Martini Giovanni

Martini Giovanni detto Paolo

16 ottobre 1910 - 15 dicembre 1944

Note sintetiche

Titolo di studio: Licenza elementare
Causa della morte: Esecuzione
Occupazione: Operaio/a

Riconoscimenti

  • Partigiana/o ( 1 ottobre 1943 - 15 dicembre 1944)

Onorificenze

  • Medaglia d'Oro al Valor Militare

    Comandante della 7a brigata GAP fu sempre tra i primi nella lotta contro l'invasore e alla testa dei suoi valorosi partigiani combattè per lunghi mesi nelle più difficili condizioni di ambiente elevando la fama della sua brigata alle più alte sfere della leggenda. Catturato, fu sottoposto ad orribili sevizie ed un cerchio di ferro gli fu applicato al capo, che veniva lentamente stretto onde str(gli col dolore notizie sull'attività partigiana. Ma l'inumana tortura non lo piegò e ne esaltò anzi il leonino coraggio e la sublime fede. Mentre con un ultimo giro di vite i carnefici gli fracassarono la scatola cranica, le sue labbra si dischiusero e la fiera risposta fu: "L'idea non si serve con la delazione, ma con il sacrificio.
    Bologna, 15 dicembre 1944. 

Scheda

Giovanni Martini, nome di battaglia "Paolo", da Gottardo e Fedora Scaramagli; nato il 16 ottobre 1910 a Bologna; ivi residente nel 1943. Licenza elementare. Pavimentatore.
Fra i primi organizzatori del movimento partigiano, fu uno dei fondatori della 7ª brigata GAP Gianni Garibaldi di cui divenne il vice comandante.
Fece parte del gruppo di 12 gappisti che, il 9 agosto 1944, liberò i carcerati politici rinchiusi a San Giovanni in Monte (Bologna). Fu arrestato e rinchiuso nella caserma delle brigate nere di via Borgolocchi (Bologna) dall'1 al 15 dicembre 1944 e ferocemente torturato. Venne fucilato a Bologna il 15 dicembre 1944.
Della sua opera di combattente diede notizia un volantino pubblicato dal comando della 7a brigata GAP Gianni Garibaldi il 27 dicembre 1944. 
Al suo nome è stata intestata la 2a brigata Paolo Garibaldi. 
È stato decorato di medaglia d'oro al valor militare.
Riconosciuto partigiano dall'1 ottobre 1943 al 15 dicembre 1944.
Il suo nome è stato dato a una strada di Bologna. [Luigi Arbizzani]

Note

E' sepolto nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della  Certosa di Bologna ed è ricordato nel Sacrario di Piazza Nettuno.

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Bibliografia
Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919- 1945)
Albertazzi A., Arbizzani L., Onofri N.S.
1985 Bologna ISB