già distintosi per i numerosi sabotaggi industriali e ferroviari coraggiosamente perpetrati a danno del nemico, veniva prescelto con alcuni partigiani per l'audace colpo di mano che ha ridato la libertà a duecentoquaranta detenuti politici rinchiusi nelle carceri di San Giovanni in Monte. Attaccato ed immobilizzato il forte presidio fascista di guardia, affrontava l'unica sentinella sfuggita alla sorpresa e, benché da essa ferito alle gambe, riusciva in una furiosa lotta corpo a corpo ad averne ragione, spianando con il suo valore la via ai reclusi rei di amare la Patria. Sottoposto ad amputazione a seguito delle ferite, non desisteva dalla lotta e nel combattimento di Porta Lame, sostituito il proprio comandante caduto ferito, portava per ben tre volte i suoi uomini al contrattacco riuscendo a spezzare il cerchio nemico. Con senso di nobile cameratismo provvedeva al ricupero di tutti i feriti mascherando per sua iniziativa la pietosa missione con una cortina di fuoco artificiale. Magnifico esempio di cosciente valore e di generosa audacia.
    Bologna, 8 settembre 1943-aprile 1945

Scheda

Lino Michelini, «William», da Ida Michelini; nato il 29 dicembre 1922 a Bologna; ivi residente nel 1943. Licenza elementare. Meccanico.
Aderì al PCI nel gennaio 1942, tramite l'organizzazione clandestina presente nell'officina ove lavorava. Svolse attività clandestina contro la guerra e il fascismo in contatto con il gruppo comunista della zona San Vitale-Mazzini (Bologna).

Fu tra i primi dirigenti dei nuclei partigiani di Bologna da cui sorse la leggendaria 7a brigata GAP Gianni Garibaldi in cui militò con funzione di comandante di dist.
Partecipò all'azione che portò alla liberazione di 240 detenuti politici antifascisti dal carcere di San Giovanni in Monte (BO) il 9 agosto 1944, rimanendo ferito alle gambe. Dopo un solo mese di cura e nonostante le menomazioni postume, riprese l'attività di gappista.
Partecipò alla battaglia di Porta Lame, del 7 novembre 1944, con la responsabilità di commissario politico della base di via del Macello. Sostituito il comandante di battaglione, rimasto ferito, portò gli uomini più volte al contrattacco e a spezzare il cerchio nemico.
Gli è stata conferita la medaglia d'argento al valor militare.
Riconosciuto partigiano con il grado di capitano dal 9 settembre 1943 alla Liberazione.
Ha pubblicato: La battaglia di Porta Lame, in Storia dell’antifascsimo italiano, a cura di L.Arbizzani e A. Caltabiano, Roma, editori Riuniti, 1964, pp.296-300. [AR] Testimonianza in RB5.

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